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Berlusconi e l’ombra lunga dell’abusivismo
24 Maggio 2006
Sardegna
Ancora su Villa Certosa, una riflessione di Sandro Roggio e la cronaca di Costantino Cossu, da il manifesto, 24 maggio 2006 (f.b.)

Berlusconi e l’ombra lunga dell’abusivismo

di Sandro Roggio

Anni e anni vissuti nell'incredulità di un paese permeato dal berlusconismo. E chissà per quanto tempo resisterà l'onda lunga di un comportamento che è stato assunto, anche a sinistra, come esempio di modernità. Da anni assistiamo, con reazioni inadeguate, alla vicenda dei presunti abusi di Berlusconi nella sua proprietà in Sardegna, con il tira emolla della secretazione di tutto ciò che riguarda quell'area, i lavori svolti e in corso, permotivi di sicurezza che appaio risibili a qualsiasi persona di buon senso. Così nessuno ha potuto vedere le carte, custodite non si sa bene dove, per accertare se sia tutto in regola. Invece tutto è avvolto nella nebulosa dei si dice, cosa che dovrebbe preoccupare l'uomo di stato e scandalizzare l'opinione pubblica che, ci ricordano, spaccata ( anche tra quelli che reclamano legalità e quelli che pensano che si tratti di persecuzione).

L'ultimo atto di questa storia conferma lo stile dell'ex presidente. La realizzazione di un poggio artificiale che completa il quadro delle alterazioni (l'approdo blindato, l'anfiteatro, il finto nuraghe, il lago, i cactus) è quanto di più controindicato per un luogo immodificabile secondo la legge regionale. Un artificio che ha come obiettivo quello di consentire di vedere ilmare dall'alto (difficile per Berlusconi accettare che in prossimità delmare la sua vista sia talvolta preclusa). In altre epoche uomini potenti hanno realizzato artifici notevoli permeravigliare i sudditi. Ma erano altri tempi e la nozione di paesaggio - bene comune che non si può piegare ai capricci degli uomini ricchi, dovrebbe valere oggi soprattutto per i governanti.

Che la Regione voglia fare chiarezza è importante, e poco conta che i Forestali sardi siano per Berlusconi «ispettori della sinistra». Ma si diceva dell'onda del berlusconismo sprezzante delle regole. Che è arrivata a degradare il senso comune (in quanto a illeciti edilizi c'è una certa propensione). Così ad Alghero, porta del turismo a nord dell'isola, ecco una lottizzazione abusiva nei pressi di un parco naturale; a pochi metri dall'abitato, scoperta «per caso» da una pattuglia di vigili urbani. Tante case disposte su quote elevate per vedere ilmare, dicono con stupore le cronache.

Ma c'è già chi trova giustificazioni per questi reati che in altri paesi neppure si conoscono. Per questo, per provare a fermarla quell'onda che rischia di travolgere ogni cosa, bisogna valorizzare le notizie buone. Come la tassa sul lusso voluta da Soru. O come quella che riguarda la spiaggia di Is aruttas, un ambiente che il sindaco di Cabras, sempre in Sardegna, vuole preservare dall'impatto. Indicando le precauzioni: addirittura il tipo di scarpe ai 300 visitatori autorizzati giorno per giorno, per evitare di portare via poco a poco la sabbia quarzosa. Meglio scalzi, e con divieto di fumo, come si va nei luoghi di pregio e di tutti.

Regole - orrore per Berlusconi ! - che valgono per tutti, per figli di operai e figli di professionisti.

I lavori di Villa Certosa autorizzati dal sindaco

di Costantino Cossu,

Sei ulivi secolari importati dalla Spagna piantati sulla sommità di una collinetta a circondare una panchina dalla quale si domina tutto il Golfo di Marinella, uno dei luoghi più belli della Costa Smeralda. E’ l’ultimaimpresa di Silvio Berlusconi aVilla Certosa. L’ennesimo abuso edilizio?

No, secondo la polizia giudiziaria alla quale la procura della Repubblica di Tempioha affidato le indagini. Ieri sul tavolo del procuratore Valerio Ciccalò è arrivata una relazione dalla quale emergerebbe la conferma di quanto ha sostenuto fin dall’inizio l’avvocato del cavaliere, Niccolò Ghedini: gli ultimi lavori nella casa estiva di Berlusconi, a Porto Rotondo, sarebbero stati eseguiti dietro regolare autorizzazione.

Il corposo fascicolo contiene fotografie aeree, autorizzazioni, relazioni dei tecnici. Tra queste anche quella rilasciata dall’Ufficio tutela del paesaggio della Regione Sardegna il 12 luglio 2005, che parla di opere che s’inserisconoperfettamente nel contesto naturale, e quella rilasciata dall’ufficio tecnico del comune di Olbia il 18 gennaio di quest’anno, che autorizzava la sistemazione esterna con pavimento ingranito, e la realizzazione di una serra e una tettoia amovibile in legno. Per i tecnici incaricati dal magistrato il nuovo belvedere di Villa Certosa rientra nella sistemazione esterna della serra, e sarebbe un intervento di riqualificazione e recupero ambientale di un’area degradata. L’8 maggio i dirigenti del Servizio di vigilanza edilizia inviati dall’assessore regionale all’Urbanistica, alcuni ispettori del Corpo di vigilanza ambientale, i tecnici dell’ufficio antiabusi delcomunediOlbia, accompagnati da Ghedini, avevano fatto un sopralluogo all’interno della proprietà intestata dell’Idra Immobiliare, la società cui fanno capo tutte le case del Cavaliere. Ieri la consegna a Ciccalò delle conclusioni raggiunte.

Spetta ora al giudice decidere che fare. Le autorizzazioni sono dunque arrivate da due organi tecnici, uno del comune di Olbia, l’altro della Regione Sardegna. Nel primo caso la cosa non stupisce. Sindaco di Olbia è Settimio Nizzi, uno dei leader sardi di Forza Italia, intimo di Berlusconi (alle ultime elezioni comunali il Cavaliere è venuto a Olbia per fare i comizi insieme con Nizzi). E il comune di Olbianon ha mai vigilato davvero sugli innumerevoli abusi edilizi compiuti dall’ex presidente del Consiglio alla Certosa. Diverso è il discorso per l’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio tutela del paesaggio della Regione il 12 luglio 2005. Gli assessori regionali all’Ambiente e all’Urbanistica ne sapevano niente?E ilpresidente Renato Soru ne era informato? La Regione ha mandato i propri ispettori a Villa Certosa, e ora si scopre che un’organo tecnico che dovrebbe essere controllato dalla giunta di centrosinistra aveva autorizzato tutto.

Berlusconi, comunque, continua a restare oggetto delle attenzioni dei magistrati di Tempio. Dopo circa due anni di indagini, quindici giorni fa la procura ha chiuso l’inchiesta sugli abusi edilizi alla Certosa. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare il decreto di citazione a giudizio nei confronti dell’amministratore di Idra Immobiliare. Nel mirino della procura ci sono diversi lavori realizzati nella villa: l’anfiteatro, gli impianti sportivi, il giardino di ibiscus, alcune piscine e l’impianto di talassoterapia. Tutto costruito, secondo i magistrati, senza autorizzazioni. Per queste opere l’Idra Immobiliare ha presentato al comune di Olbia richiesta di condono, riconoscendo l’abuso.

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