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Cappellacci gioca un tris di mattoni per cancellare “la vergogna” del piano paesaggistico di Soru
1 Luglio 2009
Sardegna
Due articoli, su l’Unione sarda (Enrico Pilia) e su Altravoce.net (Marco Murgia), riferiscono sulla strategia del vicerè sardo di B., il 1° luglio 2009

L’Unione sarda

Piano casa sardo, la Regione è pronta

di Enrico Pilia

La certezza del diritto. Di una "carta" urbanistica sulla quale fare riferimento. Senza intese dalle maglie apparentemente strette: il nuovo Piano paesaggistico che sta nascendo non sarà neanche lontano parente di quello figlio della maggioranza di centrosinistra. «Lo demoliamo, cancelleremo questa vergogna», dice il presidente della Regione Ugo Cappellacci, «la riscrittura del Ppr è vicina alla fine, inseriremo le modifiche all'interno di un progetto di legge che conterrà il Piano casa regionale». Tre mesi dopo lo sbarco in viale Trento, Cappellacci si tuffa nella pianificazione del paesaggio e annuncia: «Porterò entro la prima metà di luglio in Consiglio il provvedimento della Giunta, faremo chiarezza per i cittadini e per li amministratori, costretti fino a oggi a combattere contro una serie di norme complesse e ingiuste».

Ieri, nel corso dell'ultima conferenza regionale sulla pianificazione del territorio, il governatore, l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asunis e il direttore dell'assessorato, Marco Melis, hanno ripercorso le tappe del lavoro di ascolto di questi ultimi due mesi, fra un incontro con gli amministratori locali e un tavolo tecnico, per arrivare al nuovo Ppr e al Piano casa, in linea con le strategie del Governo nazionale sul tema della riqualificazione edilizia.

IL PROGETTO Un disegno di legge, quindi, pronto nelle prossime settimane dove ci sarà spazio non solo per i provvedimenti sull'edilizia residenziale, ma anche per le imprese e per gli alberghi. «Dopo un ulteriore confronto con la maggioranza, presenteremo il nostro Piano casa - ha spiegato Cappellacci - siamo convinti che occorra un salto in avanti per lo sviluppo in alcuni settori strategici come il turismo, che attualmente ha un'incidenza solo dell'8 per cento sul Pil regionale».

Ci sarà un importante capitolo legato agli alberghi, all'interno del Piano casa: sarà prevista la possibilità di riqualificare le strutture alberghiere con volumetrie "tecniche" (realizzazione di centri congressi e centri benessere), mentre è ancora all'esame la possibilità di concedere un aumento delle cubature, soprattutto per quanto riguarda gli alberghi nella fascia dei 300 metri dal mare. Ci sarà, per le imprese turistiche, la possibilità di accesso al credito attraverso «strumenti finanziari agevolati, per questo abbiamo avuto già dei contatti con la Banca europea degli investimenti», ha detto il presidente Cappellacci.

CASE E IMPRESE Il Piano casa regionale accoglierà, come è ovvio, i principi-guida di quello nazionale, con le premialità di cubatura per chi ristruttura secondo le norme che regolano il rispetto dell'ambiente e il risparmio di energia. Uno dei nodi ancora da sciogliere riguarda l'edilizia nella fascia sottoposta a tutela assoluta, quella vicina al mare: la Giunta sembra orientata a concedere la possibilità di rimodulare le case vicino al mare, senza "premi" di cubatura, mentre resta l'incentivo ad abbattere e ricostruire oltre i 300 metri, con cubature in più fino al 35 per cento.

Per le imprese sarde ci sarà la possibilità di ampliare e modificare gli stabilimenti, capannoni e impianti seguendo la traccia nazionale del risparmio energetico e della bioedilizia. Infine, il Piano casa conterrà anche norme che modificheranno il Piano paesaggistico regionale sui beni identitari, sulle norme transitorie e sull'applicazione dei Piani urbanistici comunali in vigore alla data di approvazione della legge sulle coste.

L’altravoce.net

Ppr, Piano Casa e Piano Alberghi

Cappellacci e il tris di mattoni

di Marco Murgia

Incassa e rilancia, Ugo Cappellacci. Spenta la candelina sui suoi primi cento giorni alla guida della Sardegna, il presidente della Regione si gode la ciliegina. Soddisfa la bulimia di cemento annunciata a più riprese durante la campagna elettorale e divide la torta con i rappresentanti istituzionali e delle associazioni presenti alla conferenza regionale del paesaggio. Incassa il sì più o meno convinto di tutti e rilancia: Piano casa e Piano alberghi, pronti e cucinati entro la metà di luglio. Tutto con il contentino per gli ambientalisti: «Non è volontà della Giunta mettere da parte quelli che sono i principi ispiratori del ppr», scandisce l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asuni.

