Chi semina vento raccoglie tempesta
Edoardo Salzano
Questo proverbio dovrebbe essere ricordato da chi commenta i fatti dell'autobus guidato da un autista senegalese che trasportava bambini della scuola Vailati di Crema. L'autista ha incendiato il mezzo per vendicare gli africani lasciati morire in mare da Salvini. (segue)


Questo proverbio dovrebbe essere ricordato da chi commenta i fatti dell'autobus guidato da un autista senegalese che trasportava bambini della scuola Vailati di Crema. L'autista ha incendiato il mezzo per vendicare gli africani lasciati morire in mare da Salvini. Salvini è stato giustamente criticato e imputato dai magistrati italiani per aver provocato la morte di immigrati che cercavano rifugio in Europa. Salvini è noto per essere un fanatico propagandista della tesi della necessità assoluta di ricacciare ai loro destini di sofferenza e morte quanti tentano di sfuggire all'inferno di molte realtà africane, inferno che il colonialismo - ha contribuito a creare e che il neocolonialismo dello sfruttamento delle risorse continua a perpetuare, spesso celato sotto la cooperazione allo sviluppo.

La rabbia scatenata dal ministro italiano contro i fuggiaschi è il vento che ha prodotto la tempesta della vendetta dell'autista senegalese. L'autista senegalese pagherà il suo atto violento e sarà incriminato. Salvini invece è già stato esonerato dal Senato ad essere processato. La proposta poi di attribuire a Rami, uno dei ragazzini dell'autobus di origini egiziane, la "cittadinanza per meriti speciali" per il suo atto di coraggio che gli ha permesso di portare in salvo i compagni, trasforma la rivendicazione di diritto, quello di cittadinanza, in "premio". Cittadinanza che viene negata a migliaia di persone in nome di un concetto asfittico, quello dello iure sanguinis, (cioè si è italiani se si nasce o si è adottati da cittadini italiani). Infatti sono residuali le possibilità di acquisire cittadinanza in altri modi, per esempio per iure soli o per residenza. Il principio dello ius cultura continua ad essere ignorato.

 
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