Avvenire maggio
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Avvenire, 26 maggio 2018. Notizie dall’altra sponda del Maditerraneo. Altre persone rese schiave uccise mentre cercano di fuggire dalle gabbie degli schiavisti. Con commento (e.s.)


Continua lo sterminio degli uomini e delle donne che tentano di fuggire dagli inferni creati dal colonialismo europeo, catturati dagli schiavisti e rinchiusi nelle prigioni e nei campi di concentramento realizzati, custoditi e sfruttati fino alla morte dai carnefici della Libia, fedele alleata di un’Italia asservita agli interessi petroliferi dell'ENI, nel silenzio complice delle autorità internazionali. Segue l'articolo da Avvenire online (e.s.)

Avvenire, 26 maggio 2018
Libia. Migranti tentano fuga, trafficanti ne uccidono almeno 15



Almeno 15 migranti sono rimasti uccisi e 25 sono stati feriti in un tentativo di fuga dai trafficanti di esseri umani in Libia. Lo ha denunciato Medici Senza Frontiere, parlando di colpi d'arma da fuoco sparati contro oltre 100 persone in un tentativo di evasione di massa nella notte fra mercoledì e giovedì da un centro di detenzione segreto gestito da trafficanti vicino la città nord occidentale libica di Bani Walid.

I medici dell'Ong hanno curato 25 sopravvissuti nell'ospedale di Bani Walid. Alcuni di loro hanno riportato gravi ferite d'armi da fuoco e ferite multiple. La maggior parte dei ricoverati sono adolescenti fuggiti da Eritrea, Etiopia e Somalia per cercare di raggiungere l'Europa, alcuni dei quali erano prigionieri dei trafficanti da tre anni. "Molti avevano cicatrici visibili, segni di ustioni fatte con l'elettricità e vecchie ferite infette", nota Msf.

Secondo l'Ong, molti abitanti di Bani Walid - operatori dell'ospedale, dipendenti municipali, anziani, membri di organizzazioni della società civile e delle forze di sicurezza - hanno offerto protezione ai fuggitivi. I sopravvissuti hanno riferito che una quarantina di persone, in gran parte donne, sono rimaste prigioniere dei trafficanti. Portati in un centro di Bani Walid, i migranti fuggiti sono poi stati trasferiti in un centro di detenzione a Tripoli.

"La detenzione arbitraria non può essere una soluzione", ha denunciato Christophe Biteau, capo missione di Msf in Libia, che stigmatizza la scelta europea di mantenere i migranti in Libia.

Articolo tratto dalla pagina qui raggiungibile
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