Enrico Rossi risponde, Paolo Baldeschi replica
Paolo Baldeschi
Il Presidente della regione Toscana risponde a Paolo Baldeschi a proposito di una delle sollecitazioni che gli erano state fatte sulla vicenda del Piano paesaggistico, aggredito dal "Partito unico del cemento",  e della connessa salvaguardia delle Alpi apuane 

Abbiamo pubblicato o ripreso  numerose denunce e appelli  (vedi i collegamenti in calce) perché terminasse il lavorio del PD toscano volto a svuotare d'ogni contenuto di tutela il piano paesaggistico, che ci era sembrato l'eccellente prodotto della collaborazione tra il presidente Rossi e l'assessora Marson.  Con la sua lettera a Paolo Baldeschi il presidente risponde a proposito di una delle questioni coinvolte: le cave nelle Alpi apuane. Su questo punto la risposta è parziale, sul resto (ossia sullo svuotamento totale, a botte di emendamenti, del Piano paesaggistico) il silenzio è totale. Non possiamo che riprendere il titolo e il contenuto di un nostro articolo: Sconfitta di Enrico Rossi?, togliendo il punto interrogativo (e.s.)


La lettera di Enrico Rossi
Presidente della Regione Toscana

Ringrazio lei e gli altri cittadini che mi avete scritto. Vi rispondo conpiacere fornendovi anche alcune informazioni che forse non sono in vostropossesso.

Il nostro obiettivo è sempre stato quello di tenere insieme lavoro ebellezza. Proprio per questo saranno vietate le aperture di nuove cave sopra i1.200 metri ed incentiveremo la filiera produttiva locale. Una scelta che ciconsente da un lato di tutelare le vette e i crinali apuani e dall'altro di farsì che una maggiore occupazione e ricchezza ricada sul territorio.

Ritengo che il documento che abbiamo elaborato, superando contrapposizionie diatribe su cui non sempre le posizioni più estreme risultano essere le piùfondate, rappresenti un punto di arrivo per tutti. E’ del tutto normale che sutemi così importanti si discuta e si confrontino posizioni diverse ed ancheestreme, tra chi vorrebbe chiudere le cave e chi invece vorrebbe continuare afar tutto come prima. In democrazia le proposte si discutono e si cercanosoluzioni il più possibile condivise, senza le quali anche le migliorielaborazioni rischiano di restare esercizi puramente accademici. E’ proprio daquesto confronto che scaturiscono le soluzioni più avanzate. Ne è riprova chela Toscana sarà la prima e unica regione ad avere approvato un piano checontiene sia la parte vincolistica che precise direttive per gli ambititerritoriali della nostra regione, a cui dovranno conformarsi gli strumentiurbanistici dei Comuni.

La legge sulle cave che il Consiglio Regionale ha approvato dichiarapubblici i beni stimati, raddoppia le tasse di concessione dovute agli Entilocali e stabilisce che il marmo scavato dovrà essere lavorato, sempre più, alivello locale. 

E’ la prima volta che la Regione affronta questi temi perdotarsi di regole di carattere sociale e ambientale. Sono certo che la vostrasensibilità ambientale vi faccia comprendere ed apprezzare lo sforzo che stiamocompiendo per dare, finalmente, una risposta positiva a queste importantiquestioni. 

Agli imprenditori del marmo ho chiesto anche di investire nellasalvaguardia ambientale così come hanno fatto gli industriali del cuoio con gliimpianti di depurazione. 

Assumersi le responsabilità di governo del territorioè oggi una grande sfida perché richiede di interpretare e governare fenomenicomplessi, di trovare equilibri tra interessi diversi e spesso contrastantiascoltando le (buone) ragioni di tutti, ma allo stesso tempo tenendo ferma lapropria responsabilità che è quella di promuovere sviluppo e salvaguardia delterritorio.

Spero di avere contribuito a fare chiarezza su questa vicenda e le invio imiei più cordiali saluti.
Enrico Rossi

La replica di Paolo Baldeschi
opinionista di eddyburg


Caro presidente Enrico Rossi,
La sua lettera credo sia rivolta a tutti coloro che, come me, sperano chelei mantenga l'impegno di fare della Toscana una regione più progredita nellatutela e nella valorizzazione del proprio territorio; mi permetto perciò dirisponderle, credo anche a nome di gran parte dei suoi interlocutori critici. 

