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Chiara Paolin
Cronaca di uno scempio annunciato. Infinito parking
19 Novembre 2011
In giro per l'Italia
Sfregi bipartisan alla cultura, in nome dello “sviluppo del territorio”. Un autosylos accanto al Colle di Leopardi, a Recanati. Il Fatto quotidiano, 19 novembre 2011

Sempre caro mi fu questo parcheggio da 50 posti auto più servizi igienici per le comitive in transito e – forse – pure l’allegra fila dei pullman in attesa coi motori accesi per mantenere il fresco d’estate e il tiepido d’inverno. Il Comune di Recanati non molla. Da anni vuole piazzare una struttura per accogliere altre automobili proprio su quel Colle dell’Infinito dove il poeta si sperdeva. Ma, al giorno d’oggi, c’è poco da indugiare, le casse piangono e bisogna trovare nuove iniziative per rilanciare le attività urbane. Ergo, nonostante il cambio di governo dal centro-destra a centrosinistra – con relativo passaggio dell’ex sindaco Pdl alla presidenza del Centro Nazionale di Studi Leopardiani –, l’idea avanza, procede, resiste. E si scontra con le romantiche aspirazioni di chi, in città, vorrebbe solo quiete e bellezza ad attrarre i turisti, non parchimetri e wc sanitarizzati.

Roberto Verdenelli, del Movimento Cinque Stelle, è furibondo: “Nel 2009, quando ha vinto la coalizione guidata dal Pd, speravamo venisse accantonata questa idea di spargere ancora cemento in un paese di ventimila abitanti che ha bisogno di intelligenza e di investimenti davvero culturali per sviluppare la sua vocazione turistica. Invece qua sono convinti che basti aggiungere 50 posti auto giusto sotto Casa Leopardi per far arrivare più gente. La verità è che vengono le gite scolastiche, un po’ di turismo stagionale, e per il resto zero. Il Cnsl non ha mai richiamato un granché, ed è pure un edificio bruttino, del periodo fascista: adesso che gli vogliono togliere gli alberi intorno non ci guadagnerà di sicuro”.

L’opera burocraticamente avviata dall’ex sindaco Fabio Corvatta e sostenuta ora dal successore Francesco Fiordomo dovrebbe cadere proprio su un versante del celebre colle al momento ricoperto da piante e alberi ad alto fusto, un’area che apparteneva al Cnsl ma che il Comune ha espropriato. “Non sarebbe più economico, più giusto, più naturale lasciare l’area così com’è? Come la vedeva il nostro famoso concittadino, un angolo di quel “natio borgo selvaggio” che tanto ci inorgoglisce e rende la nostra cittadina unica al mondo?” si sono chiesti quelli di Cinque Stelle in un comunicato che riprende il ping pong tra il settimanale “l’Espresso”, autore di un appello contro nuove costruzioni in loco, e il sindaco che ha risposto prontamente. “Nessuna nuova palazzina sotto l’Infinito” garantisce Fiordomo omettendo la notiziola sul parking e citando i consueti concetti di sviluppo, turismo et similia.

“Il problema è che questi politici fanno una gran confusione quando parlano di cultura ” sostiene Andrea Lodovichini, regista marchigiano, già aiuto di Paolo Sorrentino e vincitore di premi internazionali ma diventato famoso via Youtube per la protesta sullo spot della Regione Marche con Dustin Hoffman. Spiega: “Contestai alla Giunta la scelta di investire milioni di euro in quel progetto con modalità poco trasparenti, un bando lanciato in fretta e furia che ha scatenato la polemica nella polemica di far recitare a una star mondiale i versi del Leopardi. Risposta delle istituzioni: minacce di querela per i miei video in cui, mettendo in rete documenti pubblici, chiedevo conto di quelle scelte”. Secondo Lodovichini, i politici mescolano marketing e testi sacri, pubblicità e storia, piccoli interessi di parte e una gran paura di cambiare. “Sono tentativi puerili, con risultati spesso sterili. Io avevo riunito un gruppo di 110 artisti, Marche Autori, per sviluppare le arti audiovisive in una Regione capace di grande talento: dopo la storia degli spot non se n’è fatto più nulla, nessun finanziamento ci è arrivato, e si è sciolto tutto. Invece pare che Hoffman farà anche la terza edizione della pubblicità: spero funzioni per gli alberghi e i ristoranti, ma se si voleva spingere la cultura dei giovani e delle arti più contemporanee si poteva investire anche su altro”. Marche regione verde, con borghi e città, collina e spiagge, arte e cucina: un vero man-tra negli ultimi anni. “Però poi le scelte concrete vanno in un’altra direzione – sottolinea Anna Maria Ragaini del comitato No rigassificatore di Porto Recanati.

La Regione aveva dato parere favorevole all’installazione di due rigassificatori da piazzare a pochi chilometri dalle coste. Per quello più a Sud, praticamente davanti Loreto, ha fatto marcia indietro nonostante l’ok del Ministero dell’Ambiente. Per quella più a nord, davanti ad Ancona, il progetto è invece molto avanti grazie all’erroneo presupposto che, con questa concessione, il Gruppo Api manterrà il tenore dell’occupazione attualmente impegnata nel settore petrolifero. Ma nell’accordo siglato tra Api e Regione non si fa riferimento ai 380 operai e all’indotto, nessuno sa se questo rischio e questa bruttura serviranno all’economia o esporranno a danni incalcolabili le spiagge, il mare, l’intero ecosistema”.

Anche lo scrittore fermano Angelo Ferracuti è poco soddisfatto dalle logiche di investimento operate negli ultimi anni: “Marche o Italia cambia poco, l’idea è sempre quella dei ‘poteri fermi’, come li chiamava Paolo Volponi. Apriamo oggi un Premio in suo onore, a Fermo. Si parla di impegno civile, di argomenti poco attraenti e per nulla sponsorizzati. Rieditiamo alcuni scritti fondamentali in cui lui, scrittore e politico, criticava scelte scellerate come l’abbandono della linea ferroviaria Roma-Urbino o il taglio della scala mobile. Era un pensatore che, dal cuore di una piccola ma sapiente regione italiana, pensava con preoccupazione a una società superficiale, ingorda, atavicamente legata alle sue mafie e massonerie. Volponi oggi è di un’attualità imbarazzante, e certo non approverebbe nessuna di queste scelte, dal rigassificatore al gorgheggio di Dustin Hoffman sull’Infinito”. Con annesso parcheggio.

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