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Antonello Cherchi
Aree protette a rischio proroga
19 Ottobre 2009
Il paesaggio e noi
Come volevasi dimostrare: si riparla dell’ennesima proroga alle tutele previste dal Codice sul paesaggio. Da Il Sole 24 Ore, 19 ottobre 2009 (m.p.g.)

La terza proroga fa già capolino. Nel consistente pacchetto di emendamenti al decreto legge salva-infrazioni (Dl 135), in discussione presso la commissione Affari costituzionali del Senato, ce n'è uno a firma Lega che propone di spostare di altri sei mesi, cioè fino al 30 giugno 2010, il termine per le nuove procedure sull'autorizzazione paesaggistica. Quelle che, in buona sostanza, richiamano in campo le regioni, ma soprattutto affidano al soprintendente il potere di esprimere un parere preliminare e vincolante sulle richieste di interventi in aree protette, che ricoprono circa il 50% del territorio nazionale.

L'attuale regime transitorio che riproduce i meccanismi introdotti nel 1985 dalla legge Galasso (si veda lo schema a fianco) dovrebbe (e a questo punto il condizionale è d'obbligo) cessare a fine anno per lasciare il posto alle nuove procedure volute dal codice dei beni culturali. Passaggio di testimone che sarebbe dovuto avvenire il primo gennaio di quest'anno, ma che poi è stato fatto slittare a giugno e successivamente a fine dicembre. Il ministero dei Beni culturali, chiamato nei giorni scorsi, come è prassi, a esprimere un parere sull'emendamento leghista, si è detto nettamente contrario all'ulteriore proroga. Per sapere chi l'avrà vinta, però, bisognerà aspettare giovedì, quando la Affari costituzionali inizierà a votare gli emendamenti.

Ma anche l'eventuale bocciatura dell'emendamento non esclude visti i precedenti che da qui a fine dicembre si riaffacci l'ipotesi della proroga. In ballo c'è non solo il nuovo profilo dell'autorizzazione paesaggistica, con il conseguente impegno delle regioni a portare a termine i piani di intervento sulle aree vincolate (compito su cui la stragrande maggioranza delle amministrazioni è in ritardo), ma anche le recenti misure di semplificazione per il rilascio del via libera a modifiche di lieve entità da realizzare nelle zone protette. Il provvedimento, approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri, sta ora iniziando l'iter Conferenza unificata, Consiglio di Stato e commissioni parlamentari, per poi ritornare a Palazzo Chigi per il varo definitivo in modo da poter essere pronto a dispiegare gli effetti dal I° gennaio prossimo. Il progetto di semplificazione, infatti, si innesterà sul regime dell'autorizzazione paesaggistica che partirà con il nuovo anno. Se non ci sarà il secondo, perché ancora soggetto a proroga, dovrà, giocoforza, attendere anche il primo.

L'obiettivo del ministero dei Beni culturali è di far procedere in parallelo, senza nuovi slittamenti, i due meccanismi, anche perché con le procedure semplificate si potrebbe affrontare almeno il 70% delle circa 300mila pratiche di autorizzazione paesaggistica che arrivano ogni anno sui tavoli di enti locali e soprintendenze e che quasi sempre riguardano interventi di lieve entità. Uno degli sforzi della commissione ministeriale che ha messo a punto il testo, insieme ai rappresentanti delle regioni e dei comuni,è stato proprio quello diindividuare 42 tipologie di lavori di lieve entità, così che le amministrazioni locali e le soprintendenze abbiano una base uniforme per decidere se rilasciare o meno il nullaosta paesaggistico.

Altri elementi di semplificazione riguardano la documentazione da presentare - è prevista una sola relazione paesaggistica al posto della mole di carte richieste per gli interventi ordinari - e le modalità di invio (si dovrà privilegiare la trasmissione telematica). Una volta ricevuta la pratica, l'amministrazione - gli enti interessati sono soprattutto i comuni, delegati in tal senso dalle regioni - verificherà in via preliminare la fondatezza della richiesta, ovvero se l'intervento è in linea con gli strumenti urbanistici ed è di lieve entità. Nel caso, infatti, sia invasivo, si dovrà seguire la nuova procedura ordinaria. Tutto questo comporterà un sensibile risparmio di tempo: gli attuali 120 giorni (60 per l'istruttoria del comune e 60 per il parere del soprintendente), da gennaio diventeranno 105 (40 per la valutazione dell'ente locale, 45 per il parere vincolante della soprintendenza e 20 per il rilascio dell'autorizzazione) per le procedure ordinarie e si ridurranno a 60 con la procedura semplificata: 30 giorni per l'esame dell'amministrazione, 25 per quello del soprintendente e 5 per l'emissione del provvedimento.

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