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Enrico Tantucci
Corsia preferenziale per il Mose
20 Settembre 2010
MoSE
Via libera alla più dannosa delle Grandi opere. E stop soldi alla manutenzione che serve alla città. La Nuova Venezia, 20 settembre 2010

La conferma arriva dall’allegato Infrastrutture al nuovo Dpef (Il Documento di programmazione economica e finanziaria su cui si baserà poi anche la nuova Legge Finanziaria 2011). I fondi recuperati da vecchi mutui per investimenti pubblici mai erogati o finanziamenti mai spesi saranno compresi tra il miliardo e mezzo e i 2 miliardi di euro e sarò poi il Cipe (il Comitato per la programmazione economica) a distribuirli. Ma tra la marea di opere legate alla Legge Obiettivo (si avvicinano ormai alle 350, per un valore vicino ai 360 miliardi di euro), sarà grata una vera e propria «serie A» di interventi prioritari (una trentina in tutto) che si spartiranno i residui rimessi in circolo dal Cipe. Tra di esse, con opere come l’Altà Velocità Milano-Padova, il completamento della Salerno-Reggio Calabria, la Torino-Lione, il ponte sullo Stretto, ci sarà appunto anche il prpgetto di dighe mobili alle bocche di porto e già nell’anno in corso il Cipe dovrebbe stanziare una congrua cifra a favore di Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova, per non interrompere il flusso dei finanziamenti verso la conclusione dell’intervento, previsto per il 2014. Gli ultimi 400 milioni di euro in «dono» per il Mose sono già arrivati attraverso il recupero dei residui passivi maturati nel triennio 2007-2009 per fondi non spesi per infrastrutture. Sui circa 4 miliardi e 678 milioni di euro previsti per l’intervento, finora lo Stato ne ha stanziati 3 miliardi e 244 milioni, saliti appunto a 3 miliardi e 644 milioni, con la nuova «benzina» immessa nel Mose. Un’altra fetta di fondi dovrebbe appunto arrivare con la nuova ripartizione. L’opera è già ben oltre ill 6o per cento della sua realizzazioni e per la fine del 2012 è previsto il completamento della prima delle quattro file di dighe mobili da «schierare» alle bocche di porto per alzarsi in caso di acque alte eccezionali. Il sistema di dighe mobili entrerà però in funzione solo quando tutte e 79 le paratoie previste saranno state montate sui fondali delle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia.

Le garanzie per il completamento del Mose che arrivano dal Governo e dal Ministero delle Infrastrutture fanno però un contrasto stridente per la ormai cromica mancanza di fondi per la salvaguardia della città, tanto che il Comune medita la chiusura di Insula - la società nata proprio per la manutenzione urbana e legata all’erogazione di fondi pubblici per gli interventi - che rischia di fermarsi, senza più finanziamenti. E mentre i fondi per Roma Capitale si trovano, per Venezia si discute di nuova Legge Speciale, ma sempre a costo zero.

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