Occorre una santa collera per reagire al razzismo
Alex Zanotelli
Nigrizia.it, 15 giugno 2018. Un’onda nera e razzista sta travolgendo la società italiana. La cavalca il fascio-leghista Matteo Salvini, strumentalizzando le migrazioni. Credenti e laici devono contrastare questo fenomeno. Con commento. (m.c.g.)



Non basta perseguitare chi fugge da condizioni disumane; nel cosiddetto ‘mondo civile’ ci si accanisce persino contro i bambini: qui in Italia si vuole agire nei confronti dei rom, minacciando la perdita della potestà genitoriale se i loro figli non frequentano le scuole; nell’America di Trump e della ‘tolleranza zero’ si agisce con crudeltà nei confronti dei migranti dal Centro America, separando e mettendo letteralmente in prigione i bambini di famiglie che sono riuscite a varcare il confine. Neanche il pianto disperato degli innocenti commuove questi novelli Erode!
Che fare? Non solo la società civile e le comunità cristiane, come invita a fare Zanotelli, ma anche le amministrazioni locali 'progressiste' dovrebbero prendere esempio dal movimento USA dei Sanctuary States (sono già 7) e delle Sanctuary Cities (sono decine le contee e le grandi città che vi aderiscono...): un movimento che si oppone alle politiche razziste e xenofobe contro gli immigrati 'illegali' attuate da Trump e che si sta impegnando in iniziative di contrasto alle leggi federali e in azioni penali, rischiando severi tagli di fondi da parte del governo federale. Per ora, di iniziative analoghe nel nostro paese non se ne vedono... (m.c.g.)

L’onda nera del razzismo e della xenofobia che sta dilagando in Europa – dall’Ungheria all’Austria, dalla Polonia alla Slovenia – travolge oggi anche il nostro paese. Il volto più noto di questo razzismo nostrano è certamente Matteo Salvini, segretario della Lega e ora ministro degli interni nel nuovo governo giallo-verde (non dimentichiamoci che Salvini è apprezzato da Bannon, ex consigliere di Trump e portabandiera dell’ultra destra sovranista mondiale!).

In queste prime settimane di governo giallo-verde, Salvini ha subito rivelato la sua strategia politica con degli slogan che fanno paura. «È finita la pacchia dei migranti», «i clandestini devono fare le valigie, se ne devono andare», «nessun vice-scafista deve attraccare nei porti italiani», «siamo sotto attacco e chiediamo alla Nato di difenderci dai migranti e terroristi», «l’Italia non può essere il campo profughi d’Europa».

Pesante l’attacco contro la Tunisia, definito come paese «esportatore di galeotti». La politica leghista vuole creare “più centri di espulsione” per sbarazzarsi di 500.000 irregolari rimandandoli ai loro paesi. Pesanti le parole del ministro degli interni contro il sindaco Mimmo Lucano che ha fatto rifiorire il paese di Riace (Calabria) accogliendo migranti: «È lo zero!». Altrettanto dura la politica del ministro degli interni contro i rom: vuole smantellare i loro campi con le ruspe e attuare quanto concordato nel “contratto di governo”: l’obbligo della frequenza scolastica, pena la perdita della responsabilità e potestà genitoriale. Siamo alle leggi speciali per i rom? Inoltre egli promette il pugno duro per la sicurezza e il decoro urbano, a spese dei senza fissa dimora, dei poveri, degli ultimi.

E il segretario della Lega è passato subito dalle parole ai fatti, negando alla nave “Acquarius”, che portava oltre 600 migranti, di potere attraccare ai porti italiani. Un atto vergognoso giocato sulla pelle dei poveri, ma anche illegale perché viola la nostra Costituzione e i trattati internazionali firmati dall’Italia sulla ricerca e salvataggio marittimo.

È ormai un Salvini che impazza a tutto campo, mentre i Cinque Stelle sono già prigionieri del campo di forza della Lega che ha sempre più consensi e riceve gli elogi di Bannon e di Marine Le Pen e del gruppo di Visegrad. Dobbiamo riconoscerlo: siamo davanti a un “razzismo di Stato” preparato in questo ventennio da leggi come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, i decreti Maroni, la realpolitik di Minniti e da un crescente razzismo degli italiani.

E i conventi cosa fanno?

È un fenomeno questo che ci interpella tutti: società civile, cittadinanza attiva, movimenti popolari, Chiese, comunità cristiane. Come missionario mi appello per primo alla Chiesa italiana perché faccia un serio esame di coscienza cercando di capire quanto i cristiani abbiano contribuito a questo disastro. È mai possibile che le nostre comunità abbiano dimenticato quelle parole così chiare di Gesù: “Ero affamato…, ero assetato…, ero forestiero… e non mi avete accolto?”. Non è forse questo il momento più opportuno per aprire le nostre comunità ed accogliere coloro che sono minacciati di espulsione? A che cosa servono i conventi o le case religiose se non ad accogliere coloro che la società opulenta non vuole?

Dovrebbe farci riflettere che negli Usa tante chiese e comunità cristiane si siano dichiarate “sanctuary”, luoghi di rifugio per coloro che Trump (altro razzista!) ha deciso di deportare ai loro paesi dove rischiano la vita! Non è forse il momento in cui lanciare il “Sanctuary movement” anche in Italia per salvare tanti migranti da morte sicura? È mai possibile che negli USA lo stato della California si sia dichiarato “santuario” per gli irregolari che Trump vuole espellere e in Italia nessuna comunità cristiana ancora abbia fatto un tale passo?

Creare anticorpi

Mi appello alla cittadinanza attiva di questo paese perché in fretta crei gli anticorpi per reagire al fascio-leghismo nostrano. È fondamentale imboccare seriamente la strada della disobbedienza civile per tutte quelle leggi che disumanizzano i nostri fratelli e disumanizzano anche noi. «Una legge che degrada la personalità umana è ingiusta», così scriveva dal carcere di Birmingham, Martin Luther King. E aggiungeva: «I primi cristiani si rallegravano per essere considerati degni di soffrire per quello in cui credevano. Allora la Chiesa non era un semplice termometro che misurava le idee e i principi dell’opinione pubblica: era un termostato che trasformava il costume della società. Quando i primi cristiani entravano in una città, le autorità si allarmavano e subito cercavano di imprigionare i cristiani perché “disturbavano l’ordine pubblico” ed erano “agitatori venuti da fuori”. Ma i cristiani non cedettero, chiamati ad obbedire a Dio e non agli uomini».

È questo lo spirito che deve ritornare ad animare le comunità cristiane per poter sconfiggere, insieme a tanti uomini di buona volontà, l’onda nera del razzismo e xenofobia che ci sta travolgendo. Dobbiamo farlo insieme, credenti e laici, memori di quanto afferma il danese Kaj Munk, pastore luterano antinazista, ucciso come un cane nel 1944: «Quello che a noi manca è una santa collera!».

Tratto dalla pagina qui raggiungibile.
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