Brianza velenosa
Gianni Barbacetto
Storie ordinarie di abusi e abusivismo nella ridente provincia lombarda. Da Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2010 (m.p.g.)
Piccola storia nordista di abusi privati e pubbliche lentezze. Protagonista: Reitano Antonino, costruttore abusivo con vocazione d’assessore. Luogo: Desio, città della Brianza. Tempo: il nostro, con i politici, gli affaristi, gli avventurieri. Questa piccola storia comincia nel 1999, quando una pattuglia di vigili urbani – ma ora si chiamano polizia locale – vede un piccolo cantiere su un’area agricola. Qualcuno sta per costruire una villetta. Abusiva. Un cubo di cemento, da far invidia alle ville pastrufaziane tanto odiate da Carlo Emilio Gadda. Identificano il proprietario del manufatto in costruzione: Reitano Antonino, appunto, nato a Rosarno (Reggio Calabria) ma residente a Cusano Milanino, ridente paesone a ridosso di Milano. Comincia quel giorno una complessa procedura per fermare l’abuso. Al signor Reitano viene intimato di abbattere il manufatto. Lui non abbatte, anzi procede nella costruzione, fino a terminare la villetta. Nel 2004 i vigili tornano. Intimano ancora. Ma ci sono i ricorsi, le carte bollate, il Tar, l’ufficiale giudiziario, le perizie, le carte catastali, le delibere di giunta. E gli amici, e gli amici degli amici. Nel 2008 sembra cosa fatta. Anche se Reitano Antonino resta tranquillo nella sua casetta: “Ma cosa volete da me”, dice ai vigili, “il geometra mi ha detto di costruire, tanto poi arriva il condono”. Quale geometra, gli chiedono i vigili-poliziotti locali. “Il geometra Perri”, risponde serafico Antonino. Attenzione. Questo è un nome che pesa, in Brianza. Rosario Perri, detto “il cardinale nero”, per 40 anni è stato il ricercatissimo dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Desio. Potente più d’un sindaco, più d’un assessore. Molto amico dell’ex assessore regionale Massimo Ponzoni (oggi plurindagato) e punto di riferimento della composita comunità calabrese della Brianza. Ora Perri ha fatto il salto ed è diventato anche lui assessore, nella giunta Pdl della Provincia di Monza e Brianza. Pure i cardinali, però, a volte sbagliano le previsioni: il condono non è arrivato. E così la villetta abusiva resta abusiva. Nel 2009, però, questa storia ha un colpo di scena: Reitano Antonino, 63 anni, geometra, ex imprenditore, rimette in fila il suo nome e cognome, si presenta alle elezioni, fa la sua campagna elettorale e viene eletto in consiglio comunale nel paese dove ha la residenza, Cusano Milanino (a Desio non la può spostare, la residenza, perché la villetta a cubo resta abusiva). Sceglie il partito giusto, il Pdl. Vince le elezioni e lo fanno assessore. Quale assessorato, vi chiederete? Al Verde, naturalmente. Per competenza acquisita sul campo. Con delega “a parchi e riqualificazione aree verdi”. Commenta Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd: “L’abusivismo è, purtroppo per il territorio lombardo, un vizio di alcuni esponenti del Pdl, soprattutto di quelli che dalle loro cariche istituzionali dovrebbero occuparsi di tutelare l’ambiente. Adesso capiamo perché per tanti anni si sono chiamati Casa della libertà, e anche cosa s’intendeva per libertà”. La villetta abusiva dell’assessore al Verde, intanto, undici anni dopo, è ancora in piedi. È stata invece abbattuta una costruzione edificata senza permessi, lì vicino. Ma era una baracca di rom.

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