Nuova Trinità dei Monti scontro sulla cancellata Bulgari: “Via i barbari”
Alessandra Paolini
Poveri spazi pubblici di eccezionale bellezza: nelle mani dei barbari o dei Bulgari: forse se nelle case intorno ci fossero ancora abitanti, e non uffici, negozi  e alberghi, e magari anche qualche sistema di vigilanza...La Repubblica, ed. Roma, 9 settembre 2016



«SONO molto preoccupato, abbiamo speso tanti soldi per riportarla al suo splendore e se non si mettono regole ben precise, Trinità dei Monti tornerà il bivacco di sempre. Tempo pochi mesi e sarà di nuovo in mano ai “barbari”. Paolo Bulgari, presidente della maison di gioielli famosa in tutto il mondo che ha finanziato i restauri di quei 135 gradini, ha le idee chiare. La Scalinata verrà inaugurata il 21 settembre, con tanto di concerto dell’orchestra di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano. Ma intanto è polemica su come proteggere quel capolavoro settecentesco progettato dell’architetto De Sanctis che è costato quasi un milione e mezzo di euro. C’è chi vorrebbe recintarlo e chi come il consigliere del I municipio Matteo Costantini chiede maggior sorveglianza con tanto di “ausiliari del decoro”. E chi come il sovrintendente dei Beni culturali, Claudio Parisi Presicce trova «improponibile chiudere la Scalinata. È piuttosto utile educare le persone al rispetto dei monumenti ». Paolo Bulgari è per la prima ipotesi: «Bisognerebbe trovare il modo di preservarla durante la notte. Perché sulla Scalinata è giusto camminare, è nata per questo e la passeggiata che si fa scendendo giù dal Pincio è meravigliosa, ma non si devono permettere i bivacchi - spiega - Non è un luogo per sedersi».

Figuriamoci per bere o per mangiare. Eppure nella fase di ripulitura, sul travertino si è trovato di tutto. «Le restauratrici che sono state bravissime continua - il presidente della casa di gioielli - hanno dovuto fare un lavoro immane. Sui gradini c’era spalmato di tutto. Dalle gomme da masticare alle macchie di caffè, vino e non voglio dilungarmi oltre sulle tante schifezze che hanno imbrattato il monumento ».

Ma il punto è un altro. «Vogliamo un turismo di qualità o di quantità?», si domanda Bulgari. «Perché se si punta al numero, vedo un futuro complicato per un Paese dove i monumenti sono preziosissimi e fragili. Certo, a Roma non si può immaginare l’ingresso a numero chiuso, come invece potrebbe fare con una certa semplicità Venezia. Ma mettere un cancello o una barriera in plaxiglass non mi sembra un’impresa impossibile. Anzi. E questo non vuol dire “ingabbiare la cul- tura”, bensì tutelarla.

D’accordo con il patron del marchio del lusso, anche alcuni commercianti della zona. Gianni Battistoni, dell’omonimo negozio in via Condotti, in primis. «La Scalinata è patrimonio dell’umanità, una barriera non invasiva, dopo una certa ora, sarebbe una buona soluzione», dice «non si può lasciarla in balia di gente che bivacca. Oramai da tempo è diventata il luogo d’incontro per i giovani stranieri. Non è un caso che i tifosi dell’Olanda, che un anno fa ridussero la Barcaccia di piazza di Spagna una discarica, si diedero appuntamento proprio li».

Assolutamente contrario alle barriere anche l’assessore ai Beni Culturali Luca Bergamo. «Non abbiamo intewnzione di porre nessuna cancellata - fa sapere - Sicuramente però aumenteremo i controlli e la sorveglianza per preservare il restauro appena terminato».
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