Il programma
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg

Premessa
Per sette anni, dal 2005, eddyburg ha organizzato una scuola estiva, della durata di 4-5 giorni. Ciascuna delle edizioni è stata dedicata ad un tema specifico; tuttavia, rilette in sequenza, le sette edizioni costituiscono altrettanti passaggi di un ragionamento complessivo che si è man mano ampliato, fino a investire, nelle ultime due edizioni, i “fattori strutturali”, ovvero sia i rapporti tra economia, società e territorio. 

Consideriamo compiuta e conclusa questa bellissima esperienza che ha coinvolto oltre sessanta docenti e 200 partecipanti, molti dei quali presenti a più edizioni. Da quest’anno sentiamo l’esigenza di intraprendere un percorso nuovo, nella forma e nei contenuti. 
Abbiamo pensato di sperimentare una forma seminariale, della durata di un giorno o due mezze giornate: una formula più snella che elimina la necessità di iscrizioni a pagamento e diminuisce drasticamente la fatica organizzativa.
Due sono le iniziative in programma, la prima a Sezano (Verona) il 31-8/1-9 e la seconda a Napoli, nei giorni immediatamente successivi.

1. SEZANO (VERONA) SE/ED: PRIMA EDIZIONE 
MOVIMENTI E ISTITUZIONI: SOGGETTI ANTAGONISTI O SOTTOSCRITTORI DI UN NUOVO PATTO?

Contenuti e organizzazione
Prima sessione, venerdì 31 agosto, pomeriggio
C’è una discontinuità evidente tra il ventennio che abbiamo alle spalle (egemonizzato dal liberismo, deformato dalla parabola di Berlusconi, e caratterizzato da un ciclo immobiliare di straordinaria lunghezza e intensità, al quale ha corrisposto un’azione di progressiva delegittimazione della pianificazione) e la fase che stiamo attraversando (bassa domanda, crisi economica strutturale, disagi sociali crescenti e - in questa nuova condizione - sempre maggiore urgenza di affrontare alla radice i problemi pregressi colpevolmente lasciati senza soluzione). 
Nuove domande di pianificazione sono già emerse, così come sono rintracciabili singole iniziative in controtendenza con i paradigmi culturali dominanti e la deregulation imperante. Possiamo ripartire da questi «semi», per definire proposte alternative e individuare i soggetti e gli strumenti per realizzarle? 
Proveremo a rispondere a questa domanda a partire dalle conclusioni del libro «La città non è un affare», curato da Salzano, Baioni e Boniburini, con l’aiuto di Michele Buono e Giovanni Caudo.

La seconda sessione, nella mattina di sabato 1 settembre, è centrata su una riflessione attorno ad un tema cruciale per gli anni che attraverseremo: il rapporto dialettico tra le forme spontanee di mobilitazione dei cittadini e le istituzioni, nella formazione delle scelte di uso e assetto del territorio. Nella stagione alle nostre spalle, abbiamo assistito a sia ad iniziative nelle quali si è ricercato il coinvolgimento attivo di associazioni, comitati e cittadini, sia a numerosi momenti in cui si è generato un conflitto esplicito, il più emblematico dei quali è certamente quello della Val di Susa. Infine, negli ultimi anni, la riflessione attorno ai beni comuni ha riportato al centro dell’attenzione la ricerca di un “nuovo spazio pubblico della democrazia” capace di ricomporre la frattura sempre più ampia tra polis e civitas, tra cittadini e istituzioni dello stato. In che misura tutto ciò può contribuire alla laboriosa affermazione di un nuovo paradigma, la cura del territorio e l’attenzione verso i bisogni sociali tornino ad essere i cardini delle scelte territoriali?
Per comprendere meglio le potenzialità e i pericoli che si possono intravedere nelle iniziative in atto e nei conflitti che si stanno generando, abbiamo pensato ad una serie di brevi comunicazioni - della durata massima di 15 minuti - ciascuna dedicata ad un tema specifico (parole, storie, sguardi sui luoghi o racconti di esperienze). Contiamo che possano raccogliere l’invito a parlare, oltre ai docenti e ai partecipanti delle passate edizioni della scuola, anche portatori di altri saperi ed esperienze. A questo scopo, pubblicheremo presto sul sito una richiesta. 
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