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(ma.ga.)
Casa e trasporti, l'altra sinistra critica il modello Veltroni
29 Novembre 2006
Roma
Sommovimenti e critiche al modello capitolino: vivibilità delle periferie, emergenza casa e mobilità. Da il manifesto, 29 novembre 2006 (m.p.g.)

Tutto male o tutto bene! La città di Roma o è una cosa o è l'altra: ovvero è «male» quando la guida della capitale è stata gestita dai governi centristi o neocentristi (democristiani e socialisti), viceversa è «bene» quando le chiavi della città sono in mano alle amministrazioni di sinistra. In parte questo è vero, la differenza si sente e si nota. Tuttavia, esiste una questione romana, anzi «La questione romana» come hanno ricordato gli organizzatori del «Discorso pubblico sulla città e il suo governo», ossia la rivista Carta, i Cantieri sociali e la Riva sinistra, l'altro ieri all'Alpheus. Roma è un buon luogo di accoglienza «per studenti e turisti - ricorda Pierluigi Sullo - però ha tante contraddizioni che non si possono nascondere, ad esempio la piaga dei trasporti o della casa». Lo stesso Sandro Medici, presidente del X Municipio (autore insieme a Carta e Riva sinistra del numero mensile di novembre sulla capitale) non nasconde nulla: «Si rischia il collasso. Con la crescita del 4% del pil sono aumentati anche i poveri e le periferie si sono imbarbarite; il decentramento e la democrazia partecipativa non sono stati realizzati (non sono stati dati soldi in gestione ai singoli municipi) e il nuovo Piano regolatore è un regalo ai poteri forti (immobiliari)». L'urbanista Giovanni Caudo sottolinea come «nel 2005 sono stati cancellati dall'anagrafe ben 21 mila residenti; non solo gli strati più poveri ed emarginati sono stati allontanati, ma anche coloro che devono destinare il 40% e a volte il 70% della proprie entrate per pagare l'affitto». A questa realtà potremmo aggiungere i 15 mila che vivono sotto i ponti oppure i 30 mila (spesso anziani o disabili) «sotto sfratto» (dice Sandro Medici). Roma assume la caratteristica di una città moderna, competitiva come sono tutte le altre metropoli, «neoliberista», ma, aggiunge Caudo, «il centro e la periferia hanno uno sviluppo distorto e diseguale».

Le periferie che alcuni - come il sottosegretario, Patrizia Sentinelli o il segretario romano di Rc, Massimiliano Smeriglio - continuano a identificare con la «città di sotto» che si contrappone «a quella di sopra». Per altri sono terreno quotidiano di scontro (la lotta per il diritto alla casa) o d'impegno culturale. Nunzio D'Erme, difende la tesi «che Action ha l'obiettivo di considerare Roma un bene comune», di lottare «per un reddito salariale» e di organizzare «l'autogestione come momento di socializzazione». E così lancia la proposta di «una manifestazione nel mese di dicembre per il diritto all'abitare».

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