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De Piccoli: “Sul MoSE non siamo d’accordo”. Cacciari: ”Sublagunare opera prioritaria”
12 Marzo 2006
MoSE
Due notizie veneziane, una buona dai DS, l’altra cattiva dal Sindaco. Da la Nuova Venezia del 12 marzo 2006

Fassino s’incontra con Cacciari

De Piccoli anticipa la linea del segretario della Quercia

Piero Fassino pronto a sbarcare in laguna per tendere una mano a Massimo Cacciari sul problema della revisione del Mose e dell’adozione di interventi alternativi. Lo fa capire con chiarezza il segretario regionale dei Ds Cesare De Piccoli - vicino al segretario nazionale - annunciandone la prossima venuta.

«Fassino - annuncia De Piccoli - sarà a Venezia il 24 marzo per un incontro promosso dai Ds sui problemi della città e in quell’occasione incontrerà il sindaco Cacciari per discutere di tutti i problemi della salvaguardia della città e della sua laguna».

Se autorevoli economisti di area diessina come Nicola Rossi dichiarano che sul Mose non è più possibile tornare indietro - come ha dichiarato a Padova pur con le perplessità del caso - la linea di Fassino e della segreteria nazionale dovrebbe essere invece ben diversa, come lo stesso De Piccoli fa capire con chiarezza.

«Credo che Rossi - spiega De Piccoli - volesse semplicemente dire, rispondendo a una domanda secca, che il problema della salvaguardia di Venezia deve comunque essere affrontati dal Governo. Non è un mistero che all’interno del centrosinistra sul problema Mose esistono posizioni diverse, ma la novità è ora quella che esiste la volontà di discuterne e prendere le relative decisioni, partendo da ciò che esprime il Governo della città. Pertanto, se la Giunta Cacciari dimostrerà - sulla base del documento sulla salvaguardia già approdato in Giunta e che dovrà essere votato dal Consiglio comunale - che esistono soluzioni progettuali efficaci, che siano alternative al Mose, il Governo non potrà che tenere conto della sua volontò, tenendo conto, che, rispetto alla precedente Amministrazione Costa, l’atteggiamento del Comune sul progetto alle dighe mobili è decisamente cambiato e anche di questo un nuovo Governo di centrosinistra non potrà che prendere atto».

Un ragionamento, quello di De Piccoli, che sembra preludere a quello che Fassino verrà esporre in laguna alla Quercia veneziana, critica verso il Mose.

A questo proposito, dal segretario regionale dei Ds, giunge nei confronti del Magistrato alle Acque e del Consorzio Venezia Nuova, quello che sembra un preciso avvertimento.

«Valutando che a tutt’oggi non è stato ancora approvato il progetto esecutivo delle paratoie mobili - osserva De Piccoli - ritengo assolutamente inaccettabile partire con gli interventi al Bacàn. Abbiamo capito benissimo che il tentativo del Consorzio Venezia nuova è quello di arrivare in queste settimane a un punto di non ritorno con i lavori del Mose che costringa anche il nuovo governo ad andare avanti comunque con i lavori, ma spingersi avanti con essi - come si sta facendo ora - quando non esiste ancora un progetto approvato potrebbe essere un azzardo pagato a caro prezzo». E sulla questione Mose, pertanto, si continua a navigare a vista. (e.t.)

Il sindaco: «Sublagunare, un’opera prioritaria»

Sì alla sublagunare Arsenale-Tessera ma senza fretta e nel pieno rispetto dell’ambiente. No, alla seconda pista aeroportuale e sì all’alleanza con l’aeroporto e il porto di Trieste, con una sola pregiudiziale: la fermata a Tessera dei treni ad Alta velocità. Sì anche alla pedonalizzazione del centro di Mestre e alla priorità del trasporto pubblico, potenziando l’Actv, i parcheggi scambiatori e realizzando in tre anni al massimo la linea del tram tra Favaro e Marghera. Questa la posizione della Margherita veneziana - partito che governa con una maggioranza assoluta in Comune - su «trasporti e mobilità», tracciata ieri al Laguna Palace nel corso di un convegno che ha sancito la «pace» tra l’ex sindaco Paolo Costa e l’attuale, Massimo Cacciari.

