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Sapete che su eddyburg ci sono tante poesie? Sceglietene una qui, se vi va, per riposarvi e guardare fuori dalla finestra

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Per salvare il clima bisogna cambiare tutto: non basta un po' di energie rinnovabili, bisogna cambiare il modo di consumare e di produrre; non bastano i pensatori di Legambiente o del WWF, occorre il pensiero di papa Francesco.
Per salvare il clima non basta qualche associazione e qualche istituzione: i predoni del clima sono pochi ma sono potenti, per vincere dobbiamo essere noi tutti abitanti della Terra

Il manifesto, 17 novembre 2015 (m.p.r.)

In un tornante della storia, quale si va profilando in conseguenza della mattanza occorsa il 13 novembre a Parigi per opera di seguaci del Daesh, il Comitato per il No al referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi, chiede al Presidente della Camera dei deputati e ai Presidenti dei gruppi parlamentari di rinviare a data da destinarsi la discussione, già fissata per il prossimo 20 novembre, davanti alla Camera dei deputati, per l’approvazione, in prima deliberazione, del ddl cost. n. 2613-B.
Il Comitato ritiene infatti inopportuno che in un momento così grave che richiede l’unità di tutte le forze politiche e sociali – come ai tempi del terrorismo, se non peggio –, le Camere possano procedere tranquillamente nel loro lavoro di revisione della gran parte degli articoli della Costituzione come se nulla fosse accaduto. Mentre è proprio nei momenti di crisi, che la Costituzione, nei suoi principi e valori, dovrebbe costituire il simbolo, per eccellenza, del l’unità del popolo italiano.
Né si obietti che, con la progettata modifica della Camera e del Senato, lo Stato italiano acquisirebbe maggior forza per contrapporsi al terrorismo jihadista. Proprio l’esperienza degli anni di piombo ha infatti insegnato che le battaglie contro l’eversione non si combattono limitando i poteri del Parlamento, che erano gli stessi di quelli tuttora previsti dalla Costituzione del 1947, e che potrebbero semmai essere rimodulati agevolmente con appropriate modifiche regolamentari.
La gravità dell’attuale situazione che potrebbe addirittura sfociare, come da più parti si sostiene, in uno stato di guerra o in una situazione analoga, induce il Comitato per il No a sottolineare che se la riforma Renzi-Boschi venisse approvata nel testo di cui al ddl cost. n. 2613-B, non sarebbero più le Camere a deliberare lo stato di guerra, come previsto dal vigente articolo 78 della Costituzione, ma la sola Camera dei deputati. E ciò, come se il Senato, ancorché rappresentativo delle autonomie locali, quale previsto dalla riforma Renzi-Boschi, non fosse anch’esso un organo dello Stato-comunità e quindi della Repubblica italiana.
Comitato per il no al Referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi
Consiglio direttivo: Gustavo Zagrebelsky (Presidente onorario), Alessandro Pace (Presidente), Pietro Adami, Alberto Asor Rosa, Gaetano Azzariti, Francesco Baicchi, Vittorio Bardi, Mauro Beschi, Felice Besostri, Francesco Bilancia, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Sergio Caserta, Claudio De Fiores, Riccardo De Vito, Carlo Di Marco, Giulio Ercolessi, Anna Falcone, Antonello Falomi, Gianni Ferrara, Tommaso Fulfaro, Domenico Gallo, Alfonso Gianni, Alfiero Grandi, Raniero La Valle, Paolo Maddalena, Giovanni Palombarini, Vincenzo Palumbo, Francesco Pardi, Livio Pepino, Antonio Pileggi, Marta Pirozzi, Ugo Giuseppe Rescigno, Stefano Rodotà, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Cesare Salvi, Mauro Sentimenti, Enrico Solito, Armando Spataro, Massimo Villone, Vincenzo Vita, Mauro Volpi.

I peggiori, alla cui squadra si è iscritto François Hollande, gettano benzina sul fuoco da loro stessi acceso. Se c’è nei dintorniqualcuno che voglia invece che i focolai si spengano, allora lavorino in Europae altrove per ottenere tre cose: (1) checessi lo sfruttamento internazionale delle risorse dei popoli del Medio Oriente,a partire dal petrolio; (2) che si ponga fine alla produzione e al commercio diarmamenti a chi li adopera per attizzare i fuochi, (3) che si aiutino quei popolia ricostruire le comunità nazionali e le istituzioni statuali che Europa e Usa hadistrutto.

Utopie? Forse, ma qualche gufo del secolo scorso affermava che «posto a un livello piùbasso dell’utopia, il problema non ha soluzione»

Sangue sulla colomba. Che riprenda il volo! (immagine dal Fatto Quotidiano)

Ha detto Renzi: «Le tasse non sono di sinistra». Le tasse, in un paese democratico, servono per far funzionare i servizi che i ricchi potrebbero pagarsi da soi ma gli altri no. Certo, questo se le tasse sono pesanti per i ricchi e leggere per gli altri, cosa che nella post-democrazia (o anti-democrazi) del renzismo non avviene

Nel 40° anniversario di Pier Paolo Pasolini vogliamo ricordarlo leggendo un suo profetico poema e ascoltando una struggente cantata della grande Giovanna Marini

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