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Riccardo Francovich
Bisogna fermare subito l'attività estrattiva
29 Giugno 2006
Il paesaggio e noi
Una denuncia e un appello da sottoscrivere subito per salvare il Parco archeominerario di San Silvestro in Val di Cornia. Da Il Tirreno del 26 giugno 2006 (m.p.g.)

Nessuno si sarebbe mai immaginato che potesse avverarsi ciò che sta accadendo nel Parco archeominerario di Rocca San Silvestro, uno fra i parchi archeologici più rilevanti d’Europa, che marca il paesaggio della costa Toscana e al cui interno sono conservati alcuni dei monumenti più significativi delle attività estrattive e metallurgiche dall’Età etrusca fin al Medioevo e all’età contemporanea, con un sistema minerario formidabile. Un intrigo di straordinaria potenza del rapporto fra uomo e ambiente, che attrae miglia di visitatori italiani ma soprattutto stranieri, scolaresche e studenti universitari.

LegaAmbiente della Val di Cornia ha denunziato, a seguito dell’incresciosa vicenda di giovedì scorso, la devastazione del territorio Campigliese a opera delle cave ancora attive, che la costruzione del Parco di San Silvestro, doveva, viceversa, contenere e portare a conclusione, sapendo bene che l’economia del territorio si può sviluppare soltanto in un quadro di conservazione dei valori ambientali e degli straordinari segni della storia: la Società Parchi Val di Cornia, che gestisce il sistema di valorizzazione dell’ambiente e delle risorse archeologiche dell’area, è un esempio nazionale di come operare per garantire conservazione e sviluppo di una economia del turismo di qualità in forme compatibili con la qualità della crescita della formazione e della ricerca.

Non è più possibile sopportare la distruzione di un patrimonio di aree archeologiche straordinarie, di quadri ambientali unici, musei, strutture di conservazione e di formazione perseguendo logiche di profitto a tempi brevi. Soprattutto dopo ciò che abbiamo visto accadere nel Monte Valerio, dove il sistema estrattivo della cassiterite, unico in Italia (da cui veniva probabilmente la materia prima per celebri bronzi etruschi), è già stato cancellato, e nella stessa area di San Silvestro, dove il calcare su cui si basa il monumentale castello è stato brutalmente tagliato per allargare la strada di cava e dove i danni ai ruderi monumentali provocati dalle esplosioni delle mine della cava stanno producendo un degrado pauroso che rischia in pochi decenni di cancellare l’esistente.

Ringraziando LegaAmbiente, lanciamo dalle pagine de “Il Tirreno”, un appello perché intervenga il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, e il Ministro Rutelli, che con Veltroni e Melandri, so che apprezza il Parco di San Silvestro e l’intero sistema della Val di Cornia, la Regione Toscana, la Provincia di Livorno, i Comuni del Comprensorio, tutte le autorità competenti, tutti i cittadini, gli specialisti e i ricercatori, che a centinaia hanno operato e stanno lavorando nell’area, perché si vada davvero verso la chiusura definitiva delle attività di cava e, nell’immediato, all’attuazione di piani che riducano fino da ora i danni possibili delle esplosioni a persone e cose. Non è immaginabile che le strutture pubbliche continuino da una parte ad investire in un progetto, che gioca un ruolo centrale per la salvaguardia del Patrimonio Culturale e Ambientale, ma anche per l’economia e lo sviluppo del territorio, e dall’altra si tolleri un’attività che distrugge alla base il motivo del suo esistere, mettendo a repentaglio, a quanto si legge sulla stampa, anche la vita dei cittadini, che proprio in quelle qualificate attività svolgono il proprio lavoro.

Mi permetto di chiedere alla redazione del “Il Tirreno” di ospitare la sottoscrizione di tutti coloro che vorranno aderire a questo appello.

Per sottoscrivere l'appello, inviare una e-mail di adesione a:

'n.stefanini@iltirreno.it'

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