eddyburg.it è un sito web fondato nel 2003 da Eddy Salzano; nel tempo si sono costituite altre strutture e iniziative come ulteriori strumenti del progetto iniziale. Nel 2005 si è costituita la Scuola di eddyburg, come strumento al tempo stesso di ampliamento dell’area di influenza di eddyburg e di approfondimento dei suoi temi: una scuola, dunque, nella quale contemporaneamente insegnare e apprendere. Nel 2016, dopo la lunga gestazione di uno statuto condiviso, si è costituita la Associazione di promozione sociale eddyburg, di cui eddyburg.it, così come la sua Scuola, sono attività statutarie. Alla scuola si sono affiancati seminari, giornate di studio, ma anche battaglie e appelli per difendere i nostri territorio, per rivendicare la pianificazione come mezzo indispensabile al diritto alla città, e molto altro ancora. Con la scomparsa del nostro fondatore, maestro e mentore, inizia un nuovo percorso per continuare anche con modalità diverse la militanza intellettuale, l'impegno a difendere e migliorare lo spazio fisico e sociale dei luoghi in cui abitiamo.
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31/03/2004 Bruno Nice
Il ruolo scientifico e propositivo delle discipline geografiche nella pianificazione del territorio, soprattutto di scala vasta, sono i temi affrontati da Bruno Nice nel suo saggio, “La pianificazione territoriale nello sviluppo del paesaggio geografico”. L testo costituisce la comunicazione letta il 12 aprile, in Atti del XV Congresso Geografico Italiano, Torino 11-16 aprile 1950, I.T.E.R., Torino [1950]. Il tema più importante, all’epoca in cui il testo è pubblicato, è il ruolo delle discipline diverse da quelle dell’architettura e dell’ingegneria nelle professioni connesse all’assetto del territorio.
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31/03/2004 Luigi Piccinato
Pratica e teoria sono strettamente legate nell’esperienza e nell’nsegnamento di Luigi Piccinato, come testimonia la sua stesura della voce”Urbanistica” dell’Enciclopedia Italiana (1937). Forse il primo contributo sistematico all’urbanistica, nei suoi riferimenti alla città e alla formazione dell’urbanista.
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31/03/2004 Giuseppe Bottai
Giuseppe Bottai era il rappresentante del regime fascista più sensibile alle ragioni della cultura. È interessante cogliere nel suo Discorso inaugurale al primo congresso dell’INU, oltre al riconoscimento ufficiale del ruolo della nuova figura di architetto-urbanista, un intelligente richiamo, di carattere contemporaneamente culturale e politico. Bottai, indica infatti ai tecnici due obiettivi: la trasformazione della disciplina in una vera e propria scienza delle città, e la necessità di non perdere mai di vista la sua funzione eminentemente collettiva, come e più di altre strettamente legata all’evoluzione sociale. Il discorso è pronunciato a Roma, Palazzo della Sapienza, 5-7 aprile 1937-XV, e pubblicato in Atti del I Congresso Nazionale di Urbanistica, Volume II, Discussioni e resoconto, INU, Roma 1937.
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31/03/2004 Eugenio Fuselli
Lo scritto di Eugenio Fuselli “Urbanistica di Mussolini: il Piano Regolatore Nazionale”, pubblicato su Quadrante, novembre 1933, propone (contemporaneamente al primo progetto di legge in proposito) piani regolatori “vasti quanto i problemi da risolvere”, ovvero la scala regionale della pianificazione. Nove anni più tardi la proposta di Fuselli diventaterà il “Piano Territoriale di Coordinamento” nella legge urbanistica del 1942.
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31/03/2004 Cesare Chiodi
Il titolo di questo articolo di Cesare Chiodi, “Per la istituzione di una Scuola d’Urbanismo” (La Casa, febbraio 1926) rende subito manifesto come esso inserisca nel dibattito aperto dalla proposta di Silvio Ardy, espressa al Congresso dell’Urbanesimo svoltosi nel 1926 a Torino. La posizione di Chiodi, del resto relatore di sessione a Torino, è molto vicina a quella di Ardy: entrambi immaginano una figura professionale complessa, capace di contribuire al governo della città nella molteplicità degli aspetti coinvolti. Chiodi rileva come “da taluni il problema urbanistico viene troppo unilateralmente circoscritto al campo della sistemazione e dell’estetica cittadina”: implicita è la polemica con la posizione che, con Alberto Calza Bini, prevarrà negli anni successivi.
