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Massimo Scattolin
Colata di cemento ai lati della bretella
31 Marzo 2006
In giro per l'Italia
Uno studio di Rifondazione comunista denuncia nuove aggressioni, trainate da una Grande Opera molto discussa. Da la Nuova Venezia del 31 marzo 2006. L’asfalto ha l’oro (e il cemento) in bocca

MESTRE. Nei disegni strategici sovra-regionali doveva servire come valvola di sfogo al traffico in transito lungo il corridoio V Barcellona-Kiev. Nei più circoscritti disegni locali doveva alleggerire la tangenziale di Mestre di circa 50 mila veicoli. «E invece la funzione originaria del Passante di Mestre è stata dimenticata - attacca Paolo Cacciari (Rifondazione comunista) - E assistiamo a una corsa all’urbanizzazione e alla cementificazione che favorisce solo grandi affari immobiliari e speculativi e devasta il territorio». Nel mirino non c’è solo Veneto City. Lungo il tracciato del Passante ci sono altri 2 milioni 310 mila metri quadri pronti a trasformarsi da terreno agricolo in qualcos’altro. E ad attirare, solo attorno a Veneto City, 70 mila auto in più al giorno.

I segretari provinciali di Rifondazione (Roberto del Bello per Venezia e Alessandro Sabiucciu per Treviso), il consigliere provinciale Aldo Bertoldo e il capogruppo di Mira Stefano Lorenzin hanno analizzato piani regolatori, varianti urbanistiche ed esaminato le ultime richieste avanzate agli uffici Urbanistica dei Comuni interessati dal Passante. E hanno composto un puzzle che rappresenta l’immagine prossima ventura delle tonnellate di cemento pronto a colare lungo il nastro di 32 chilometri dell’arteria autostradale o nelle immediate vicinanze. Dimostrando così che il loro timore («Chi semina strade raccoglie cemento») non solo era fondato ma si sta concretamente realizzando. Le dimensioni dei progetti approvati e in discussione fanno paura. Si parte da Veneto City (in discussione): un’area di 572 mila metri quadri per una colata di cemento da un milione 720 mila metri cubi realizzabili. Pochissimi chilometri più in là il Prg di Pianiga prevede l’area «Pianiga commerciale»: 243.100 mq ancora liberi in un’area da un milione e 215 mila mq. A Mirano il consiglio comunale ha recentemente dato il via libera al Motel di Vetrego: 200 camere, ristorante e parcheggio da 600 posti per 38 mila mq. Ma ci sono altre maxi aree prenotate. A Ballò su un’area di 169 mila mq ce ne sono ancora 68 mila mq a disposizione per un deposito di mezzi pesanti; nell’area ex Fornace il Prg prevede un’area di 35 mila mq ancora a disposizione con richieste avanzate di altri 300 mila mq in più in aree agricole. Spinea è il territorio con il più alto tasso di sfruttamento del territorio: il 70% è compromesso da edificazioni. Ma non sembra averne abbastanza, dato che, a poche decine di metri dal casello del Passante, in località Crea, ci sono 150 appartamenti in fase di realizzazione. Ampie aree ancora a disposizione ci sono a Martellago (150 mila mq nell’area Boschi e 45 mila in località Cavino), Scorzè (un’area per camion di circa 60 mila mq) e Salzano (il Prg prevede altri 118 mila mq a disposizione in zona industriale mentre in commissione si è discusso di una zona commerciale da 2.500 mq). Infine, in terra trevigiana, altri criticati interventi ad elevatissimo impatto ambientale come la discarica di Preganziol (progetto definitivo, 60 mila mq), il parco tematico del Sile (520 mila mq di area da terziario, commerciale e industriale) e l’inceneritore di Bonisiolo. «I furbetti del quartierino non esistono solo a Roma - attacca Cacciari - I cacciatori di terreni si sono mossi anche qui. Ci troviamo di fronte a un’urbanistica pattizia, contrattata. C’è stata una deregolamentazione rispetto ai Prg. Da una parte chi ha comprato terreni agricoli per pochi euro al metro; dall’altra Comuni sempre più a corto di soldi a caccia di Ici e oneri di urbanizzazione che hanno approvato varianti urbanistiche discutibili».

E’ mancata, denuncia Rifondazione, una programmazione a livello sovracomunale. Domenica alle 9.45 al Centro anziani di Mogliano ci sarà un convegno in cui verranno presentati questi dati. «In quell’occasione - conclude Cacciari - lanceremo alla Provincia e ai Comuni la sfida a contenere questa cementificazione».

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