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Alberto Vitucci
Cacciari riapre la pratica Mose
4 Maggio 2007
MoSE
Verrano al pettine del governo le illegittimità del MoSE? Il Sindaco di Veneziana ci riprova, ma i ministri sembrano distratti. Intanto, la Laguna va a ramengo. Da la Nuova Venezia del 4 maggio 2007

VENEZIA. Rutelli non s’è visto. Prodi è scappato in fretta e furia con il suo sottosegretario Enrico Letta. Ma il sindaco Cacciari ha ottenuto la mezza promessa che sui tanti «punti oscuri» del Mose si convocherà una riunione ad hoc del Comitatone. E ha ribadito la richiesta che il progetto attuale, molto diverso da quello del 1991, sia esaminato anche dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici.

Non si doveva parlare del contestato progetto, ieri a palazzo Chigi. Ma alla fine il sindaco si è intrattenuto per un quarto d’ora con il ministro per la Ricerca scientifica Fabio Mussi. Sollecitandogli l’impegno dei «controlli super partes» ai cantieri e alle loro conseguenze sull’ambiente. E ha consegnato a Prodi e agli altri ministri un corposo dossier, completo di fotografie e due memorie sui «punti critici». Archiviata forse con troppa fretta dal governo la questione delle alternative e delle possibili modifiche al progetto Mose, il Comune ha giocato ieri una nuova carta. Nessuna polemica, questo era l’accordo stretto alla viglia tra Cacciari e il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta. Così i finanziamenti sono stati ripartiti. Ma certo non si poteva ignorare quello che sta succedendo in laguna. Dopo il via libera deciso nell’ultima seduta, i lavori per la grande opera hanno subìto un’accelerazione. E sono spuntati nuovi e impattanti cantieri. Alcuni, come l’enorme piattaforma in cemento costruita sulla spiaggia di Santa Maria del Mare, anche senza autorizzazione della Soprintendenza. Così nei giorni scorsi il sindaco ha sollecitato i suoi uffici a intervenire. E ieri ha chiesto «una assunzione di responsabilità» da parte della Presidenza del Consiglio. Insomma, il punto centrale è quello del monitoraggio. Chi controlla che i lavori siano regolari e soprattutto quali sono i loro effetti sull’ambiente lagunare, sulle correnti, sul paesaggio?

Nelle due memorie consegnate ieri al governo, destinate a riaprire una questione che qualcuno considerava forse archiviata, si contestano el affermazioni rese dal ministro Di Pietro in Comitatone. «Il progetto attuale è molto diverso da quello del 1991», scrive Cacciari, «ed è stato approvato soltanto dal Comitato tecnico di Magistratura a Venezia». Secondo contestazione, il «monitoraggio degli affetti dei lavori». «Abbiamo atteso pazientemente per 5 mesi e non è successo nulla», scrive Cacciari nella memoria consegnata a Prodi. Ricordando come il Comitatone avesse approvato, a margine della accesa seduta che aveva dato il via libera al Mose (nonostante il parere contrario del Comune e dei due ministeri dell’Ambiente e della Ricerca scientifica) anche un ordine del giorno per stabilire i monitoraggi e i controlli. «Quanto deciso dal Comitato resta del tutto inattuato», conclude il sindaco, «mentre con ogni evidenza, ogni giorno di più, appare necessaria proprio quella azione di attento e scrupoloso monitoraggio degli effetti di tutti gli interventi che in laguna si attuano, condotta da un soggetto terzo». Proposta finale, un Comitatone a questo scopo. Si riaccendono dunque i riflettori sui lavori del Mose. Che nel frattempo hanno trasformato mezza laguna, scavando nuovi canali al Lido e a Malamocco e costruendo cantieri ritenuti «illegittimi» da Soprintendenza, Comune e ministero per l’Ambiente.

La maxi opera in costruzione

VENEZIA. Ieri assente dal tavolo del Comitatone, il protagonista è sempre lui. Il progetto Mose assorbe la gran parte delle risorse e dei finanziamenti per Venezia. Un’opera enorme, del costo stimato di 4270 milioni di euro, manutenzione e gestione escluse. Di questi un terzo sono già stati assegnati al Consorzio Venezia Nuova. Circa un terzo (il 30 per cento) anche i lavori già realizzati, le opere preliminari, i porti rifugio e le conche, gli scavi e i cantieri per i cassoni. Il Mose consiste in 79 paratoie in acciaio di 30 metri per 30, alti cinque, poggiati su cassoni in calcestruzzo. Dovrebbero sollevarsi se riempite d’aria in caso di acqua alta. Per costruire il Mose occorrerà gettare in laguna 8 milioni di metri cubi di cemento. (a.v.)

Vedi anche l' eddytoriale 103

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