La Toscana rispetti se stessa
Salvatore Settis
Un augurio e un auspicio per un diverso e più consapevole governo del territorio. Da Il Tirreno, 31 dicembre 2009 (m.p.g.)
Il 2010 segnerà anche per la Toscana un cambio al vertice dell’amministrazione regionale: è dunque il momento di fare una breve considerazione e qualche auspicio. Per la sua storia e la sua civiltà, la Toscana ha il dovere, verso i suoi cittadini e verso il mondo, di preservare con cure specialmente attente lo straordinario, delicatissimo patrimonio di valori ambientali, paesaggistici, urbani.

In Toscana meglio che altrove è possibile cogliere l’intima unità del patrimonio culturale col paesaggio, la diffusione capillare di opere d’arte e monumenti fin nelle più remote pievi di campagna, la secolare costruzione di un orizzonte di civiltà e di bellezza che fino a qualche decennio fa appariva spesso inalterato. Dalla Toscana, in un momento di svuotamento progressivo dello Stato sotto le irresponsabili spinte della Lega e nella colpevole inerzia delle (mancate) opposizioni, abbiamo il diritto di attenderci, come Italiani, la costruzione di un modello integrato di conservazione per lo sviluppo, che possa servire da esempio-guida per il resto d’Italia.

In questi anni di crescente degrado della cultura civica e di assalto ai valori della Costituzione, la Toscana ha “retto” meglio di altre regioni italiane (come la Sicilia o il Veneto) alle pressioni di speculatori senza scrupoli e alle spietate cementificazioni. Meglio, o sarebbe più giusto dire “meno peggio”. Ma la Toscana non può accontentarsi del “meno peggio”; non può affidare la propria politica del paesaggio, come spesso è stato, a soluzioni compromissorie. Deve scegliere e indicare la propria strada, con consapevolezza e ambizione: per rispondere alle aspettative dei cittadini, ma soprattutto per rispettare se stessa, la propria tradizione e il proprio futuro. Il mio auspicio per il 2010 è che la nuova amministrazione regionale sappia cogliere l’importanza e la pregnanza di questa sfida: un’occasione che la Toscana non può perdere.

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