Israele. «Piani per 2.500 nuove case in Cisgiordania»
Luca Geronico
Avvenire, 24 maggio 2018. Ogni giorno notizie nuove sull'oppressione della Palestina, vicenda emblematica della capacità distruttiva del sistema capitalistico nella veste rinnovata del neoliberismo. Con commento (e.s.)

 Prosegue senza tregua l'occupazione della Palestina da parte di Israele Le armi che l'aggressore israeliano applica sono le più diverse: dalle armi di tutti i tipi, in cui si sperimentano sempre nuove tecnologia di ammazzamento su commessa del consorzio internazionale dei Mercanti di morte, fino alle infrastrutture e alle opere edilizia. L'Europa osserva, con soddisfatta compiacenza e gli Usa partecipano con entusiasmo. Le autorità che dovrebbero garantire la pace ne mondo volgono gli occhi altrove. (e.s.)

 Avvenire, 24 maggio 2018
Israele. Piani per 2.500 nuove case in Cisgiordania»
di Luca Geronico

«L'annuncio del ministro della Difesa Lieberman: «Estenderemo le costruzioni in tutta la Giudea e Samaria». Il ministro Katz: in cima all'agenda il riconoscimento Usa dell'annessione del Golan»


Nuova stoccata, nel quotidiano duello verbale e legale tra Palestina e Israele. Con un twitter il super falco Avigdor Lieberman, titolare della Difesa ha annunciato che Israele rilancerà nuovi progetti edilizi in Cisgiordania. «La settimana prossima - ha scritto Lieberman - sottoporremo al Consiglio superiore per la progettazione nella Giudea-Samaria (Cisgiordania) piani per la costruzione di 2.500 alloggi, 1.400 dei quali da realizzare subito». Inoltre, ha aggiunto il ministro della Difesa israeliano, «estenderemo le costruzioni in tutta la Giudea-Samaria da Nord a Sud, in insediamenti piccoli e grandi».

E ora, dopo il riconoscimento di Gerusalemme capitale unica di Israele da parte della Casa Bianca, ora Israele punta anche sulle alture del Golan. Il ministro israeliano dell'Intelligence, Yisrael Katz, ha infatti dichiarato che nei colloqui bilaterali con Washington è ora "in cima all'agenda" il riconoscimento da parte degli Stati Uniti dell'annessione unilaterale delle alture del Golan, contese con la Siria, da parte dello Stato ebraico."Questo è il momento perfetto per fare una tale mossa", ha detto il ministro.


Un passo giustificato per contrastare Teheran: "La risposta più dolorosa che si può dare agli iraniani è riconoscere la sovranità sul Golan di Israele". "Penso che ci sia una grande maturità e un'alta probabilità che questo accada", ha aggiunto il ministro, secondo cui il riconoscimento potrebbe avvenire "entro qualche mese". La Casa Bianca non ha per ora commentato le osservazioni di Katz.

Articolo tratto dalla pagina qui raggiungibile
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