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«Alloggi non idonei». Arma micidiale contro gli extracomunitari
4 Ottobre 2010
Italiani brava gente
Prove di razzismo con l’utilizzazione degli standard edilizi; nuove abilità tecniche dei leghisti veneti. L’Unità, 4 ottobre 2010

Vogliamo lasciare aMaroni tutto il peso dello sfoltimento delle file degli immigrati nel nostro paese? Nossignori, il vero leghista si dà da fare in proprio, insomma ci prova gagliardo. Gagliarda, la sindaca di Montecchio Maggiore, Milena Cecchetto, lo è parecchio. Ne ha già dato prova togliendo il pane di bocca ai bimbi i cui genitori non avevano pagato la retta per la mensascolastica.Malavorava ad altro, ci lavora ancora: ha capito che se riparametra a piacer suo le dimensioni minime dei locali di un alloggio, può impedirne l’abitabilità e di conseguenza avviare una bella fuga a catena di gente che ha il salotto troppo piccolo. Neanche la strega di Biancaneve, storia interessante. La signora Cecchetto ha mosso i primi passi l’anno scorso stendendo unadelibera con cui modificava i criteri per ottenere l’idoneità di un alloggio.

Delibera ad personam: infatti, senza giri di parole dichiarava che la procedura era destinata «ai cittadini extracomunitari». Troppo zelo danneggia perfino la cattiveria: era chiaro che una discriminazione tanto manifesta non sarebbe mai passata, e così a dicembre se l’è messa via o si è fatta furba, scrivendo che la delibera era destinata «ai cittadini ». La mela avvelenata era pronta, si trattava di costringere «i cittadini» a mangiarla. Del resto, chi è che chiede l’abitabilità di un alloggio se non chi è obbligato a farlo da una legge che altrimenti lo sega? Stiamo parlando, ovviamente, di quei cittadini che hanno bisogno di questo certificato ogni volta che devono rinnovare il permesso di soggiorno o per altri motivi. Per raggiungere il suo obiettivo, non ha badato a spese: la sindaca ha armato i vigili urbani e con l’aiuto dei carabinieri li haorganizzati in squadre d’assalto che all’alba odi notte hanno circondato decine di isolati abitati generalmente da persone perbene e la molla è scattata. Giù tutti dai letti, donne, bimbi, uomini che pure hanno regolari contratti di lavoro.

«In genere, gente che non ha familiarità con la legge italiana e con le sue garanzie - spiega Maurizio Ferron, responsabile confederale della Cgil dell’Ovest vicentino -, quindi non sanno che senza un regolare mandato nessuno può mettere piede in casa tua. Hanno aperto e hanno lasciato fare». Cercavano droga, armi, terroristi? Macché: pistola nella saccoccia, metro in mano e sposta i mobili, i tutori dell’ordine si sono messi a misurare le superfici delle stanze. Scena non priva di comicità, anche se nessuno pare si sia messo a ridere: lo avrebbero arrestato per oltraggio. Grazie a arrivederci.

Al centro dati per aggiornare il dossier o per affilare la mannaia. Con un magone nel cuore, perché a volte la solidarietà tra perfidi non funziona: sarà legale quel che sta facendo la sindaca? Il problema è che proprio mentre lei concepiva la riparametrazione, proprio un altro leghista, Maroni, ribadiva che per omogeneizzare la normativa le amministrazioni pubbliche dovessero rifarsi ai criteri fissati da un decreto del Ministero della Salute. Quali erano? Esattamente gli stessi che lei stava modificando, Montecchio era già in regola con quel che prescriveva il suo governo. Esempio: secondo Maroni, un soggiorno non può essere più piccolo di 14 metri quadri, la signora Cecchetto dice 15. Sempre più divertente. Ma siccome non hanno il senso dell’humour, loro non ridono, conteggiano al millimetro, dopo aver concluso che il loro Maroni si era limitato a dare delle indicazioni e non delle prescrizioni: hanno negato l’abitabilità ad appartamenti che avevano una stanza di 0,22 metri al di sotto del nuovo limite.

«Pazzesco - insiste Ferron -. Noi della Cgil, insieme a Cisl, Uil, Caritas e associazioni degli immigrati ci siamo dati da fare, siamo decisamente fuori da ogni contesto umanamente apprezzabile. Ora l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione ha presentato ricorso al tribunale di Vicenza, una causa civilenon banalmente amministrativa, il cinque novembre ci sarà la prima udienza». Intanto, per gli immigrati ore e giorni di sconforto: rischiano di trovarsi, con le famiglie, per la strada e senza lavoro perché senza permesso di soggiorno sei meno di niente. E c’è gente che stava a Montecchio, e lavorava e pagava gli affitti, anche da dieci anni. Ma qualcuno, anche se fin qui ha pensato bene di stare zitto, ci rimette e sono i proprietari degli immobili: il loro valore si azzera, in mancanza di ristrutturazioni e non possono nemmeno più affittarli.

E non è finita: «In base a questi parametri - spiega Ferron - la maggioranza degli alloggi di Montecchio è fuori regola, una bomba contro il mercato immobiliare.Ma il fatto più importante è che cavalcando il risentimento della gente, sta seminando nuovo risentimento, accentua le tensioni sociali». Sai cosa gliene frega.

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