Raccontare Barbiana
Franco Lorenzoni
«È possibile e ha senso raccontare ai ragazzi di oggi Barbiana? In che misura è lecito educare alla trasgressione di leggi ritenute ingiuste? E in che modo?». comune.info, 2 giugno 2017 (c.m.c.)




Fabrizio Silei e Simone Massi  Il maestro  Orecchio Acerbo editore,  Roma 2017, p.48, € 15


È possibile e ha senso raccontare ai ragazzi di oggi la scuola di don Milani? Ci provano Simone Massi e Fabrizio Silei, in un libro che trovo utile e bello. Ho nominato l’illustratore per primo perché il segno che caratterizza Il maestro, edito da Orecchio Acerbo, arriva in primo luogo dalle immagini graffiate di Massi. Quelle pagine inchiostrate col nero delle vecchie serigrafie evocano un tempo lontanissimo dal nostro. Sono passati solo cinquant’anni, ma chi ricorda le case contadine senza bagno e luce elettrica, a cui si arrivava solo camminando per sentieri o strade bianche? Quali ragazzi possono immaginare quel buio e quella povertà, se non arrivano dal sud del mondo?

“La scuola sarà sempre meglio della merda”, disse Lucio che aveva trentasei vacche nella stalla. Non si può comprendere nulla della radicalità di quella proposta educativa – che prevedeva dieci ore di scuola 365 giorni l’anno – se non si considera che l’alternativa era passare lo stesso tempo a spalare nelle stalle e a faticare con gli animali.

Fabrizio Silei racconta la scuola di Barbiana dal punto di vista di un ragazzo che non ci voleva andare e che vi fu trascinato dal padre analfabeta, offeso per come lo aveva ingannato e irriso il suo padrone. Il suo è un avvicinamento lento e guardingo al “prete matto”, come lo fu certamente quello di molti contadini del Mugello, sorpresi dalla presenza in parrocchia di quella meteora incandescente. Con scrittura piana e non retorica incontriamo l’amore di Lorenzo Milani per la parola che fa uguali e la pratica del leggere il giornale insieme, con attenzione, in ogni sua parte.

Edoardo Martinelli ha di recente raccontato a un gruppo di insegnanti come si imparava la storia lassù, confrontando le posizioni del Saitta con quelle dello storico inglese Mack Smith, e i due testi con le testimonianze orali dei genitori contadini che raccontavano l’orrore delle trincee della prima guerra mondiale. È quel modo di ricostruire la storia, confrontando posizioni diverse, che fornì a quei ragazzi gli strumenti per ragionare sulla lettera dei cappellani militari contro l’obiezione di coscienza.

Viene così evocato un nodo bruciante della relazione educativa: in che misura è lecito educare alla trasgressione di leggi ritenute ingiuste? E in che modo? «Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è obbedirla», sostiene il Priore.

«Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sostengono il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate. (…) E quando è l’ora non c’è scuola più grande che pagare di persona un’obiezione di coscienza. Cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva e accettare la pena che essa prevede».

Lorenzo Milani fu condannato e per arrivare alla legge che permette l’obiezione di coscienza al servizio militare ci vollero anni. Ma quella conquista la dobbiamo a lui e a testimoni persuasi come lui. È figlia di un maestro capace di insegnare con l’esempio ad avere coraggio, convinto che i ragazzi «bisogna che si sentano ognuno responsabile di tutto».
Sullo stesso tema
Diego Novelli
Per noi giovani era rimasto “il Grigia”, il nome di battaglia che aveva scelto, poco più che ventenne, “da che parte stare” quando l’allora capo di governo, il generale Badoglio «con il suo degno compare Vittorio» (il Re che aveva firmato le leggi razziali di Mussolini) l’8 settembre del 1943, fuggì da Roma per mettersi al sicuro al Sud già liberato dagli anglo-americani. (segue)
Edoardo Salzano
Il dolore e il rimpianto per la scomparsa di due compagni, due fratelli e maestri, che hanno contribuito, in tempi e modi diversi, ma convergenti, a creare e fecondare il terreno nel quale affondano le radici, le ragioni, le lotte e le speranze della piccola comunità di eddyburg. Mi riferisco a Franco Berlanda e a Giorgio Nebbia, al vuoto che la loro scomparsa ha lasciato e all'impegno che l'eredità di ciascuno di loro richiede in quanti si propongono di proseguire il lavoro al quale essi hanno dedicato le loro vite.
Luigi Saraceni
Dal libro «Un secolo e poco più» (Sellerio, 2019) una cronaca emozionante di un'Italia tra fascismo e rinascita, in cui il sindaco di Castrovillari (CS) con coraggio e determinazione amministra un paese distrutto dalla guerra. (a.b)
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg