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Marco Preve
Cemento a Levante, pressing su [palazzo] Tursi
24 Agosto 2007
Liguria
Un appello al nuovo sindaco di Genova perché fermi ai “trasferimenti di cubatura” che devastano la costa ligure. La Repubblica, Genova, 24 agosto 2007

Il messaggio che Italia Nostra lancia a Marta Vincenzi è chiaro e suona più o meno così: «Caro sindaco, hai detto che vuoi riparare agli errori urbanistici della precedente amministrazione, allora dimostralo facendo qualcosa di concreto: salva dal cemento gli ultimi spazi verdi del Levante cittadino».

La lettera a firma del presidente dell’associazione Federico Valerio è stata spedita il 25 luglio e, complici le ferie, non ha ancora ottenuto risposta. L’oggetto è questo: disposizioni contenute negli articoli BA 7 e BB 7delle norme di attuazione del Puc.

Ovvero «quelle che consentono la costruzione di nuovi edifici per effetto di superficie abitativa derivante da contestuali o anticipati interventi di demolizione». In altre parole, i tanto contestati "volumi di trasferimento" previsti nelle zone BA e BB, che sono poi quelle «caratterizzate da presenza di edifici di valore architettonico e da buona qualità ambientale, destinate a mantenimento e razionalizzazione». Zona riconosciuta dagli stessi regolamenti come «nel suo complesso satura». Parliamo, ad esempio, dei numerosi interventi in corso o programmati nei terreni delle ville storiche e poi parcheggi ed edifici come quelli per via Majorana, via Rossetti, nell’antico uliveto di Quarto, e ancora in via Puggia, o tra corso Gastaldi e Ingegneria, per citarne alcuni.

Italia Nostra sostiene che, nonostante alcune limitazioni introdotte - lotto minimo e indice utilizzazione insediativa - ci si ritrova comunque di fronte a valori che sono «il doppio o il quadruplo rispetto a quello fissato per sottozone che non sono intese come sature».

Così, per «evitare che siano eliminati quasi completamente gli spazi liberi che determinano la buona qualità ambientale», Italia Nostra chiede al sindaco Vincenzi un passo ben preciso: «L’immediata adozione di una variante al Puc che comporti la soppressione o la radicale trasformazione degli articoli Ba e Bb». Un appello che Valerio e i suoi si augurano possa fermare anche quelle conferenze dei servizi estive grazie alle quali, spesso, vengono sdoganati progetti contestati (ad esempio c’è grande preoccupazione tra i residenti di Quarto che temono sia stato sbloccato il progetto di un parcheggio privato, fermato dalla Soprintendenza nel 2003, vicino a Villa Stalder). «Il problema - spiega l’avvocato Carlo Raggi di Italia Nostra - è la scelta del trasferimento di volumi. Uno strumento che evita alle amministrazioni le grane degli espropri ma che quando non è più un’eccezione provoca un forte incremento del peso insediativo». Posizioni condivise anche da Legambiente, che alla cementificazione del Levante genovese ha dedicato un accurato dossier: «Noi non siamo contro ogni intervento - spiega Andrea Agostini - Vorremmo, anzi, poter collaborare con dei privati, all’interno però di una pianificazione che tenga conto dei contesti ambientali e che prediliga il recupero alle costruzioni ex novo».

Il tema era stato anche oggetto di un duro passaggio della relazione sul paesaggio inviata al ministro dei Beni Culturali dal Soprintendente della Liguria, Giorgio Rossini, che aveva parlato di «aggressione al verde urbano del Levante. Albaro, San Martino, Quarto, Quinto, Sant’Ilario... dove ipotesi di nuova espansione edilizia innescano una perversa involuzione territoriale».

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