Lettera aperta al nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.
Giorgio Nebbia e Giovanna Ricoveri
Il nostro maestro e opinionista Giorgio Nebbia e Giovanna Ricoveri, fondatrice e direttrice di Ecologia politica esprimono da decenni la cultura internazionale dell'ecologia più rigorosa e avanzata, sul versante scientifico e  su quello politico. Il loro appello al nuovo ministro per le infrastrutture si aggiunge a quelli delle altre voci di speranza che si sono levate dopo l'uscita di Maurizio Lupi.

Un anno fa, all’atto dell’insediamento del I governo Renzi, ci permettemmo di scrivere al presidente del consiglio per ricordargli, se ce ne fosse stato bisogno, quanto urgenti fossero le opere di sistemazione del territorio dopo una lunga serie di frane e alluvioni, a cominciare dal Polesine nel 1951, poi ripetutesi fino ad eventi tragici come l’alluvione del 1966 e alla serie di altri eventi che ogni anno hanno provocato dolori e perdita di beni privati e pubblici, in tutte le parti d’Italia.

E’ passato un anno in cui ci sono stati ben pochi interventi dei ministri dell’ambiente e dei ”lavori pubblici”, ché tale è quello di cui lei oggi è responsabile, nonostante il diverso nome, un anno in cui frane e alluvioni hanno colpito, anzi in forma ancora più violenta, non solo le zone collinare e montuose, ma perfino le grandi città, con strade allagate, fogne inesistenti o fragili, e ancora con dolori e costi.

Abbiamo letto che lei si propone di ridimensionare i “cantieri” che, nel nome di una modernizzazione del paese, spesso si traducono in interventi dannosi per il territorio, per la stabilità dei versanti, per l’alterazione del corso naturale delle acque. Crediamo di non avere bisogno di ricordare a lei che per prevenire nuove future catastrofi sono necessari non “grandi” opere, ma l’intervento di lavoratori che, con passione e pazienza, innanzitutto restituiscano alle acque dei fossi, torrenti, fiumi, il loro cammino naturale verso il mare, senza ostacoli che provochino allagamenti e accelerino la franosità delle terre.

Opere che richiedono il coinvolgimento delle comunità locali e assicurano lavoro, un “esercito del lavoro”, quale fu suggerito, dopo la Liberazione, per la ricostruzione del paese da Ernesto Rossi oltre mezzo secolo fa. Anche oggi usciamo da una guerra che l’avidità privata e l’insipienza, spesso l’ignoranza, di governanti hanno condotto per mezzo secolo contro le risorse naturali dell’Italia e contro i suoi abitanti. La salvezza può venire dal recupero dalla volontà di ricostruire il nostro paese con lo spirito di un nuovo movimento di Liberazione. Gran parte di tale responsabilità e opportunità è oggi nelle sue mani.


Giorgio Nebbia e Giovanna Ricoveri
www.ecologiapolitica.org

Sullo stesso tema
Redazione di eddyburg
Un'esortazione a piantare alberi, non tanto e solo ai singoli cittadini, ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, ad ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d’Italia, al governo nazionale. Obiettivo: piantare 60 milioni di alberi il prima possibile. Qui l'appello (i.b)
Eddyburg
Un appello per invitare la Politica a occuparsi di cose che la politica politicante trascura del tutto, mentre sono vitali per chi abita nel pianeta Terra (e in Italia) oggi e vorrebbe viverci anche domani. In calce le adesioni
Eddyburg
17 ottobre 2017. Una iniziativa che dovrebbe ripetersi in ogni piazza d'Italia, grande o piccola sia la città o il paese. Un appello che dovrebbe essere un canto per tutti i petti
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2022 Eddyburg