La città dell’abusivismo, stop a 7626 condoni: demolizioni e confische
Paolo Boccacci
Componente essenziale di una buona politica del territorio è chiudere la stagione dell'abusivismo. Il Sindaco di Roma e il suo assessore hanno assunto come obiettivo «chiudere la la stagione del condono e dell’abusivismo edilizio». La Repubblica, edizione Roma, 30 gennaio 2015

L'ufficio condono ha negato la concessione della sanatoria a 7626 casi di abusivismo. Solo dal 2011 al 2014 i “no” sono stati 5941, più di tre volte quanto era stato fatto prima. L’assessore all’Urbanistica Caudo sta lavorando per sveltire lo smaltimento delle 209 mila pratiche ancora da definire dei tre condoni del 1985, 1994 e 2003. «Useremo sempre di più internet» afferma «e aumenteremo il personale». E intanto la giunta Marino varerà oggi un nuovo piano triennale anti-corruzione che prevede le denunce dei colleghi e il principio della rotazione degli incarichi.


I numeri, prima di tutto i numeri. Che sono al cardiopalma.

All’Ufficio Condono, dal 2011 gestito da Risorse per Roma dopo il lungo impero della società Gemma Spa, sono ancora da lavorare, al 19 gennaio 2015, 209.246 richieste di sanatoria di abusi edilizi, che riguardano le tre leggi di condono del 1985, 1994 e 2003. Un numero talmente grande che, se si proseguisse al ritmo sostenuto di circa 11 mila pratiche definite nel 2014, si finirebbe solo nel 2036.

Ma a far capire l’accelerata che si è fatta, basta dire che dal 1996 al 2009 le domande respinte sono state 1658. Mentre dal 2011 al 2014 le costruzioni dichiarate fuorilegge sono state 5941. Tutte, dopo l’istruttoria, potrebbero essere demolite o acquisite al patrimonio pubblico.

«Ora» spiegano l’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo e il generale dei carabinieri in pensione Cosimo Damiano Apostolo, responsabile del procedimento «l’Ufficio Condono ha una sede efficiente in una ex scuola di via di Decima, con un moderno front office e la possibilità di depositare un atto di sollecito per una concessione, che viene subito affidato».

Ma i numeri sono sempre un diluvio, anche se, come precisa Caudo, «per la prima volta il Comune sa esattamente quante pratiche ci sono ed il loro livello di lavorazione».

La trafila è lunga. Dopo il sollecito la pratica può dover essere sottoposta alla prova della scheda urbanistica, per verificare se in quel luogo sono stati posti dei vincoli. Oppure alle soprintendenze, che hanno 60 giorni di tempo per rispondere o far scattare il silenzio-assenso. Ma ci può essere la necessità di chiedere un’integrazione dei documenti. «Si spendevano 140 mila euro all’anno di raccomandate » spiega l’assessore «adesso invece facciamo le richieste attraverso la Pec».

Ma il tentativo di digitalizzazione non si ferma qui. «Abbiamo un sistema online» aggiunge Caudo, che si chiama Sicer, raggiungibile con un codice di accesso, dove si può capire il livello di lavorazione. E c’è già programmata una “cornice” che potrà contenere via via i documenti digitalizzati. Perché oggi purtroppo quasi tutta la documentazione è cartacea».

«Già adesso» afferma Apostolo «dal momento del sollecito alla concessione, se non ci sono ostacoli passano solo pochi mesi ». «E abbiamo intenzione» afferma Caudo «di aggiungere ai 45 istruttori al lavoro altri 80».

Nel 2014 il Comune ha incassato dai condoni quasi 19 milioni di euro, ma delle circa 11 mila pratiche lavorate, 2354 non sono state ritirate, con le 1105 non ritirate nel 2013 si arriva a circa 23 milioni. Dal 2007 al 2012 se ne contano altre 5730 per un valore di 7 milioni. In tutto 30milioni di euro.

«Manderemo una lettera» conclude il responsabile dell’Urbanistica «in cui li avvisiamo che potranno rateizzare fino a 4 anni. Se continuano a non ritirarla spiegheremo a quali conseguenze si espongono, di certo c'è, come ha chiesto il sindaco, che noi vogliamo dichiarare chiusa la stagione del condono e dell’abusivismo edilizio».
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