0 0 0 0 0
0
0 0 0 0 0 0 0
0
0
0 > Le mie opere > Gli Eddytoriali > Eddytoriali 2008-2010

Eddytoriale 121 (1 aprile 2009)
Data di pubblicazione: 03.04.2009

L’agenzia AGI (Agenzia giornalistica Italia) ha diramato ieri pomeriggio (31 marzo) il testo della bozza di accordo Stato-regioni, approvato all’unanimità dalla Conferenza Regioni e province autonome. Se il la bozza è quella bisogna dire che le regioni, all’unanimità, si sono sdraiate sulla strategia proposta da Berlusconi nel suo decreto-annuncio.

Obiettivo della proposta di Berlusconi era liberare dai lacci e lacciuoli delle leggi di tutela del paesaggio e dell’urbanistica, e da quelli della pianificazione urbanistica, territoriale e paesaggistica, gli animal spirits del mercato immobiliare e della conseguente attività edilizia. Questo obiettivo, che abbiamo largamente descritto e denunciato nelle sue implicazioni su eddyburg.it, è rimasto intatto e sarà perseguito dagli atti successivi, col pieno accordo unanime delle regioni, al di là delle dichiarazioni dei Martini, degli Errani, delle Lorenzetti.

Se non ci si affida alle affermazioni trionfalistiche dei presidenti delle regioni e invece si legge con un minimo di attenzione il documento si scopre facilmente l’inganno, e la ragione per cui Errani e Galan, Martini e Cappellacci hanno potuto ugualmente approvare lo stesso documento. Si scopre che, mentre tutte le parole dedicate alla tutela delle leggi vigenti, della pianificazione, del territorio e del paesaggio sono inviti, raccomandazioni, suggerimenti, opzioni possibili, quelle che invece si riferiscono alle deroghe, alla scomparsa dei controlli – insomma, alla riduzione della guida pubblica delle trasformazioni del territorio – sono precise, obbligatorie, tassative, inderogabili: fino a prevedere lo scavalcamento dei consigli regionali da parte dei presidenti, d’intesa col governo, con una prescrizione palesemente incostituzionale.

Si rifletta su alcuni punti.

Il documento chiede di "[…] introdurre forme semplificate e celeri per l'autorizzazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale". Che significa "in coerenza"? chi la stabilisce? Una norma che voglia prescrivere che “le forme semplificate e celeri” di autorizzazione dell’attività edilizia si svolgano nel rispetto delle leggi e dei piani lo dice con chiarezza: come nel medesimo documento si dice a proposito delle leggi sul lavoro, a proposito delle quali giustamente si proclama “la priorità assoluta del pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro”.

Il documento dichiara che "le leggi regionali possono individuare gli ambiti nei quali gli interventi di cui alle lettera a) e b) sono esclusi o limitati, con particolare riferimento ai beni culturali e alle aree di pregio ambientale e paesaggistico […]".Insomma, la tutela dei beni culturali ecc. è un optional. Le regioni "possono individuare" le aree che, per le loro caratteristiche, devono essere salvaguardate e sono perciò escluse dalle costruzioni in deroga ai piani: questa salvaguardia non è un obbligo perentorio stabilito dalla Costituzione e garantito dalle leggi vigenti!

Tassative sono invece, anche perché affidate prevalentemente al governo, le prescrizioni liberatorie da “lacci e lacciuoli”. Come "la previsione di un termine certo per il rilascio delle autorizzazioni, permessi o altri atti di assenso comunque denominati, di competenza delle amministrazioni e organismi statali"; dove si finge di dimenticare che stabilire "termini certi" (cioè il silenzio-assenso) è ragionevole unicamente se si rafforzano le strutture che devono rilasciare le autorizzazioni; altrimenti, significa eludere i controlli di merito. Come la definizione, da parte del Governo, di “principi per la legislazione regionale atti a consentire l'ampliamento delle tipologie degli interventi non soggetti a titolo di abilitazione preventiva": avanti dappertutto con il silenzio-assenso.

Su questa base, il Capo può procedere tranquillo, cantieri si apriranno dappertutto: basta essere "coerenti" con le leggi e i piani urbanistici, territoriali e paesaggistici. La "coerenza", naturalmente, sarà stabilita in un Accordo di programma con gli immobiliaristi grandi e piccini. O forse no? Se qualche regione - dove la cultura moderna della pianificazione ha più solide radici e l’attuale establishment è più libero dall’ideologia neoliberista - vuole comportarsi diversamente, lo faccia: le altre si muoveranno come ruspe, garantite dall’accordo unanime.

Infine una perla, che rivela il baratro nel quale è caduta la grammatica normativa dei “legislatori” dell’Italia popolare e proprietaria, e dei berluscones effettivi e di complemento che la rappresentano. Il documento prevede "la fissazione dei principi fondamentali in materia di misure di perequazione e compensazione urbanistica, all'interno dei piani urbanistici, sulla base delle norme già presenti nei disegni di legge attualmente all'esame del Parlamento". Evidentemente il testo è stato scritto dopo un’abbondante e unanime libagione. Mai visto un riferimento a "disegni di legge attualmente all’esame del Parlamento": e a quale dei ddl? Al più permissivo? Al più rigoroso? A quello che esclude perequazione e compensazione?

Dimenticavamo: e la "casa"? La parola magica che ha sfoderato il Capo in cerca di alibi? Quella "casa" che è il tormento di tantissimi italiani non ricchi? Per quella c’è un ottimo auspicio: "Il Governo si impegna […] in merito al sostegno dell'edilizia residenziale pubblica, ad aprire un tavolo di confronto con le Regioni e le Autonomie locali". Quando Giovanni Giolitti voleva insabbiare un problema nominava una commissione parlamentare per studiarlo; nel XXI secolo, nell’Italia berlusconata si istituisce un Tavolo.