Un successo, dal punto di vista di viale Trento, questa mattinata al palazzo congressi della Fiera di Cagliari: è l'appuntamento conclusivo delle nove conferenze territoriali messe in campo dalla squadra Cappellacci. Unica azione concreta in cento e passa giorni di governo, a testimonianza dell'ossessione del mattone del nuovo corso di centrodestra. Senza uno straccio di opposizione - parlerà in serata solo Chicco Porcu, consigliere regionale del Pd, per sottolineare che «è evidente che si prepara un nuovo assalto speculativo alle coste sarde» - il gioco è facile facile.

Basta accontentare tutti. Costruttori, albergatori, imprenditori, amministratori in difficoltà con le norme troppo tecniche del piano Soru, e chi più ne ha più ne metta. Gli ambientalisti un po' meno, alla Fiera con il presidente di Legambiente Sardegna. Vincenzo Tiana chiede in sostanza due cose. Che non siano cancellati i principi del ppr vigente: accontentato, almeno nelle dichiarazioni; che al posto del Piano casa ci sia un piano di sviluppo sostenibile che non interessi solo l'edilizia «ma generi posti di lavoro per la gestione di beni paesaggistici sempre più fragili». Ma da quell'orecchio non ci si sente, anzi. Non solo il Piano casa sarà varato entro luglio, ma conterrà anche «le prime modifiche al ppr».

L'annuncio è di Cappellacci, e il rilancio è da brividi. C'è quello per la casa: 11 articoli già in bozza per un piano «che darà grandi possibilità e riguarderà anche gli edifici pubblici, entro metà luglio, dopo un confronto interno alla maggioranza di governo». E c'è quello per gli alberghi, indispensabile per rilanciare il turismo e «consentire alle strutture di recuperare il ritardo finora accumulato», attraverso strumenti urbanistici e «finanziari di largo favore». Centri benessere e turismo congressuale in prima fila, naturalmente: come diceva il premier Berlusconi durante le sue visite nell'isola per la campagna elettorale. Vengono confermate le premialità sulle cubature per chi decide di demolire e spostare la propria abitazione dai 300 metri dalla linea della battigia verso l'interno.

Edilizia senza paesaggio: per quello, il Piano conterrà le norme che andranno a modificare, nell'applicazione, il Piano paesaggistico regionale, in particolare sui beni identitari sulle norme transitorie e sull'applicazione dei Piani urbanistici comunali vigenti alla data di approvazione della Legge salvacoste. Per gli alberghi il presidente della Regione parla di una riqualificazione dell'offerta più che di un aumento dei posti letto: incremento che comunque «non viene escluso». Con l'aggiunta alle concessioni demaniali sulle spiagge, metri quadri in più a seconda del numero delle stanze, gli albergatori possono ben stare tranquilli. Occhio di riguardo anche per il patrimonio produttivo delle imprese sarde: ci sarà la possibilità di ampliare e modificare gli stabilimenti, i capannoni e gli impianti seguendo il principio del risparmio energetico e della bioedilizia.

A fare due più due, il risultato sembra cucito addosso al villaggio turistico-immobiliare di Costa Turchese: guarda caso, robetta che interessa alla famiglia del Cavaliere. La replica di Cappellacci lascia più di un portone aperto: «È nostro interesse garantire a qualunque cittadino regole chiare nel rispetto del nostro territorio. Dopo di che non importa se l'imprenditore si chiama Soru, Cappellacci, Berlusconi o Prodi». Così le cose, il premier non si fa sfuggire l'occasione. L'ostacolo, a questo punto, è solo Paolo Murgia: un pastore che da oltre trenta anni porta nei terreni individuati il suo gregge e tiene testa alle offerte di Edilizia Alta Italia, società del gruppo Fininvest. Battaglia a colpi di carta bollata e soldi, molti, messi sul tavolo: «Su questa terra ho l'usucapione, e non la cedo», racconta a Franco Bechis su “Italia oggi” di ieri: e qualcuno già lo indica come l'unico lin grado di opporsi a Berlusconi. Il Pd, in vista del congresso autunnale e delle beghe interne, ci faccia un pensiero.

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