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(red.)
Allarme paesaggi
6 Aprile 2006
Il paesaggio e noi
Un'altra istituzione che si unisce, pur con diversa angolazione, al tentativo di risvegliare l'attenzione della politica sui problemi della tutela paesaggistica. La Repubblica, 6 aprile 2006 (m.p.g.)

I «nostri gioielli», così Maria Giulia Crespi, Presidente del Fondo Italiano per l´Ambiente, ha definito il patrimonio artistico italiano, aggiungendo che «se vengono venduti o distrutti, questi gioielli non ci sono più, né per noi, né per i nostri figli, né per i nostri nipoti. Mai più».

Una lettera-appello quella scritta dal Presidente del Fai e letta ieri pomeriggio nel Teatro Quirino di Roma, giornata conclusiva del progetto «Italia Giardino d´Europa», appello che si unisce idealmente alla proposta di «Patto Nazionale per la Tutela», una sorta di vademecum per il Presidente del Consiglio del futuro Governo e per i futuri ministri dei Beni culturali e dell´Ambiente. Nel documento, diviso in sette capitoli, si sottolinea, tra l´altro, la necessità di identificare il patrimonio del nostro paese nella sua unicità, di usarlo - valorizzandolo - per sviluppare altri settori economici, di «sveltire» il Ministero addetto, affaticato di un numero sproporzionato di dirigenti generali, di riscrivere le norme della delega ambientale.

«Sui nostri paesaggi gravano tremendi pericoli», ha scritto Maria Giulia Crespi, «pericoli di sfruttatori, speculatori, egoisti imprenditori che pensano soltanto al guadagno, oppure, per entrare nella sfera privata, che pensano all´appagamento delle proprie necessità, dei propri bisogni e comodità. Queste schiere di persone», scrive ancora la Crespi, «sono come cieche, non sanno che una delle missioni dell´uomo è quella di agire e di lavorare per stabilire un´armonia tra il creato e le opere dell´uomo. Ogni trasgressione, dissonanza e selvaggio sfruttamento cozza contro l´armonia e crea disordine, disorientamento, angoscia, genera cattiveria».

Nella lettera Giulia Maria Crespi ha ricordato che «l´Italia in questi ultimi anni è scesa al sesto posto nel turismo europeo, dunque la nostra arte, la nostra campagna, i nostri fiumi, laghi, palazzi, borghi, golfi, giardini, possono, insieme ad altre coraggiose iniziative, diventare uno dei nuovi punti trainanti per l´economia e l´occupazione, purché certe regole vengano rispettate». E tra le iniziative del Fai, già in parte finanziate, c´è da segnalare il restauro di Villa dei Vescovi a Padova (costruita per volontà del porporato Zeno nel 1474, iniziata dal Falconetto, terminata da Andrea Della Valle, con affreschi cinquecenteschi attribuiti al fiammingo Lambert Sustris), ultima acquisizione in ordine di tempo i cui lavori inizieranno a luglio e, ancora, il seguito dei cantieri a Villa Gregoriana (Tivoli) con l´apertura di nuovi percorsi.

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