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Manuela Cappello
Dibattito pubblico, da eccezione a regola
24 Dicembre 2011
Approvato a Genova il regolamento sul dibattito pubblico per le opere con un forte impatto ambientale, economico e sociale. Corrispondenza per eddyburg

Dopo un lungo e complesso lavoro di esame e discussione, durato ben 13 mesi, il Regolamento sul Dibattito Pubblico è stato finalmente votato nel Consiglio Comunale di Genova, con 25 voti favorevoli, 1 astenuto, 13 contrari.

Con questo regolamento finalmente la partecipazione dei cittadini diventerà un fatto concreto e non solo una dichiarazione di principio.

Per le opere di rilevanza strategica con forte impatto ambientale, economico e sociale, il regolamento stabilisce un percorso standardizzato per decidere quali opere sono da considerarsi rilevanti, quali strategiche, come valutarle, come sottoporle, e perché, ad un trasparente “dibattito pubblico”.

Il dibattito possiede il sostanziale requisito di essere preliminare alle scelte e prevedere l'opzione zero. Per come è formulato, introduce un meccanismo di analisi dei progetti che permette di valutarli con maggiore attenzione, migliorarli, che prevede la discussione in contesti strutturati, competenti e aperti, che agevola i processi autorizzativi, evitando blocchi a posteriori (per ricorsi o opposizioni), che coinvolge e responsabilizza i consiglieri comunali e che d’altro canto porterà ad una maggiore responsabilizzazione civica, una cittadinanza consapevole.

Il regolamento risponde ad un’esigenza di coinvolgimento più diretto e incisivo dei cittiadini nelle scelte per il governo del territorio e nella tutela dei beni comuni. I Forum dell’acqua, del territorio, dei rifiuti, della mobilità, delle infrastrutture sono sempre più competenti e partecipati, con proposte che col tempo risultano lungimiranti e vincenti.

Dimostrazione ne è la risposta referendaria del 12-13 giugno, dove 27 milioni di italiani hanno deciso che era giunto il momento di non delegare ed esprimersi per una posizione chiara sull’acqua e sul nucleare. Una democrazia rappresentativa che si possa definire matura, non può più sfuggire al confronto con il territorio, non può più arrogarsi il diritto di scegliere senza sapere, senza ascoltare, senza essere consapevole dei danni che certe scelte possono portare.

Qui di seguito è scaricabile il testo della delibera, con allegato il regolamento

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