a Ravenna, oggi 25 maggio, dalle ore 10,00 alle 17,30, convegno e manifestazione nazionale per contrastare lo spiedo autostradale "Nuova Romea", alias Orte-Mestre, per arrostire al cemento tutte le zone protette dell'Italia, da Venezia fino a Roma, qui il sito della Rete No OR-ME e il programma del convegno
"Il Fatto Quotidiano", 20 maggio 2013
Il 18 maggio la Fiom scende in piazza con una grande manifestazione nazionale (“BASTA! NON POSSIAMO PIU' ASPETTARE. Diritto al lavoro, all'istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza, per la giustizia sociale e la Democrazia”). Già nelle parole d’ordine, chiama alla mobilitazione non solo i lavoratori metalmeccanici ma l’intero “Terzo Stato”. Primi firmatari sono Andrea Camilleri, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d’Arcais, Fiorella Mannoia, Adriano Prosperi, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Barbara Spinelli, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky
Sarà la prima manifestazione di opposizione e lotta costruttiva al governo Letta-Alfano da parte di tutti i cittadini che ancora si riconoscono nella Costituzione repubblicana e hanno come programma politico la realizzazione dei valori di giustizia e libertà che la informano.
Crediamo sia dovere del mondo della cultura, inteso nel senso più ampio, partecipare in modo attivo alla realizzazione e al successo di questa giornata di lotta, caratterizzata dalla più autentica e positiva “larga intesa”, quella fra cittadini che non si piegano alla crescente diseguaglianza, alla crescente illegalità, alla crescente dismisura del privilegio, alla crescente distanza fra i cittadini-elettori e i centri di decisione politica ed economica, nazionali e sovranazionali. In questa “larga intesa” tra cittadini non può esserci spazio per revisioni della Costituzione affidate a “Convenzioni” che si adopereranno per stravolgerla.
Andrea Camilleri, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d’Arcais, Fiorella Mannoia, Adriano Prosperi, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Barbara Spinelli, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky
La difesa del lavoro come essenziale fonte di reddito è unimpegno cui nessuno può abdicare in una “repubblica democratica fondata sullavoro. Oggi più che mai, visto che chi ci governa sta facendo pagare allavoro il prezzo della crisi determinata dalla finanza internazionale. Mabisogna anche guardare al di là: immaginare e pazientemente costruire unasocietà e un’economia il cui il lavoro sia riconosciuto come lo strumentouniversale di cui l’uomo dispone per comprendere e governare il mondo che locirconda (vedi alcuni riferimenti in "il lavoro secondo eddyburg")
Speravamo d'aver contribuito a sconfiggerlo (vedi in questa cartella), invece, grazie ai convergenti errori del PD e del M5S, Maurizio Lupi sarà il ministro responsabile della componente hard dell'urbanistica (le infrastrutture)
"La Repubblica, 26 aprile 2013
Andatelo a dire
ai caduti di ieri
che il loro morire
fu come le nevi...
"La Repubblica", 22 aprile 2013
La vicenda dell’elezione a stragrande maggioranza delpresidente della Repubblica nella persona di Giorgio Napoletano testimonia la durezza del guscio che sioppone alla nascita di una nuovademocrazia e conferma una convinzione: la strada obbligata per la ricomposizione diun quadro politico accettabile ha il suo passaggio obbligato nellafrantumazione del PD, e la sua speranza nel contributo che i suoi frammentipotranno dare alla ricostruzione, nell’Italia di oggi, di un nuovo Centro, unaDestra decente, e – magari – di un Sinistra adeguata
Dall'AgenziaGiornalistica Italiana, ore 18,21
Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di piu' non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese". "Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area Pdl/Pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti", ha spiegato Grillo.
"Nel Dopoguerra, anche nei momenti piu' oscuri della Repubblica, non c'e' mai stata una contrapposizione cosi' netta, cosi' spudorata tra Palazzo e cittadini", ha insistito.
"Rodota' e' la speranza di una nuova Italia, ma e' sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile.
Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull'inciucio ventennale dei partiti", ha detto ancora. (AGI) .
Stiamo pagando il prezzo dell’eccesso di consumismo in cui abbiamo vissuto negli ultimi trenta-quaranta anni. Uno stile di vita non più praticabile. Non si può più vivere a credito, si deve limitare la crescita, non promuoverla; non si può più pensare di aumentare il volume di prodotti che poi andranno sprecati. Leggete le storie di Italo Calvino, “Le città invisibili”. Mi riferisco in particolare alla città di Eolia che descrive una storia profetica. Ci stiamo comportando in modo molto simile e questo è disastroso per la nostra moralità e per la nostra salute psicologica, ma è catastrofico anche per il nostro Pianeta. E il prezzo non lo paghiamo solo noi, ma anche i nostri nipoti. Quelli che non sono ancora nati e che nasceranno già con un enorme debito sulle spalle. Dobbiamo iniziare a pensare al futuro dell’umanità, non a come produrre e consumare di più, ma a come riorganizzare il rapporto con il consumo, ridistribuendo le risorse disponibili e facendo in modo di puntare di più sulle persone, insegnando loro altri modi per raggiungere la felicità, che non si riduce solo agli acquisti nei negozi (Zygmunt Bauman)
La Repubblica, 18 aprile 2012
Gli ottimisti potrebbero dire: non c'è due senza tre, dopo Montecitorio e Palazzo Madama, adesso il Quirinale. Ma rompere il guscio che impedisce l'uscita del nuovo non è facile
«La storia ci insegna che spesso in politica l'utopia appare come un'eresia. Eppure, quale utopia è oggi più necessaria se non immaginare un'Italia in cui diritti, eguaglianze, dignità civili siano finalmente parole certe, regole riconosciute, principi rispettati?» (Laura Boldrini)