IlPit-Piano paesaggistico, avrebbe potuto essere il coronamento di una politicacoraggiosa e innovativa - di cui la Legge 65 del 2014 è un importante tassello.Tuttavia, in questi giorni, la maggioranza del Pd, in sintonia con l'opposizione,sta radicalmente cambiando con emendamenti pervasivi il Piano già controdedottoe approvato dalla Giunta regionale. 

Lei ha affermato, in un'intervista apparsasul Corriere fiorentino, che si tratta di limature e di parole, come se si trattassedi quisquilie. Ma la disciplina di un piano è fatta essenzialmente di parole:sostituire "evitare" con "contenere" o, addirittura"armonizzare" non è cosa di poco conto. Nel primo caso, si tratta diuna direttiva chiara e ineludibile. Nel secondo, ci si affida alla buona volontàdei Comuni; nel terzo le parola è soggetta a qualsiasi interpretazione. 

Questoesercizio di svuotamento del Piano è stato e viene condotto dal suo partito inmodo sistematico nella sesta commissione in accordo con i consiglieri di ForzaItalia. Un'opera di demolizione dello spirito e delle finalità del Piano cheaddirittura viene estesa al quadro conoscitivo, materia che ha come fondamentosolide analisi e su cui i consiglieri regionali sono incompetenti, sia nellasostanza, sia istituzionalmente. 

Non spetta, infatti, ai politici decidere -per fare un esempio - se un territorio è esondabile e se ciò costituisce unacriticità (criticità di cui la sesta commissione invitava i Comuni a non tenereconto). Qui ci troviamo davanti a un'operazione di censura oltremodoilliberale, che rasenta lo stile del MinCulPop, la censura di dati comprovati einoppugnabili, oltre che la censura delle idee. Così si dà, addirittura, vialibera alle discariche ed infrastrutturazioni edilizie nelle balze e neicalanchi del Valdarno, via libera alle nuove espansioni che compromettono laleggibilità dei centri di crinale, via libera alle nuove espansioni lungo l'Arno. 

Queste sì sono "posizioni estreme" che vanno contro non solo a ognievidenza scientifica, ma anche contro il semplice buon senso. E dimostrano l'insofferenzadi qualsiasi regola, che è un tipico tratto di arretratezza, culturale primaancora che politica; in controtendenza rispetto a quanto sta facendo l'Europapiù moderna che ovunque si dà regole e progetti condivisi con i cittadini perpianificare il proprio futuro.

In conclusione, ciò che noi cittadini possiamo constatare è che il suopartito, almeno nel Consiglio regionale, non solo ha rovesciato il programma ele alleanze elettorali, ma anche un valore fondamentale della sinistra: che gliinteressi delle popolazioni, la loro salute, la loro sicurezza, il lorobenessere, prevalgono sugli interessi privati, soprattutto quando questi sipresentano come rendite parassitarie e ingiustificati privilegi.

Caro Presidente, lei ha ancora l'occasione di tenere fede al mandato percui è stato eletto. Lo faccia non solo per i cittadini toscani, ma per leistesso.
Paolo Baldeschi


Riferimenti

A proposito dells guerra sul paesaggio della Toscana abbiamo inserito su eddyburg i seguenti articoli (s.e.o.):


10 febbraio. Paolo Baldeschi, Dario Parrini: dottor Jekyll e mr Hyde 
22 febbraio, Edoardo Salzano, Sconfitta di Enrico Rossi? 
22 febbraio, Ella Baffoni  Paesaggio. Il PD cambia verso 
27 febbraio,  Associazioni nazionali, Giù lemani dal piano paesaggistico della Toscana
09 marzo,  Tomaso Montanari, SOS per il piano toscano delpaesaggio 
12 marzo,  Marco Gasperetti, Allarme di Pardi

13 marzo,  Francesco Erbani, Toscana guerra sul paesaggio 


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