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Fabrizio Bottini
Bollettino della Vittoria
22 Novembre 2007
Il paesaggio e noi
L'iniziativa di eddyburg, la straordinaria partecipazione dei cittadini, la consapevolezza di una parte del mondo politico, hanno (per ora) risparmiato i parchi. Ma ci riproveranno.Un documento e una postilla

Il comunicato stampa del gruppo PRC alla Regione Lombardia - riportato qui sotto - conferma quelle che sinora erano soltanto voci giornalistiche, poco più che sensazioni e intuizioni. Certo non si può lanciarsi in trionfalismi, ma almeno tirare il fiato sì: per adesso, i parchi ce li lasciano.

Acciaccati, spesso assediati e pieni di problemi, ma non ancora ridotti a riserva di caccia per piccoli e grandi (soprattutto grandi) interessi.

La redazione di eddyburg.it in questa piccola grande battaglia per il diritto al territorio ha ancora una volta, dopo il caso della "Legge Lupi", svolto un ruolo importante, ma è stata soprattutto la straordinaria partecipazione di centinaia e centinaia di cittadini, di firme e messaggi che continuano ad arrivare a ritmi sostenuti, a caratterizzare queste intense giornate.

Si era partiti in sordina, con qualche scambio di opinioni interno al gruppo di lavoro, e una prima sottolineatura dei rischi del paventato "emendamento Boni" che vanificava in un colpo solo sia il ruolo dei parchi che l'idea stessa di pianificazione di area vasta e tutela dell'ambiente.

Il problema aveva poi cominciato ad assumere forme più chiare, e contemporaneamente più inquientanti, quando se ne chiarivano via via, con la pubblicazione di nuovi contributi sul sito, i caratteri di attacco deciso alla cultura e alle conquiste di decenni, a partire dall'unica esperienza di "green belt" italiana, il Parco Sud Milano nel solco della tradizione internazionale.

E qui comincia a svilupparsi, con un po’ di (credo legittimo) orgoglio, il ruolo specifico di eddyburg.it che non ha nel Dna un ruolo “politico” in senso stretto. È stata questa posizione, molto probabilmente, a porre le nostre pagine culturali, di dibattito, al centro di un piccolo evento, proprio per il loro essere altro, per il loro contributo soprattutto informativo e critico.

Senza nulla togliere all’amplificazione e diffusione esercitata dalle rete di persone, siti, associazioni nonché dalla stampa tradizionale, che a cerchi concentrici hanno iniziato ad allargare quanto su queste pagine è pane quotidiano e scontato senso comune: ambiente, territorio, diritti, cittadinanza non sono affatto parole vuote, ma poggiano solidamente sulle spalle di persone in carne e ossa.

Le stesse che, direttamente o attraverso siti, associazioni, partiti, organi di stampa, ci hanno manifestato chiaramente di essere sulla medesima “lunghezza d’onda”.

Nei parchi lombardi, e presumibilmente anche negli altri, il cemento per ora non dilagherà col beneplacito delle istituzioni. Il miserabile meccanismo per forzare la mano stavolta non ha funzionato.

Ovviamente torneranno, come fanno sempre. Ma adesso hanno cominciato a muoversi anche tutti coloro a cui ripetiamo per l’ennesima volta: grazie.

(le informazioni di questi giorni sull'inziativa sono tutte in questa stessa sezione "Il Pasesaggio e Noi"; segue comunicato del gruppo PRC, che riassume gli ultimi eventi interni al dibattito politico sul tema; naturalmente chi volesse aderire all'appello può ancora farlo)

Comunicato stampa parchi

Norma per edificare sul verde protetto è impantanata. Formigoni la ritiri o sarà ostruuziznismo

Dichiarazione di Mario Agostinelli e Luciano Muhlbauer, consiglieri regionali Prc-Se

“L’emendamento dell’assessore Boni, che intende aprire i parchi regionali lombardi all’edificazione si è impantanato e il voto, anche in V Commissione, è stato rimandato alla seduta della prossima settimana.

Il pretesto per il rinvio è stato offerto dalla protesta della Commissione VI, competente per i parchi, che non era stata nemmeno interpellata. Ma è sotto gli occhi di tutti che le vere ragioni stanno da un’altra parte, cioè nelle pesanti critiche di questi giorni da parte di Federparchi, Anci e associazioni della società civile. La stessa Lega Nord è stata costretta a prendere le distanze dal suo assessore, annunciando la presentazione di emendamenti.

Tuttavia, qui non si tratta di rendere il rospo un po’ meno indigesto e un po’ meno brutto, bensì di stralciare l’intera norma, che è semplicemente inemendabile.

Infatti, il cuore del provvedimento è rappresentato dall’esautorazione degli enti gestori dei parchi e dell’insieme dei Comuni interessati, a favore di un eventuale accordo privato tra anche un solo Comune e il Presidente della Regione Lombardia, che potrebbero così decidere autonomamente di avviare l’edificazione nei parchi regionali.

Quindi, chiediamo nuovamente di stralciare quell’emendamento, nel nome del senso di responsabilità e del rispetto dei compiti delle istituzioni, cioè difendere gli interessi collettivi e non quelli particolari di alcuni costruttori. Se saremo ascoltati, bene. Altrimenti, ci predisporremo all’ostruzionismo insieme a molta parte delle opposizioni”.

Milano, 21 novembre 2007

Postilla

Ancora una volta eddyburg.it ha svolto un ruolo civile che è andato al di là della diffusione di informazioni corrette e della promozione di un dibattito sui temi della città e della società. Grazie all'iniziativa e al faticoso lavoro di Fabrizio Bottini e di Maria Cristina Gibelli, che per molti giorni si sono dedicati full-time all'iniziativa, siamo riusciti a mobilitare alcune centinaia di persone, associazioni, premi Nobel e mamme e papà, esperti di urbanistica e cittadini in altre faccende affaccendati, docenti universitari e gruppi di animazione sociale. Ci hanno aiutato a divugare la nostra protesta, a diffondere le ragioni della nostra critica, e hanno consentito a tanti di partecipare a un'azione che ha trovato echi importanti sulla stampa e in molti blog di giornalisti e associazioni.

La mobilitazione non è cessata, perchè il pericolo è ancora imminente. Ma aver raggiunto un primo obiettivo è importante non solo per il rinvio della decisione da parte della maggioranza e per la dichiarata volontà di ostacolare l'insano progetto manifestato da alcuni gruppi politici, ma anche (e forse soprattutto) per la sensiibilità dimostrata dal "popolo" (non ci costringeranno ad abbandonare anche questa parola!) a impegnarsi in una battaglia comune per un obiettivo comune.

Grazie a Fabrizio e a Maria Cristina, e grazie a tutti quanti ci hanno aiutato e ci aiuteranno ancora. (e.s.)

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