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31/03/2004 Antonio Pedrini
La riflessione epistemologica sull’urbanistica e sulle pratiche necessarie per il governo della città inizia agli albori del XX SECOLO. Lo testimonia lo scritto di Antonio Pedrini, La città moderna. Ad uso degli Ingegneri, dei Sanitari e degli Uffici Tecnici di Pubbliche Amministrazion, Ulrico Hoepli, Editore-Libraio della Real Casa, Milano 1905. Ne proponiamo una selezione, a cura di Fabrizio Bottini
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31/03/2004
Quali sono le definizioni sintetiche di Urbanistica nei dizionari correnti, e in quelli specializzati? In altre parole, qual'è l'idea di urbanistica che hanno i non urbanisti?
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29/03/2004
Sono sempre stato un fervido sostenitore del corretto impiego dei segni d’interpunzione: la struttura logica del discorso, la musica delle parole e delle frasi, i chiaroscuri dell’espressione non sono possibili, nella pagina scritta, senti le virgole e i punti e virgola, i punti e i punti a capo, i due punti e i trattini (e i corsivi, i neretti, i punti sospensivi, le parentesi…). Ho letto perciò con gioia e interesse le tre pagine de la Repubblica del 3 marzo 2004 che si occupa di questi rilevanti argomenti. Pubblico qui i testi di Enrico Franceschini (che intervista Lynne Truss, il cui libro Eats, Shots & Leaves ha dato lo spunto al servizio), Stefano Bartezzaghi e Bice Mortara Garavelli (autrice di Prontuario di punteggiatura, Laterza 2003)
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29/03/2004 Carlo Lojodice
Questo racconto di Carlo Lojodice (che ho ricevuto grazie a Lucia Baracco, responsabile del progetto Lettura agevolata del Comune di Venezia) è stato scritto in occasione dell'ultimo Premio Strega, per sensibilizzare gli editori a rendere accessibili i file dei libri ai non vedenti. Lo pubblico perché è bello e utile, e posso farlo perché nel testo c’è scritto “Copy right (diritto di copia). È auspicabile la riproduzione, anche totale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia e la copia digitale”. Naturalmente il nuovo Eddyburg sarà adeguato alle esigenze, e predisposto alle tecniche, di cui Lojodice tratta.
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29/03/2004
Sul Convegno di Siena: da Marco Romano, L’urbanistica in Italia nel periodo dello sviluppo, 1942-1980, Marsilio, Venezia 1980 (pp. 125-126)
Attività
I libri che abbiamo pubblicato, a partire dai materiali della scuola di eddyburg
Partecipazioni a eventi internazionali come la Biennale di Architettura, il Forum Sociale europeo e il Forum Sociale mondiale.
Una città un piano è un'attività culturale volta alla conoscenza dei territori attraverso visite e incontri sul campo di persone e organizzazioni impegnate in territori soggetti ad interessanti trasformazioni spaziali e sociali.
I seminari di eddyburg, attivati a partire dal 2012, sono un'attività formativa di approfondimento più concentrata rispetto alla scuola, in cui vengono privilegiati discussioni e forme orizzontali di apprendimento e scambio su temi ritenuti di particolare interesse sociale e politico per l'avanzamento degli studi urbani e i conflitti territoriali.
istituita nel 2005 e svoltasi una volta l’anno sino al 2012, consiste in una serie di lezioni, discussioni e lavori di gruppo attorno ad un tema specifico, scelto per il suo rilevante interesse. Le attività seguono un percorso che parte dalle parole e dalle questioni sottese al loro significato e utilizzo, prosegue attraverso racconti che restituiscono al tema una prospettiva storica e letture critiche di alcuni esempi concreti, per concludersi con una riflessione sulle azioni e rivendicazioni da promuovere sia come urbanist*, sia come cittadin* attiv*.
Il deperimento dei canali di comunicazione tra chi decide e chi è deciso (la crisi della democrazia) rende più frequente il ricorso allo strumento del'appello: della chiamata a raccolta di chi condivide una richiesta pressante. Qui ne ospitiamo alcuni, coerenti con i temi di questa sezione e condivisi da eddyburg; altri sono nella sezione Città e territorio
In questa cartella inizio con un elenco, che arricchirò anche con il vostro contributo, delle parole (e delle loro associazioni) che non dovremmo usare, o non dovremmo usare così spesso, o non dovremmo usare così come le usiamo. Proseguo con una serie di definizioni proposte dagli autori più svariati: parziali, a volte polemiche, ma interessanti. Infine, altri strumenti, come quelli suggeriti da Ersilia Zamponi nel suo bellissimo libro "I draghi locopei", e il divertente lessico alternativo dell’urbanista statunitense Ilene Watson, di cui dò una sintesi tradotta da Fabrizio Bottini.
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