Il caso Mattarella. Il ritorno alla riflessione
Tomaso Montanari
Non siamo stati i soli a criticare Sergio Mattarella per le sue posizioni a proposito della priorità dei “mercati” versus i cittadini. Qui raccogliamo un ricco florilegio di commenti. Con commento (e.s.)


Sottraendosi alla viziosa abitudine degli italiani di trasformare le questioni complesse a tifoseria: «sei per Mattarella o per Salvini?») molti intellettuali hanno espresso in questi giorni valutazioni critiche sull'operato di Sergio Mattarella nella gravissima crisi istituzionale  nella quale siamo immersi. La questione mi è sembrata importante. Non a caso la prima analisi duramente critica dell'iniziativa di Mattarella a difesa dei "mercati" è stata costituita dal documento politico

Potere al popolo (cui aderisco) nella sua assemblea di Napoli redatto e approvato dall'Assemblea di Napoli 27 maggio scorso. Lo pubblicammo su eddyburg: eccolo qui.

Liberi di pensare e scrivere uscendo dalle regole del "tifo" si sono rivelati Francesco Gesualdi (28 maggio), Massimo Villone e (29 maggio), Barbara Spinelli, 30 maggio) Lorenza Carlassare (30 maggio), Tomaso Montanari (tra i primissimi a esprimere sinteticamente la sua critica, l'ha argomentata oggi, 31 maggio. La pubblichiamo di seguito, seguita a sua volta da numerose altre posizioni riprese dal sito web di Giustizia e Libertà



Tomaso Montanari, presidente di Libertà e Giustizia
In queste ore concitate e drammatiche occorre conservare la lucidità, e non prestarsi alla facile demagogia della piazza.Se la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato appare una truculenta buffonata, anche le mobilitazioni in suo favore appaiono del tutto fuori luogo.

Sergio Mattarella ha infine inflitto all’istituzione della Presidenza della Repubblica una torsione inaudita, che costituirà un precedente pericolosissimo. Il suo lungo discorso ha esplicitato il fatto che egli si è assunto la responsabilità di decidere l’indirizzo politico del governo, entrando nel merito di idee e di scelte politiche: così non rispettando spirito e lettera della Costituzione. Le sue motivazioni hanno formalizzato una dura verità: la sovranità dei mercati ha preso il posto della sovranità popolare. L’incarico a Carlo Cottarelli ha poi tratteggiato icasticamente l’immagine di una democrazia commissariata.

Nel suo discorso Mattarella ha detto che aveva accettato tutti i ministri tranne quello dell’Economia. Tutti: anche Matteo Salvini all’Interno. In questo doppio registro c’è il senso profondo della crisi generale in cui siamo sprofondati: si tutelano i soldi, non i corpi. Gli investitori, non i principi fondamentali della Carta. È una dittatura dei mercati in cui le vite, i diritti, l’eguaglianza contano meno di zero. Ed è qui, è proprio in questa sottrazione di democrazia e in questa generale genuflessione al potere del denaro, che la propaganda razzista di Salvini prospera e macina consenso.
(29 maggio 2018)

Riportiamo a seguire anche gli interventi di altri autorevoli esponenti della cultura italiana, che hanno espresso argp,entate crotiche al presidente della Repubblica, senza per questo fornire armi al fascista Salvini ma dandogli una lezione di democrazia


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