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Carlo Alberto Bucci
Colosseo, cancelli chiusi contro il commissario
7 Marzo 2009
Beni culturali
La protesta degli archeologi di Roma e Ostia contro il commissariamento e per l’indipendenza del loro ruolo dalla politica. Da la Repubblica, ed. Roma, 7 marzo 2009 (m.p.g.)

Centinaia di turisti in fila davanti al Colosseo. Ma a bocca asciutta. L’nfiteatro Flavio ieri è rimasto chiuso tutta la mattinata, insieme con Palatino, Caracalla, Foro e Museo nazionale romano. Non succedeva da anni che il Colosseo di Roma rimanesse chiuso fino a mezzogiorno. Solo in situazioni gravi i lavoratori non aprono i cancelli. Stavolta, erano tutti in assemblea. Per protestare contro il commissariamento dell’area archeologica centrale, e di Ostia, deciso dal ministro dei Beni culturali Bondi che ha indicato in Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, il commissario.

Archeologi, impiegati, custodi, si sono riuniti ieri a palazzo Massimo alle Terme. E si sono dati appuntamento per un sit-in giovedì prossimo. Proprio davanti al Colosseo, che rischia di rimanere un’altra volta chiuso per lo stato d’agitazione indetto un mese fa. Stavolta però, sul banco degli imputati, i lavoratori della Soprintendenza speciale di Roma hanno messo anche il soprintendente Angelo Bottini, "che non ha mai convocato ufficialmente il personale né i rappresentanti sindacali - sostengono gli archeologi - per condividere informazioni e strategie sulle ipotetiche, future forme di gestione e organizzazione".

Secondo il piano del ministero - preparato dal sottosegretario Francesco Giro - il commissariamento servirà a debellare il degrado delle aree archeologiche di Roma e Ostia e a intervenire rapidamente, saltando le lungaggini delle leggi sugli appalti pubblici, sulle emergenze, come Palatino e Domus Aurea. "Queste motivazioni non sono sufficienti" hanno ribadito i dipendenti di Roma e Ostia antica. Che, tra l’altro, domandano a Bondi: "Perché è stata proposta la nomina di un commissario proprio nella riunione di insediamento della Commissione Stato-Comune, in cui si decide il passaggio della valorizzazione dei Beni Archeologici dello Stato al Comune di Roma?" Polemica con il ministro l’assessore alla Cultura della Regione, Giulia Rodano: "Non servono commissari, ma risorse agli uffici tecnici di cui lo Stato è già dotato. Ovvero, le soprintendenze archeologiche".

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