Eddy SalzanoCose belle
Il cinema insegna la storia e la geografia (quelle della Terra e quelle delle persone) ancora più del romanzo, se è possibile dirlo. Molti anni fa si discuteva se fosse Poesia, o solo Prosa (rimanemmo sconcertati da un articolo di Benedetto Croce, che negava al cinema il livello più alto). Oggi nessuno più si pone questa domanda. E tutti vanno al cinema, magari attraverso lo strumento imperfetto della televisione. Il cinema insegna in modo molto efficace: alle immagini, alle parole, alla musica, aggiunge infatti il movimento (lo dice la parola stessa). Tutto nella vita moderna è movimento, e la velocità è diventata più che un’unità di misura: un valore. Il movimento del cinema non è velocità, o non solo: è anche pausa, sospensione, lentezza, avvolgimento, sfocatura, avvicinamento, ingrandimento, commento, sottolineatura, fuga. Il movimento ritrova la pienezza delle sue dimensioni.
Ultimi post
Eddy SalzanoCose belleCinema
19/07/2011 Ugo Gregoretti
Simonetta Fiori intervista il regista di cinema, teatro, lirica inventore di un genere tv, attore, scrittore, il suo sguardo è sempre ironico. La Repubblica, 19 luglio 2011
Società e politicaRecensioni e segnalazioni
14/12/2007 Bernardo Valli
Una bella recensione di un bellissimo film. Prossimamente anche in Italia. Da la Repubblica del 14 dicembre 2007
Città e territorioTemi e problemiConsumo di suolo
03/06/2007 Mark Zoller Seitz
Un nuovo film (anche) documentario racconta le esistenze segregate, frenetiche, alienate dello sprawl americano di villette e centri commerciali. The New York Times, 30 maggio 2007 (f.b.)
Società e politicaMaestriAltre persone
15/08/2005 Stefano Fatarella
Questo testo è la rielaborazione, autorizzata dall’autore, di alcune e-mail che ci siamo scambiati nel caldo del luglio 2002. Il primo capitolo del testo è una e-mail che Stefano Fatarella mi ha inviato a seguito della pubblicazione sul mio sito della locandina e alcune recensioni del film La meglio gioventù, di Marco Tullio Giordana. A una mia breve replica in calce alla sua lettera Stefano mi ha risposto con i messaggi pubblicati qui di seguito.
Società e politicaMaestriAltre persone
15/08/2005 Paolo D?Agostini
"Tagliente ma affettuoso così ha svelato i nostri tic". Due testimoni e protagonisti di un’Italia migliore, ironica e colta, profonda e sorridente, generosa e garbata. Da la Repubblica del 14 agosto 2005
Eddy SalzanoCose belleCinemaManuela Pellarin, Ultimi fuochi
14/05/2004 Cesco Chinello
Lo storico di Porto Marghera (e dirigente del movimento operaio veneziano dagli anni della Resistenza) commenta, con grande sintesi e chiarezza, il film di Pellarin. Il testo è desunto dalla scaletta di un suo intervento del 22 aprile 2004, il cui originale è riportato in calce in formato .pdf
Eddy SalzanoCose belleCinemaManuela Pellarin, Ultimi fuochi
12/05/2004 Manuela Pellarin
Una nota della regista spiega le ragioni, il metodo e il contenuto del documentario sull'ultimo mezzo secolo del grande polo industriale di Porto Marghera, prodotto da Controcampo a Venezia
Eddy SalzanoCose belleCinemaMarcel Carné, Les Enfants du Paradis (Amanti perduti)
25/04/2004
Une fiche technique, l'histoire du film, un commentaire, d'après le site tiscali.fr. Naturellement en français
Eddy SalzanoCose belleCinemaMarcel Carné, Les Enfants du Paradis (Amanti perduti)
25/04/2004
La trama e la critica nei testi di Morando Morandini e Roberto Nepoti, da Il Morandini - Dizionario dei film, ed. Zanichelli e da da Marcel Carné di Roberto Nepoti, ed. Il Castoro Cinema
Eddy SalzanoCose belleCinemaMarcel Carné, Les Enfants du Paradis (Amanti perduti)
25/04/2004
Tutte le locandine e le fotografie del film di Marcel Carné, Les Enfants du Paradis, che sono riuscito a trovare su Google, le ho messe in questa cartella di immagini. Qui accanto una immagine di Jean-Louis Barrault, "il mimo asessuato e dolente" (secondo la definizione del critico Marcello Clemente) che è, con Arletty, il protagonista del film
Cinema
Negli anni 30 del secolo scorso la scuola dei documentaristi britannici (Flaherty, Grierson, Cavalcanti) produsse cortometraggi che rimasero memorabili: raccontarono storie e aprirono strade al cinema. In Italia, ci furono Pasinetti, ed Emmer e Gras. Questi nomi mi tornavano alla mente guardando il bellissimo documentario sugli "ultimi fuochi" di Porto Marghera, e sulle radici della decadenza. Una storia emozionante, di cui vi dò qualche brandello augurandovi di poter vedere il film (qui accanto Manuela Pellarin con il fotografo Andreotta e il montatore Corò)
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