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Gian Valerio Sanna
Bocciato a Roma il “piano casa” di Cappellacci
15 Dicembre 2009
Sardegna
Una buona notizia dalla Sardegna: il “piano casa” non può modificare il piano paesaggistico, lo conferma il Mibac. Una nota del 14 dicembre 2009

Lo avevamo lungamente anticipato e la prima censura del Piano casa della Giunta Cappellacci È arrivata puntuale a meno di un mese e mezzo dall’approvazione della legge regionale n. 4 che, a detta del centro destra avrebbe fatto respirare e rilanciare l’economia isolana. Come avviene di norma il Ministero dei Beni Culturali ha notificato alla Giunta regionale che la legge così come non può trovare legittimità costituzionale e dunque o la Regione la modifica o il Governo sarà costretto ad impugnarla. Ecco allora puntuale la delibera della Giunta regionale n.54/25 del 10 dicembre scorso che interviene ad approvare un disegno di legge recante modifiche ed integrazioni al cosiddetto Piano Casa. Di solito quando si fanno le leggi seriamente le “modifiche e le integrazioni” si introducono dopo alcuni anni di applicazione al fine di adeguare alle mutate esigenze le norme in questione. Poichè questo Governo regionale e la sua maggioranza rappresentano la sintesi dell’arroganza e dell’incompetenza ecco che neppure entrata in vigore si è costretti a correre ai ripari e a correggere gli errori che avevamo lungamente denunciato.

Tuttavia Cappellacci ed Asunis continuano con la loro consueta supponenza e il testo del nuovo disegno di legge correttivo “addolcisce” i rilievi del Ministero quasi nella spasmodica ricerca di dimostrare che si tratti solo di aspetti marginali. Così non è e ve lo dimostriamo subito.

Il testo approvato dalla Giunta nel suo primo articolo introduce un nuovo comma all’articolo 11 della l.r. 4/2009 che in sostanza dice che le revisioni e gli aggiornamenti ai piani paesaggistici avvengono in applicazione delle disposizioni del Codice Urbani sul Paesaggio. Dire questo significa ammettere che senza la preventiva intesa con il Ministero non può essere modificato il PPR. Ne consegue che gli articoli 13 e 14 nonchè ogni altra disposizione che modifica il Piano Paesaggistico e le sue norme di salvaguardia non possono essere considerati applicabili prima di una revisione legittima del PPR. Perciò niente via libera a nuove lottizzazioni, modifiche dei Piani particolareggiati dei centri storici, superamento dei vincoli di inedificabilità totale nei 300 metri, modifica delle norme di salvaguardia nell’agro e cosìvia. In poche parole la “bomba” mediatica preparata dal centrodestra non era che un innocuo petardo.

Altro punto del Disegno di legge è quello che riguarda l’integrazione dell’articolo 8 dove si inserisce un comma a dir poco “bizzarro” che da un lato ammette l’inderogabilità degli standard di parcheggi corrispondenti agli incrementi volumetrici e subito dopo autorizza, qualora gli stessi non siano reperibili di fatto, la monetizzazione degli spazi destinati a parcheggi con la quale i Comuni dovrebbero così poterli realizzare in altre aree. Della serie: costruisco nel centro storico, non posso disporre di parcheggi adeguati ai volumi introdotti, li monetizzo e te li costruisco magari nella zona industriale, magari a qualche kilometro. Ne più e ne meno un’aberrazione del concetto stesso di standard urbanistico.

Il Disegno di legge correttivo per altro non dimentica le uniche cose “serie” di cui si occupa alacremente il centro destra e cioè gli incarichi e le poltrone e perciò all’articolo 2 viene definito lo stipendio degli esperti della non meglio identificata Commissione per il paesaggio. Tali esperti saranno pagati il 30 per cento di quello che percepiscono i presidenti degli enti regionali di primo livello ( Sfirs, Arst etc.) ed inoltre, senza assumersi minimamente nessuna responsabilità , avranno diritto dalla data del loro insediamento anche del trattamento di missione e rimborso spese viaggio. Mi pare una decisione semplicemente infame di fronte alla sofferenza di migliaia di famiglie che non hanno più di che vivere, non hanno più lavoro o devono perfino ricorrere alle mense della carità per vivere. Tornando al nostro argomento principale dunque, il Piano casa di Cappellacci ed Asunis per ora è come non esistesse e rimangono impregiudicati tutti i restanti aspetti di legittimità giuridica e costituzionale sollevati con competenza e responsabilità dal Procuratore della repubblica di Oristano e dal centro sinistra in Consiglio regionale. Anche su questi aspetti attenderemo con serena pazienza che si apra il nuovo confronto in Aula sul nuovo testo approvato dalla giunta regionale e in quell’occasione ci spenderemo ancora con passione ed intransigenza per far emergere la verità dei fatti, gli inganni di questa maggioranza e la necessità di rispettare sempre e comunque le regole e le competenze legislative degli altri organi dello Stato.

Alle già numerose figuracce di questo Governo regionale, dal G8 scippato, dai fondi FAS spariti, dalle crisi industriali che ci travolgono senza che si batta un colpo, dalla strada Sassari-Olbia che vedremo chissà fra quanti anni, ora si aggiunge il fallimento di un Piano casa che per fortuna non era per i cittadini sardi ma solo per qualche privilegiato che doveva essere ricompensato per i benefici elargiti in campagna elettorale. Un Governo regionale del genere forse non si era ancora visto, un decadimento della moralità pubblica così acuto neppure, tuttavia il nostro compito di opposizione deve continuare per informare e denunciare l’uso irresponsabile delle istituzioni autonomistiche di fronte alle sofferenze dei sardi e perché si ricostruisca rapidamente in Sardegna una forte coscienza civile in grado di giudicare, quando arriverà il momento del giudizio popolare, la fedeltà di chi ci governa agli impegni assunti.

Di fronte a tutto questo sinceramente non riesco a capire cosa si aspetti chi, dalle file del PD, annuncia di voler “collaborare” con questo centro destra!

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