Pentedattilo, paese fantasma
Antonella Trunfio
«La rivitalizzazione dei borghi promossa dell'Agenzia dei Borghi Solidali, si fonda, a partire dalla vocazione dei luoghi, su modelli di sviluppo innovativi e sostenibili». Il manifesto, 18 luglio 2013

Quanti lettori conoscono l'area grecanica calabrese e quanti di loro sanno che essa racchiude un immenso patrimonio culturale, naturalistico e storico, reso ancor più suggestivo dai Greci che - nel VIII secolo - vi sbarcarono lasciando un segno indelebile del loro passaggio? Forse pochi o pochissimi. Eppure, esistono numerose realtà, straordinari borghi antichi fatti di viuzze, casette in pietra auto-costruite e adornate dai caratteristici fichi d'india bruciati dal sole, dove il tempo sembra essersi fermato agli antichi valori, alle piccole e semplici quotidianità, dove tuttora la lingua parlata è il grecanico (minoranza linguistica, dialetto greco-calabro). Alcune di queste, erano zone che stavano morendo arrendendosi irrimediabilmente all'emigrazione e allo spopolamento, ma sono state riportate in vita grazie alle azioni del progetto "I luoghi dell'accoglienza solidale dell'Area Grecanica", che dal 2010 ha cercato di rimediare, ricreando motivi di permanenza e costruendo i presupposti per migliori condizioni di vita. Grazie all'impulso e al contributo di Fondazione con il Sud è stato possibile da un lato, costruire una rete di oltre 70 partner tra associazioni, cooperative ed enti locali, con soggetto capofila l'Associazione onlus Pro-Pentedattilo, dall'altro creare un'Agenzia di sviluppo locale per una gestione strutturata del progetto Borghi Solidali.

Tra i territori dell'Area Grecanica interessati ci sono Bagaladi, Melito Porto Salvo, Montebello Jonico, Roccaforte del Greco, Roghudi e San Lorenzo. Tutti luoghi che hanno scelto di tutelare le proprie peculiarità culturali, di valorizzare le minoranze, le persone svantaggiate e gli immigrati, in cui si intrecciano multiculturalità, artigianato locale, enogastronomia e bellezze architettoniche.

I borghi, scenari suggestivi del versante jonico calabrese caratterizzato da un paesaggio aspro e rurale, sembrano oggi tanti tasselli di un mosaico: diversi per storie e leggende ma, simili per tessuto sociale e dinamiche culturali. E Borghi Solidali, in questi primi tre anni, si è proposta da un lato, di ricostruire l'aspetto identitario delle comunità locali, dall'altro di attivare percorsi di integrazione riportando soprattutto i giovani in quelli che si erano trasformati in non-luoghi per eccellenza. Citiamo, un esempio su tutti, Pentedattilo, straordinario borgo che prende il nome dalla forma della rocca su cui giace, simile ad una gigante mano di pietra (penta e daktylos cioè cinque dita). Il suo fascino è raccontato direttamente dalle parole scritte dall'inglese Edward Lear che, nel 1847, viaggiò per la provincia reggina. «La visione - scriveva in Diario di un viaggio a piedi - è così magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla: selvagge e aride guglie di pietra lanciate nell'aria, nettamente delineate in forma di una gigantesca mano contro il cielo (...) mentre l'oscurità e il terrore gravano su tutto l'abisso circostante». Il borgo abbandonato dai suoi abitanti per effetto di fenomeni migratori oltre che per le continue minacce naturali, terremoti e alluvioni, è stato per tanto tempo conosciuto come «il paese fantasma più suggestivo della costa calabrese». Oggi, grazie a tanta progettualità messa in campo dall'associazione Pro-Pentedattilo, che ha utilizzato opportunamente risorse pubbliche e regionali e quelle della Comunità Europea, grazie ad associazioni di volontariato provenienti da tutto il mondo, Pentedattilo è diventato un crocevia di principi e valori etici e di legalità, un villaggio diffuso del turismo responsabile, che si rafforza e si struttura grazie a Borghi Solidali. Nell'immaginario palcoscenico legato alla leggendaria strage degli Alberti, le casette del paese si sono trasformate in luoghi in cui arte e artigianato si confrontano con la tradizione, ci sono infatti le botteghe tipiche: quella del legno, della ceramica e del vetro artistico, della natura e delle tradizioni popolari, e ancora la Biblioteca della Donne e della Legalità, la Casa della Pace e quella delle Minoranze.

Ciò a dimostrazione che obiettivo di Borghi Solidali non è solo la rinascita dei borghi, ma la creazione di un percorso d'inserimento sociale e lavorativo dei soggetti più deboli. A sostegno c'è poi un'intensa animazione territoriale fatta di teatro, musica, cinema, arte, che riversa volti, parole e suoni tra le viuzze in pietra. Parliamo, per esempio, di due appuntamenti particolarmente cari al pubblico: quello del Pentedattilo Film Festival, rassegna di cinema breve giunta all'ottava edizione, che lo scorso anno ha registrato oltre 5 mila visitatori in soli tre giorni e quello di Oxygen, il concerto rock che vuole essere di monito e contrasto all'incombente progetto di costruzione della Centrale a Carbone a Saline Joniche. Ed ancora, delle visite guidate, delle escursioni naturalistiche, dei seminari tematici, dei campi nazionali ed internazionali di volontariato, dei Sabati Letterari itineranti e dei Laboratori di Teatro condotti da due diverse compagnie professioniste che coinvolgono tantissimi giovani.

«La rivitalizzazione dei borghi - spiega Piero Polimeni, direttore dell'Agenzia dei Borghi Solidali - si fonda, a partire dalla vocazione dei luoghi, su modelli di sviluppo innovativi e sostenibili. Tra le parole chiave mi piace parlare dell'ospitalità. Valorizzando l'attitudine della popolazione all'accoglienza e riutilizzando il patrimonio immobiliare dismesso, acquisito in comodato d'uso dal progetto come ostelli, foresterie e abitazioni tipiche, Borghi Solidali permette un modello di ospitalità diffusa». Accanto a ciò, virtuoso il percorso legato alla mobilità sostenibile. «Stiamo cercando di sperimentare - conclude Polimeni - un sistema integrato che coniughi il trasporto pubblico e collettivo con mezzi ecologici e di condivisione: veicoli elettrici, carpooling e carsharing. È importante infatti facilitare l'accessibilità e gli spostamenti ma anche avere la responsabilità civica di preservare il territorio e l'ambiente».
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