Incontro ravvicinato tra Cacciari e Costa, militanti dello stesso partito. Sindaco ed ex sindaco hanno spesso polemizzato tra loro, a volte in modo assai vivace, sulle cose da fare e da non fare per il futuro di Venezia e della terraferma. Ma ieri, in occasione del convegno - organizzato dalla Margherita - su «trasporti e mobilità nella provincia di Venezia» tra i due non c’è stato alcun attrito.

Sublagunare e tram. Su un tema contrastato come la sublagunare - la sublagunare congiungerà l’Arsenale a Tessera attraverso una galleria di 8 chilometri sotto la laguna e si potrà interconnettere con la linea del tram Favaro-Marghera che in futuro dovrebbe arrivare fino all’aeroporto - c’è stato nessun distinguo. Ieri Massimo Cacciari - che ha sempre snobbato la sublagunare tanto voluta, invece, da Costa - ha convenuto sulla necessità di collegare velocemente Tessera, e quindi la terraferma, con il centro della Laguna, ovvero l’Arsenale. «Certo è un’opera prioritaria su cui stiamo ragionando con le categorie - ha detto - ma deve essere fatta rispettando l’ambiente, i vincoli della Salvaguardia e l’iter procedurale previsto. Anche per questo collegamento essenziale ci vogliono gli studi di valutazione di impatto ambientale che per ora non ci sono».

Dal canto suo Paolo Costa - anche in qualità di Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo - ha speso buona parte della sua relazione per difendere il grande «valore strategico» dell’accoppiata tram-sublagunare, per coprire quel «buco» nella comunicazione tra le isole del Centro storico e Mestre che rappresenta l’unica vera alternativa economica di sviluppo ad una Venezia eminentemente turistica, isolata dalla terraferma e destinata ad una mortale decadenza.

Aeroporto e 2ª pista. Il sindaco Cacciari, pur senza nominarlo, ha invece polemizzato con il progetto della seconda pista aeroportuale proposta dalla Save di Enrico Marchi. «E’ un progetto fasullo che non si farà mai - ha detto chiaro e tondo il sindaco -. Il progetto di costruire una seconda pista dell’aeroporto a Tessera o in laguna è un pericolo da scongiurare. Del resto si tratta di un’area archeologica che non si può manomettere». «Il Marco Polo va certamente potenziato - ha aggiunto Cacciari - ma facendo sistema con il vicino aeroporto triestino di Ronchi e per far questo bisogna assolutamente realizzare una fermata della linea ferroviaria ad Alta Velocità a Tessera per collegarla in modo diretto e rapido a Trieste e Ronchi.

Porto. Ieri Paolo Costa ha ricordato che un gigantesco porto come quello di Amburgo - che tanto per capirci movimenta 7.000 porta container rispetto le 300 di Venezia - lavora con un fondale dei canali di 13 metri, quasi 3 metri in più di quello di Venezia che il mese scorso ha festeggiato con una costosa kermesse a Fusina il ripristino di una profondità di poco più di 10 metri. «Venezia non è certo Rotterdam - ha detto sua volta Cacciari ricordando un altro grande porto europeo con veri e propri record di traffico merci - se vogliamo sviluppare di più il nostro porto, anche in questo caso la via obbligata è fare sistema col vicino scalo di Trieste». «Anche la Regione si sta convincendo della necessità di fare sistema con il Friuli Venezia-Giulia sia su porto che aeroporto», ha concluso Cacciari augurandosi che con le prossime elezioni amministrative friulane di possa tornare a lavorare con Claudio Boniciolli, ex presidente del Porto veneziano.

L’Alta Velocità. Tutti d’accordo sulla necessità di collegare Mestre e Venezia con le nuove direttrici ferroviarie dell’Alta Velocità del famoso Corridoio 5. Tanto Costa che Cacciari e il Coordinatore del programma per l’unione, l’ex ministro Tiziano Treu, presente al convegno. Ma - oltre all’incubo di un movimento no-Tav veneto, resta il problema dell’uscita da Mestre verso Trieste e del collegamento Portogruaro-Mestre. Un’ipotesi prevede il riutilizzo dell’ex linea cosiddetta dei Bivi, che passa in mezzo alle case di Mestre. Un’altra ipotesi prevede l’attraversamento in galleria sotto all’area di San Giuliano e una stazione a Tessera-Marco Polo. In ogni caso occorre mettere a punto i progetti e scegliere nel rispetto delle norme ambientali e, sopratutto, con il coinvolgimen

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