Dal borgo fantasma un resort a 5 stelle e 500 posti di lavoro
Barbara Antoni
Tra degrado fisico e degrado sociale. Comprano i paesi millenari abbandonati e li trasformano in alberghi di lusso. Da il Tirreno, ed. Pontedera, 5 ottobre 2007


PALAIA. Le mura esterne hanno un colore indistinto, alcune sono scrostate o cadenti; i tetti in più punti mostrano cedimenti. Lo scenario è vuoto, nel corridoio selciato che attraversa il borgo di Villa Saletta. Una cittadella inanimata in realtà, che si staglia in alto sulla collina lungo la strada palaiese. Risale al mille il suo primo nucleo, fatto costruire dal vescovo di Lucca Guido. Cresciuta nel medioevo (insieme alla tenuta), più tardi parte delle costruzioni borgo nacque per volontà dei Medici, che ne furono proprietari nel milleseicento. Poi la cittadella passò ai Riccardi e da questi alla famiglia Niccolai Gamba Castelli. Il resto è storia recente, che ha visto la villa e la tenuta passare da una società inglese (già proprietaria di una catena di alberghi) a un’altra, che ha diviso il patrimonio in tre società: Fattoria Villa Saletta, Frantoio Villa Saletta, Hotel Borgo Villa Saletta. Un progetto che inizia sette anni fa e che traghetterà (per il 2011) il borgo millenario verso scenari internazionali: lo riporterà a nuova vita, spiega l’amministratore delegato delle tre società, il 43enne newyorkese Douglas Platt, conservandone la struttura ma lanciandola nel mondo del super lusso. L’investimento previsto è di oltre duecento milioni di euro. E le aspettative di nuova occupazione sono stimate in cinquecento posti di lavoro: 250 diretti (come camerieri, inservienti, cuochi, receptionist nell’albergo) e 250 indiretti, soprattutto nell’ambito del catering. L’imperativo: conoscere la lingua inglese.
Ma se quello che si prospetta come epilogo per il borgo di Villa Saletta è improntato nelle migliori direzioni, dalla fine degli anni Novanta il complesso millenario ha vissuto nel bel mezzo di un’altalena di progetti mancati e iter autorizzativi del Comune mai giunti concretamente in porto. «La proprietà precedente a quella attuale - spiegano il sindaco di Palaia Alberto Falchi e l’ingegner Borsacchi dell’ufficio tecnico comunale - aveva presentato un progetto per fare della villa un complesso turistico ricettivo con centro benessere, campi da golf. Ma i pareri favorevoli all’iter autorizzativo che il Comune aveva emesso sono rimasti lettera morta. Quella società non ha mai chiesto concessioni». E il borgo è rimasto lì, in decadenza.
Come spesso accade, la svolta è frutto del caso. Un giorno di sette anni fa Douglas Platt, manager del settore immobiliare nato e cresciuto nella Grande Mela, passa da Villa Saletta con la moglie Barbara Bertini, origini pontaegolesi ma residente a Firenze, dove la coppia si era stabilita e vive tuttora (in attesa di trasferirsi a Venzano di Volterra, dove i Platt, insieme ad altri soci, hanno acquistato l’ex monastero agostiniano nel quale gli australiani Lindsay Megarrity e Donald Leevers avevano realizzato un agriturismo e un giardino delle essenze fra i più famosi al mondo).
Rimangono stregati dal fascino del borgo e Platt prende subito contatti con la proprietà. Forte di quattro trust di imprese britanniche disposte a investire, conclude in breve tempo l’affare, e Villa Saletta, con i suoi 600 ettari di tenuta (di cui venti coltivati a vite e con un’oliveta di 2.500 piante) e le sue 25 case coloniche, passa di mano.
Dal 2000 comincia la gestazione del maxi progetto, che ora, afferma il manager, è in dirittura d’arrivo. Sono in corso le consultazioni con la Sovrintendenza e presto verranno presentate le richieste di concessioni edilizie. Intanto è stato ristrutturato un palazzo, dove hanno sede gli uffici, e da pochi giorni è partito il restauro di una parte di tetti.
«Dopo tanti anni il progetto sta partendo - dice infatti Platt -. Il borgo sarà convertito in un hotel a cinque stelle, del calibro di Danieli a Venezia o di quelli della catena Four Seasons. Avrà 130 camere di sessanta metri quadrati ciascuna, e 26 suites, cinque ristoranti, pizzeria, pub, bar, centro benessere e spazi per conferenze. Tutti i locali e le strutture avranno accessori di alta tecnologia. Nel 2008 inizieranno i lavori. Sarà l’albergo più bello di tutta la Toscana e tra i più belli d’Europa. Solo per l’albergo abbiamo un budget di cento milioni di euro, mentre l’investimento complessivo supera i duecento».
Cibo e prodotti naturali saranno il filo rosso del complesso turistico ricettivo, pensato per una clientela high level (di alto livello), soprattutto britannica e americana. Al suo interno nascerà una cooking school, scuola di cucina che utilizzerà i prodotti dei campi della tenuta; una wine academy, accademia del vino che farà perno su quelli prodotti nel vigneto di casa e anche i trattamenti del centro benessere avranno come base ingredienti naturali.
Sarà bene che gli abitanti della zona comincino a studiare l’inglese: l’intenzione della proprietà, spiega Platt, è di assumere soprattutto persone del posto per l’albergo e le altre attività che saranno inaugurate a gennaio 2011.

Un altro caso recente in Tuscany, a Castelfafi.

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