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r.d.r.
«Caro Bettin, il Mose val bene un assessorato»
20 Agosto 2005
Vivere a Venezia
Scampoli di verità emergono dal dibattito elettorale, nelle parole di un esponente dei DS, il deputato Michele Vianello. da la Nuova Venezia del 18 marzo 2005

Ds contro: contro sé stessi e contro gli alleati nell’Unione, in un confronto che sta dilaniando la Quercia, divisa tra la candidatura ufficiale del pm Casson e quella del filosofo Cacciari. Ieri è stato il deputato diessino Michele Vianello (dichiarato fan cacciariano e della Fed) a prendere di petto il verde Gianfranco Bettin e Paolo Cacciari (Rc). La vicenda è sempre la stessa: l’avvio del Mose proprio durante la gestione Costa, quando in giunta sedeva il polo-rossoverde che del «no» alle dighe mobili aveva fatto una bandiera.

«Nella tanto vituperata prima Repubblica», scandisce Vianello, «Laroni venne dimissionato e sostituito con quel vero galantuomo di Antonio Casellati (con una giunta rosso-verde) proprio sul Mose. E’ incontrovertibile che il via libera al Mose sia stato dato dalla giunta Costa: sta scritto nei verbali del Comitatone. Quindi, o andava bene a tutti (e allora tacciano) oppure non si capisce perché non abbiano fatto cadere la giunta. E’ un dato di fatto: in 5 anni, nel completo silenzio di Bettin e Paolo Cacciari, la giunta Costa ha fatto le scelte peggiori». L’affondo è per i Verdi: «Non vorreri - ricordando quell’illustre sovrano che, rinnovando la sua fede protestante, spiegò che “Parigi val bene una messa” - che si dovesse dire: “Il Mose val bene un assessorato alle Politiche sociali».

Il deputato della Quercia - candidato - non risparmia attacchi neppure ai suoi colleghi di partito: «I ds? Tutti preoccupati a dire che, con il voto disgiunto a favore di Massimo Cacciari, la presenza a Ca’ Farsetti scenderebbe a 6 consiglieri. Bene: meglio 6 attenti, che un intero Consiglio comunale umiliato, con i ds subalterni alle decisioni altrui, come accaduto negli ultimi cinque anni». Ds contro ds, anche all’interno di una stessa corrente.

Ogni dichiarazione è benzina sul fuoco. Ieri, in un’intervista, il coordinatore regionale della Sinistra ds Andrea Dapporto aveva bacchettato «chi, seduto sulle gambe di Massimo Cacciari, ipotizza il voto disgiunto», sostenendo che penalizza gravemente la Quercia, portando da 15 a 6 i suoi rappresentanti. Replica a stretto giro di comunicato del Coordinamento comunale: «Al candidato Dapporto che si avvale della carica generosamente concessagli di coordinatore regionale della Sinistra Ds vogliamo, benevolmente, raccomandare di controllare la sua incontinenza nell’uso della polemica personale e volgarità diretta». Il coordinamento ricorda di aver lasciato libertà di scelta tra Casson e Cacciari: «Nessuno ha mai lontanamente pensato che potesse essere condizionata da accordi di potere. Fermiamoci al confronto politico, se se ne possiedono capacità e virtù».

Al prossimo duello. (r.d.r.)

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