Una metropolitana a Parma???
Andrea Bui
Lo spreco di risorse pubbliche e l’indebitamento delle generazioni future continuano a crescere, anche nella regione una volta modelli di comportamenti virtuosi. Un convegno il 7 maggio


Mercoledì 8 maggio, convegno all’Auditorium Toscanini organizzato da Insurgent city e dal comitato Stopmetro; ospite Marco Ponti, esperto di economia dei trasporti del Politecnico di Milano e di Lavoce.info

Parlare della costruzione di una metropolitana a Parma fuori dai confini della città emiliana suscita qualcosa di più che lo stupore, negli occhi dei miei interlocutori leggo qualcosa di simile allo sconcerto. “Una metropolitana? A Parma?”

E’ quello che sta accadendo. In città i mezzi di informazione locali, tranne qualche lodevole eccezione, traboccano entusiasmo per quest’opera che nei piani dei sostenitori dovrebbe portare la città in Europa. Un’infrastruttura necessaria, indispensabile per non rimanere al palo della competizione urbana. 318 milioni di euro, di cui 172 milioni di euro versati da Roma, nell’ambito della famigerata legge obiettivo, poche settimane prima della fine del secondo governo Berlusconi, quando il Ministero delle Infrastrutture era occupato dal parmense Pietro Lunardi, uno che di talpe se ne intende. Costi destinati a lievitare mostruosamente, visto che il costo previsto al chilometro della metro è di 28 milioni di euro, una cifra irrisoria confrontata con il costo al chilometro di Genova, Brescia, Torino, Milano.

Le riserve di impresa sommergeranno di debiti la città per decenni: la prima tranche di mutuo è di 96 milioni di euro, che il comune rimborserà in trent’anni. Un costo enorme per una metropolitana con una distanza media tra le fermate di 550 metri, che taglia la città da nord a sud mentre l’asse del traffico poggia sulla storica via Emilia, lasciando scoperti centri importanti come il DUC, lo Stadio, l’Ospedale…. Una follia. Che si va a sommare all’approssimazione con cui si sono fatte le proiezioni dei passeggeri/anno, nel primo progetto 27 milioni, nel secondo 16 milioni, e successivamente portati a 8.7 milioni. Una cifra quest’ultima più prudente, ma come la mettiamo con il piano finanziario? Come sono riusciti a far quadrare i conti? Cosa rimpiazzerà quei 19 milioni di passeggeri alla vocee “entrate”? Interrogato sui dubbi relativi ai finanziamenti dell’opera, durante un audizione pubblica su MetroParma, il Vice sindaco ha risposto con una sconcertante serenità: i soldi si troveranno. Poi, per esempio, visto che una fermata sarà al Campus Universitario, nulla gli vieterebbe di “massacrare i sogni del Rettore” chiedendogli dei finanziamenti. Un esempio dell’approssimazione e del poco rispetto per la collettività che rendono bene l’atmosfera attorno al progetto.

Una storia strana quella della metropolitana di Parma. A pochi giorni dall’approvazione del Cipe, nel 2006, viene nominato nel cda di MetroParma STU, la società interamente partecipata dal Comune con il compito di condurre l’iter progettuale e la costruzione, Ercole Incalzq, già presidente di Tav Spa, uomo di Lunardi per la tratta Tav Torino–Lione, parte dello staff del ministero delle Infrastrutture sempre con il ministro parmense. Insomma il controllore e il controllato si fondevano nella figura di Incalza, rendendo ovvia l’approvazione del Cipe, sebbene con 87 prescrizioni, e il monito della Corte dei conti. Una nomina che fa quantomeno sorgere un dubbio sull’imparzialità dell’organo statale in questione. L’impressione di una lobby consolidata dietro questo progetto faraonico acquisisce forza pochi giorni or sono quando l’appalto viene affidato provvisoriamente a una Ati capitanata dal costruttore locale Pizzarotti (che guarda caso partecipa alla costruzione della Torino-Lione…), a braccetto con Coopsette e Ccc.
I criteri di assegnazione sono stati criticati da più parti, ma la barca va….

E naviga in acque tranquille, visto che l’informazione cittadina è di fatto controllata nella quasi totalità proprio da chi costruirà la Metropolitana. Un muro di gomma difficile da scalfire per il Cartello StopMetro, un coagulo di più di venti associazioni, collettivi e partiti uniti da un patto contro la costruzione di quest’opera scandalosa. Serve l’aiuto di chi sta fuori da Parma, per far capire ai parmigiani la grande bugia della Metropolitana, sdoganata come un pass per diventare piccola capitale europea, in un mix letale di provincialismo e furberie da quartierino. Le nostre iniziative sono trattate in modo marginale sulla Gazzetta di Parma e praticamente ignorate dalla Tv locale, nonostante lo sforzo di comunicazione non manchi. Nonostante questo siamo riusciti a fare un lavoro capillare di controinformazione che culminerà con la presentazione di un video inchiesta realizzato da Insurgent City (uno dei gruppi aderenti a Stopmetro) che si terrà mercoledì 7 maggio all’auditorium Toscanini di Parma, ospite dell’incontro sarà il professor Marco Ponti, che coraggiosamente ha deciso di appoggiarci in questa battaglia. Battaglia che non si limita alla sola controinformazione. Un anno fa è stato chiesto un referendum sulla Metro che è stato bocciato alla fine del 2007 da un’amministrazione arrogante e timorosa del confronto. Ora abbiamo fatto ricorso, visti anche gli scempi procedurali che hanno accompagnato il diniego di quello che riteniamo sia un diritto sacrosanto, per altro concesso in casi simili in importanti realtà come Brescia e Firenze.

Un segnale questo che lanciamo da Parma, di allarme, ma anche di speranza, consapevoli che quello che sta accadendo qui, non è che la declinazione locale di qualcosa di molto grave che sta accadendo a tutta Italia: il saccheggio da parte di una classe dirigente e di un’imprenditoria predona dei beni comuni.

Sullo stesso tema
Elettra Malossi
La regione Emilia Romagna ha puntato da tempo alle unioni di comuni, come forma stabile di coordinamento dei comuni appartenenti ad ambiti territoriali ottimali...
Norberto Vaccari
Carissimi Eddy, Ilaria e Mauro (sì vi considero degli amici, molto speciali, che con le attività e le parole mi fanno dei favolosi regali),vorrei dirvi che questa puntata della SDE è stata veramente molto interessante e utile.Nel mio piccolo intervento avrei voluto dire tante cose ma mi sono rimaste dentro.Provo a scriverle.
Giuseppe Boatti e Carlotta Di Cerbo e Ma
E' necessario rivolgersi alla magistratura per ottenere che i cittadini, riuniti in un comitato responsabile e propositivo, ottengano il privilegio di dialogare con il Comune? Il caso della Goccia, un'area verde pari all'intero Parco Sempione.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg