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Manuela Pivato
Aperti cento B&B in un anno
6 Novembre 2007
Vivere a Venezia
Tutte case in meno per i veneziani. Le conseguenze di un PRG “liberalizzato”. Da la Nuova Venezia del 6 novembre 2007

Più di cento nuovi bed & breakfast in un anno, una cinquantina di affittacamere e una ventina di alberghi. Praticamente un’insegna in ogni calle, in ogni campo, in ogni corte. Un’esplosione di posti letto che in sei anni è aumentata quasi del 40 per cento, in particolare nel segmento del B&B che dal 2001 alla fine del 2006 conta la bellezza di 459 nuove aperture.

La situazione incontrollata è ormai sotto gli occhi di tutti: alberghi a molte stelle, alberghi così e così, pensioni, pensioncine, appartamenti in affitto, stanze per una notte. Il mercato della ricettività non conosce limiti e ovunque ci sia uno spazio libero ecco che spunta un hotel.

Dal 2001 al 2006 hanno aperto la bellezza di 66 alberghi contro i 12 che hanno chiuso con un saldo di 54 nuovi hotel. A questi vanno aggiunti gli altri 55 che sono stati inaugurati in provincia (saldo tra i 136 che hanno aperto e gli 81 che hanno cessato l’attività).

«Il fenomeno alberghiero è aumentato ma non di tantissimo - spiega il presidente dell’Associazione veneziana albergatori, Franco Maschietto - se si esclude l’Hilton le altre sono strutture da quaranta-cinquanta posti. Il problema sono soprattutto gli appartamenti che vengono dati ai turisti, ma non solo in centro storico. Il fenomeno ormai va da qui a Bassano».

Decisamente più intensa l’attività degli affittacamere: 336 nuove aperture nell’ultimo lustro, solo 19 le chiusure per un saldo di 317. Il record spetta al 2001, con 87 aperture. Un’esagerazione anche in provincia dal 2001 al 2006: 409 inaugurazioni, 25 chiusure con un saldo di 384.

Il capitolo bed & breakfast conosce numeri ancor maggiori: 459 abitazioni sono state trasformate in B&B nell’arco degli ultimi sei anni, di cui 119 l’anno scorso. Calcolando che nello stesso periodo ne sono stati chiusi 122, al netto ne restano 337. Bed & breakfast dirompenti anche in provincia con un netto di 465 nuove aperture.

«Ormai l’offerta è pazzesca - dice il presidente dell’Associazione veneziana albergatori, Franco Maschietto - e non esiste nessun limite alle licenze che possono essere date. Non abbiamo uno strumento giuridico per bloccare questa situazione che sta diventando pesante per tutti. E non parlo solo come albergatore ma anche come veneziano, alla luce di tutti quegli immobili che si stanno svuotando uno dopo l’altro e che, prima o poi, fatalmente sembrano destinati a diventare alberghi». Le conseguenze sono che chiunque può aprire quello che vuole e quello che tutti vogliono è aprire un albergo, un alberghetto, un albergone, un bed & breakfast, un appartamento da affittare, e così i palazzi si svuotano delle funzioni vitali per la città riempiendosi di turisti. «Tutti questi contenitori vuoti sono scelte a livello politico» continua il presidente degli albergatori.

I dati di questa tendenza sono sotto gli occhi di tutti. Dal Duemila a oggi, i posti letto del centro storico sono aumentati quasi del 40 per cento. Seimila posti che si sono aggiunti ai 16 mila di sette anni fa per un totale di 22 mila posti. Un immenso dormitorio dove ogni tre metri c’è un’insegna più o mena bella, a poche o tante stelle, che offre ospitalità ai viistatori.

Di questi 22 mila posti 18 mila fanno parte del settore alberghiero e 5 mila dell’extralberghiero. Le previsioni per domani sono tutt’altro che incoraggianti. Altri palazzoni si stanno liberando e sembrano destinati a trasformarsi in altri hotel.

Chissà perché. Su eddyburg trovate le risposte. Magari tra gli scritti di Luigi Scano.

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