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Quaderno di Urbanistica informazioni, dedicato a Edoardo Detti. Oggi lo segnaliamo ai giovanissimi perché ricordino che, se esistettero mondi migliori dal nostro, possono esisterne ancora, se li costruiscno loro

Nel lontano 1986 pubblicammo il primo Quaderno di Urbanistica informazioni, dedicandolo a Edoardo (Daddo) Detti, protagonista della ricostruzione dell'Istituto nazionale di urbanistica, dopo lo scossone del 1968.

Un lavoro e un documento prezioso per la storia dell'urbanistica italiana, redatto con amorevole cura da Mariella Zoppi e Augusto Boggiano. Mi è tornato alla mente in occasione di un intervento radiofonico di Vittorio Emiliani su Radio radicale. L'ho cercato invano sul sito dell'INU, aggi presieduto e diretto da persone molto lontane dal mondo, gli interessi, le idee e le pratiche di Daddo Detti (a partire dalla sua presidente Silvia Viviani). L'ho trovato e ne ho ottenuto la scansione da Ilaria Agostini e Daniele Vannetiello, che ringrazio molto. È scaricabile da chiunque utilizzi questo link: Quaderno 1 di Urbanistica informazioni (1986)

Nell'occasione rinvio anche all'editoriale di Urbanistica informazioni col quale mi accomiatavo dalla rivista e dall'istituto, spiegandone le ragioni (e.s.).

Nello stato fallimentare dell'urbanistica italiana, la crisi della città attuale è il simbolo di molti aspetti della crisi della società. Poniamoci una prima domanda: chi conosce la città, come e quanto la si conosce? Dobbiamo rispondere che, al di fuori di una percezione sommaria e in certo modo esterna, nella quale non si ravvisano neanche le prospettive meramente quantitative prescritte dai piani, tutto quello che intercorre all'interno di questo indeterminato tessuto ed è soggetto a una dinamica di movimenti e di situazioni in continua modificazione umana, sociale, economica, tutto questo non è studiato, non è controllato, non è seguito, quindi è ignoto. Se ci domandiamo chi comanda nella città, ancora non sappiamo rispondere. Quali forze siano responsabili della spoliazione sistematica ed ufficializzata dello spazio della città, è fin troppo evidente, almeno nella distruzione dei valori originari e fondamentali del paesaggio urbano e dell'ambiente. Nessuno potrebbe però descrivere il complesso interferire di forze e di interessi, di connessioni e di complicità che l'infinito numero di strumenti ed enti pubblici e privati sostengono e conducono ognuno per proprio conto. È una diagnosi che nessuno fa anche perché le risultanze che potrebbero scaturirne non convengono alle forze e ai personaggi in giuoco.

Da: Edoardo Detti, Firenze scomparsa, Ed. vallecchi, 1970.

Postilla

Il Bollettino di Italia Nostra n. 255/1995 nel quale viene ripubblicato questo passaggio di Edoardo Detti era dedicato alla vicenda Fiat-Fondiaria, la grande trasformazione della periferia di Firenze promossa dagli operatori immobiliari che, in un certo senso, possiamo definire la "madre" dell'urbanistica contrattata, se non altro per l'entità delle opere previste (diversi milioni di metri cubi) e per l'importanza dei proponenti. Il bollettino monografico fu curato da Antonio Cederna che chiuse l'editoriale con le parole seguenti:

"Da noi si contratta e si concerta mentre si rinuncia a qualsiasi potere contrattale e concertatore, che invece viene delegato e regalato ai privati. ... Sull'urbanistica italiana cala la tela".(m.b.)

Nell’articolo 54 dello “Statuto dei luoghi” del Piano strutturale del Comune di Sesto Fiorentino, approvato dal Comune nel 2004, assume per la prima volta carattere ufficiale la volontà di intitolare il Parco della Piana a Edoardo Detti, che ne fu il promotore. Lo inserisco qui sotto

ARTICOLO 54

DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’UTOE: PIANA

1. Per l’ UTOE (Unità Territoriale Organica Elementare - ndr) della Piana l’obbiettivo principale delle trasformazioni è la formazione di un grande parco, in connessione con la città – a Nord – con l’Osmannoro – a Sud - e con i più rilevanti poli funzionali di interesse sovracomunale posti al contorno (Università, aeroporto, impianto di selezione e compostaggio).

2. La definizione dell’assetto del parco è affidata ad un progetto direttore, da redigere tenendo conto delle indicazioni della pianificazione sovracomunale e, in particolare, dello Schema strutturale dell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, approvato con Delibera del Consiglio Regionale della Regione Toscana n. 212 del 21 marzo 1990.

3. Il progetto direttore articola il territorio del parco in tre ambiti: corpo centrale denominato “Parco Edoardo Detti”, area della discarica Case Passerini e area del polo universitario - stagno di Peretola, schematicamente indicati nella tavola 5 “Ambiti paesistici omogenei” e stabilisce specifiche indicazioni per ciascun ambito.

4. L’assetto da conferire al parco deve tendere al raggiungimento dei seguenti obbiettivi:

a. incrementare la continuità ecologico-territoriale fra le zone collinari e l’Arno, favorendo l'innesco di processi di autoriproduzione spontanea della vegetazione, di autoregolamentazione dei cicli idrici per la riproduzione della riserva acqua ad uso plurimo, di zone umide.

b. favorire la fruizione ricreativa, garantendo una facile accessibilità attraverso una rete di collegamenti ciclabili-pedonali connessa alla rete del trasporto pubblico;

c. garantire l’inserimento armonico nel paesaggio degli interventi necessari per la sicurezza idraulica degli insediamenti (sulle aste e nelle aree destinate alla laminazione delle piene) attraverso un uso degli impianti vegetazionali e delle sistemazioni morfologiche orientato a tal fine;

d. mantenere il prevalente carattere agricolo, favorendo le forme agricoltura parco e di produzione vivaistico-forestale più compatibili con le altre funzioni del parco e incrementando il livello di biodiversità.

5. Il regolamento urbanistico recepisce le indicazioni del progetto direttore, con riferimento a ciascuno dei tre ambiti, e stabilisce:

a. le eventuali rettifiche al confine del parco rappresentato nelle tavole del piano strutturale;

b. le direttive e le prescrizioni per i piani attuativi e per i progetti di sistemazione, riguardanti le caratteristiche degli spazi verdi e della viabilità; le attrezzature da realizzare; i parametri edilizi; le utilizzazioni compatibili.

c. le specifiche prescrizioni relative alle attività agricole e produttive esistenti all’interno del parco delle quali si prevede il mantenimento, nonché al campo nomadi, onde assicurare il corretto inserimento delle opere nel contesto paesaggistico nonché le eventuali misure di mitigazione e/o compensazione dell’impatto sull’ambiente.

Nota

UTOE: Unità territoriale organica elementare, ai sensi della legge urbanistica della Toscana n. 5/1995

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