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Alberto Vitucci
Ca' Corner della Regina va a Prada, salvo il bilancio
31 Dicembre 2011
Vivere a Venezia
Prosegue, la mercificazione della città con la svendita delle proprietà pubbiche. Gli investitori non possono aspettare, dice l’amministrazione di centro-sinistra (!). La Nuova Venezia, 30 dicembre 2011

Ca' Corner della Regina passa a Prada: per il bilancio del Comune di Venezia una boccata d'ossigeno che vale 40 milioni. La delibera sulla Variante urbanistica è stata approvata ieri sera dal Consiglio comunale, dopo una discreta polemica innescata dalle opposizioni e 800 emendamenti, tutti respinti.

Affare da 40 milioni ma Prada avrà l'appartamento Soragni rimuove il vincolo della soprintendenza salvo al fotofinish il bilancio dell'amministrazione comunale di Alberto Vitucci Ca' Corner della Regina passa a Prada. Sarà un museo e sede di mostre d'arte, con la possibilità di realizzare un appartamento all'ultimo piano e nel sottotetto per i nuovi acquirenti. Al Comune arriveranno, oggi stesso, 40 milioni di euro per l'acquisto del prestigioso edificio sul Canal Grande, già sede dell'Asac, l'Archivio storico della Biennale. La delibera sulla Variante urbanistica è stata approvata ieri sera dal Consiglio comunale, dopo una discreta polemica innescata dalle opposizioni e 800 emendamenti, tutti respinti. 25 i voti a favore (la maggioranza con Pd, Italia dei Valori, Psi, In Comune, Rifondazione), otto i contrari (Lega e Pdl), due i non votanti (Nicola Funari e Renzo Scarpa del Gruppo Misto). Dodici gli assenti, tra cui il capogruppo del Pdl Michele Zuin, che in aula solo pochi minuti prima aveva tuonato contro il sindaco Giorgio Orsoni. «Vergogna», aveva urlato con toni polemici, «noi dovrenmmo votare questa delibera e lei non ci mostra nemmeno il parere della Soprintendenza?». Giallo risolto al fotofinish quello che riguardava il vincolo sullo storico immobile. Il direttore regionale Ugo Soragni ha in parte annullato il vincolo posto dagli uffici della Soprintendenza. Sostituendolo all'ultimo minuto con una serie di prescrizioni. Riguardano il diniego a realizzare appartamanti se non a uso del proprietario. Il vincolo di sei anni agli spazi del sottotetto per mantenerli a uso espositivo. E la possibilità per il pubblico di visitare gli spazi restaurati fino a un massimo di 80 giorni l'anno con un calendario preciso per l'apertura al pubblico, come succede per le dimore storiche restaurate e rese visitabili dal Fai. Proprio sulla misteriosa lettera inviata da Soragni in aula è scoppiata una rissa verbale tra Zuin e il sindaco. Alla fine Orsoni ha acconsentito a illustrare ai capigruppo i contenuti della lettera. E la delibera proposta dall'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli è stata votata.

Un altro palazzo sul Canal Grande passa così in mani private. Anche se resta per la gran parte destinato a usi culturali ed espositivi. La forzatura per la vendita è arrivata nelle ultime settimane. «Sono soldi essenziali per il nostro bilancio», ha detto il sindaco senza mezzi termini. Così un altro gioiello è stato messo in vendita. In pochi giorni il Comune ha incassato circa 60 milioni di euro. I 16 del secondo acconto per l'Ospedale al Mare, 6 per la concessione della Variante al Fontego dei Tedeschi acquistato da Benetton. 40 infine per la vendita a Prada di Ca' Corner. Proteste dalle opposizioni per la «svendita» della città e del suo patrimonio. Ma il bilancio del Comune anche per il 2011 è salvo. Fino a quando si potrà rimediare vendendo i gioielli di famiglia?

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