In conclusione. Con l’accordo delle regioni il governo sta distruggendo il governo pubblico delle trasformazioni del territorio. Sta distruggendo la possibilità di rendere le città e i territori più vivibili, più ragionevolmente organizzati, più efficacemente serviti dai servizi pubblici, più armoniosi e meglio9 inseriti nella natura: quegli obiettivi per i quali la societa borghese e liberale, temperando lo spontaneismo del capitalismo liberista, aveva inventatoi e praticato la pianificazione urbanistica. Scatenando gli spiriti animali degli interessi del “blocco edilizio” si torna indietro di due secoli e si calpestano, con il piede della speculazione, i diritti della città e dei suoi abitanti.

Chiunque può pubblicare questo articolo alla condizione di citare l’autore e la fonte come segue: tratto dal sito web http://eddyburg.it

L'immagine riproduce Foot Over City, di Michael Jacobs

In calce il testo ufficiale e definitivo del testo siglato dal Governo e dalle regioni




File allegati

Testo conclusivo dell'accordo ( AccordoRilancioedilizio.pdf 89.72 KB )







0
0
( 19.03.2010 08:15 )
di Fabrizio Bottini
L’attentato all’ex raffineria della Eco-City ai margini di Monza, oltre a inquinare di petrolio le acque del Lambro, del Po, dell’Adriatico, ha steso un immeritato velo oleoso su un’altra faccenda. -->
( 11.03.2010 19:53 )
Con l’approvazione della legge siciliana si chiude il circo Barnum iniziato un anno fa, con la proposta di “piano-casa” di Berlusconi. Obbedienti alla frusta del domatore i leoni regionali hanno attraversato tutti, magari con qualche mugugno, il cerchio di fuoco dell’abbandono della razionalità -->
( 11.03.2010 19:14 )
di Edoardo Salzano
Gli italiani d’oggi hanno subìto la magia opposta a quella del re Mida. Il re frigio trasformava ogni cosa in oro, noi, con rispetto parlando, trasformiamo in merda ogni cosa. Anche le idee d’oro.

. -->
( 11.03.2010 11:47 )
( 05.03.2010 10:24 )
di Vezio De Lucia
“Sì, ci sono cose che non vanno, anche gravi, ma la bravura di Bertolaso è fuori discussione, guardate la ricostruzione dell’Aquila”. È stato questo, salvo pregiate eccezioni, il motivo che ha accompagnato per settimane le cronache sul malaffare della Protezione civile, con poche varianti fra destra e sinistra. -->
( 01.03.2010 22:14 )
di Maria Pia Guermandi
Nell’ultima nota redatta da chi scrive si denunciava l’allargamento, sulla base di emergenze fittizie, della nomina di Commissari di Protezione Civile a capo dei principali siti dei Beni Culturali (Roma, Pompei, Uffizi, Brera); -->
Salzano, Edoardo
( 24.02.2010 17:18 )
( 19.02.2010 20:13 )
Il paese dei coccodrilli: così meriterebbe d’essere ricordata l’Italia degli ultimi decenni. -->
( 19.02.2010 08:15 )
di Fabrizio Bottini
Pian piano la verità ha cominciato a comporsi a mosaico: prima qualcuno ha notato gli steccati un po’ meno lindi delle villette, poi le automobili meno nuove, o piccoli segnali di disagio come gli affari tentennanti del supermercato … -->
( 12.02.2010 13:51 )
di Edoardo Salzano
Non sembra che i problemi delle città e dei territori siano al centro della campagna elettorale, né a destra né a sinistra. Ciò esprime l’abisso nel quale è caduto il nostro paese. -->
( 11.02.2010 08:09 )
di Vezio De Lucia
Ancora sul piano casa. Martedì 20 si è svolto a Sassari, nella facoltà di Scienze politiche, per iniziativa della scuola di dottorato diretta da Antonietta Mazzette, un convegno dal titolo “Dalle regole al fai da te del piano casa. A che serve l’urbanistica?”. -->
( 29.01.2010 15:41 )
La cacciata dei lavoratori poveri e stranieri da Rosarno ha sollecitato in molti di noi riflessioni che vanno al di là di quell’episodio. -->
Salzano, Edoardo
( 28.01.2010 23:06 )
( 24.01.2010 08:11 )
di Maria Pia Guermandi
Inizio d’anno: tempo di buoni propositi in genere maturati sulla base degli errori passati. Al contrario di ciò che suggerisce il detto latino - errare humanum, perseverare diabolicum -->
( 20.01.2010 13:26 )
Molte volte si è parlato della morte di Venezia. La sua decadenza è stata legata a diverse ragioni: le pestilenze, il degrado degli edifici, l’incuria degli uomini, l’esodo della popolazione, l’invasione delle acque; negli anni più recenti, la marea montante del turismo mordi e fuggi. -->
Salzano, Edoardo
( 15.01.2010 17:17 )
( 15.01.2010 12:46 )
di Fabrizio Bottini
Non ho mai visto cose che voi umani trovereste banali, persino un po’ noiose, racconterebbe un replicante nella padania devastata dal cambiamento climatico, diciamo fra una generazione -->
Boeri, Tito
( 03.01.2010 12:51 )
Salzano, Edoardo
( 29.12.2009 23:51 )
( 18.12.2009 10:18 )
Che fare per contrastare il consumo di suolo? Non basta una cosa sola. Il fenomeno deve essere contrastato con un insieme sistematico di azioni, che ne affrontino i diversi aspetti. -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg