Settis: i Comuni svendono il territorio
Francesco Rossi
Cronaca della manifestazione del 1° giugno sulla “politica del cemento. Da Il Tirreno, 3 giugno 2009 (m.p.g.)
«Prima la Val di Cornia veniva portata ad esempio, oggi è finita anch’essa sul banco degli imputati. Anche da noi si è generalizzata la politica delle varianti al piano strutturale, ridotto progressivamente il potere dei consigli comunali, quasi azzerata la programmazione coordinata». E tra la politica e la cultura sembra scoppiata «una vera e propria guerra». L’allarme viene dal professor Rossano Pazzagli, che ieri a Venturina ha moderato un dibattito sulla «politica del cemento» con Vezio De Lucia e Salvatore Settis. Urbanista e consulente dei piani strutturali dei Comuni di Piombino, Campiglia e Suvereto il primo, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e autore della denuncia sullo sviluppo edilizio di San Vincenzo il secondo.
Buona urbanistica contro cattiva urbanistica. Buona quella che ha portato alla nascita del sistema dei Parchi della Val di Cornia, «che non ha confronti in nessuna parte d’Italia e probabilmente d’ Europa», secondo De Lucia. Cattiva quella attuale, in cui agli atti autoritarivi dello Stato si vanno sostituendo gli atti “di negoziazione” tra pubblico e privato, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Ma l’affondo più duro è venuto ancora una volta da Salvatore Settis: «La spinta lodevole della Val di Cornia - ha detto nel suo intervento - nasceva dalla concezione del paesaggio come bene comune, oggi invece i Comuni stanno svendendo il territorio. E non è accettabile la linea difensiva di chi minimizza la situazione in Toscana prendendo ad esempio le regioni in uno stato peggiore.
Molti gli interventi dei presenti, i quali più che rivolgere domande hanno portato testimonianza degli aspetti maggiormente condannabili del cambiamento della zona, dalla persistente vicinanza dell’industria alla città di Piombino, al problema delle cave campigliesi. Sono intervenuti anche due candidati alla carica di sindaco. Massimo Zucconi, che concorre per Campiglia, ha ricordato il coraggio dell’amministrazione piombinese che eliminò 180 ettari di costruzioni abusive (che interessavano 10mila persone) dalla Sterpaia e di quanto il sistema dei Parchi sia debitore degli stralci ai piani regolatori che hanno salvato il territorio dove quel sistema è sorto.

Assurdo, secondo Zucconi, dire, come ha fatto il sindaco di Campiglia, che il padre del Parco sia la Cava di Monte Calvi. Nicola Bertini, candidato a San Vincenzo, ha lamentato l’inversione della priorità tra pubblico e privato e la “dubbia” elasticità del concetto di interesse pubblico, che pare aggiustarsi ad incastro, a suo dire, ai progetti di provenienza privata. Tra il folto pubblico in sala, poche le facce di Campiglia; una delle persone intervenute ha esclamato, suscitando gli applausi, che “gli amministratori non vengono mai a queste serate di approfondimento!” In effetti, non era presente nessun rappresentante delle istituzioni locali, neppure un consigliere comunale.

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