Resoconto dell’incontro su eddyburg, ottobre 2013
Edoardo Salzano e Ilaria Boniburini
A conclusione dei colloqui e dell'incontro della seconda edizione dei seminari di eddyburg, ecco una traccia di lavoro, su cui invitiamo a esprimersi  tutti,  e soprattutto chi è disposto a collaborare a eddyburg in termini concreti e operativi


All’incontro di Sezano su eddyburg eravamo in pochi. Le giornate del seminario erano state molto interessanti e produttive ma faticose. Tuttavia è stata molto utile e fruttuosa. Alcuni avevano inviato dei messaggi, commentando e proponendo (Stefano Fatarella, Fabrizio Bottini, Paola Bonora, Dusana Valecic, Antonello Sotgia,

Prima dell’incontro, cui non avrebbero potuto partecipare hanno espresso la loro piena disponibilità a collaborare alle varie fatiche che eddyburg comporta molti dei giovani presenti al seminario, con cui abbiamo chiacchierato nel corso di giovedì, venerdì e sabato (Francesco Ranieri, Alessandro Ziglio, Anna Frascaroli, Anna Richiedei, Roberta Signorile, Pasquale Pulito, Chiara Ciampa, Matteo Lecis Cocco-Ortu). Alla riunione di sabato pomeriggio hanno partecipato in definitiva, oltre a Eddy, Ilaria e Mauro: Paola Somma ed Elisabetta Forni, che erano venute a Sezano apposta pur non essendo tra i docenti direttamente impegnati; Oscar Mancini, Carla Maria Carlini, Andrea Schiavone, Paula De Jesus, Danilo Andriollo e Norberto Vaccari, consolidati frequentanti della Scuola, e i “nuovi” Paolo Dignatici, Johnny Nicolis, Raffaele Pisani.

La discussione si è articolata su tre ordini di questioni, presentate nell’ultima parte del documento di base ( “ragioniamo insieme su eddyburg”: come aumentare l’efficacia di eddyburg; come affrontare ii problemi emersi nel passaggio dalla vecchia alla nuova piattaforma, come allargare la modestissima base finanziaria che consente la vita de eddyburg e delle sue iniziative.

Speriamo che i partecipanti all’incontro invieranno interventi che consentano di arricchire questo sommario resoconto il quale, per accelerare le decisioni maturate, vuole essere sintetico e rapido.

1. Tutte le operazioni da compiere (dal completamento e collegamento degli archivi alla partecipazione di redazione del sito) richiedono che un buon numero di persone si impadronisca della capacità di adoperare lo strumento Blogger e abbiano una buona conoscenza della logica interna del sito e dei suoi archivi, sia nella vecchia che nella nuova edizione. A tal fine abbiamo deciso che organizzeremo alcuni incontri nei quali Eddy aiuterà alcuni (Ilaria, Stefano, Francesco, Johnny, Alessandro, Raffaele, Paolo, …) tutti residenti al Nord e perciò con facile accesso a Venezia, a comprendere che cosa c’è dietro la homepage e come ci si lavora. Preliminarmente Eddy dovrà rivedere e completare la struttura dell’archivio del nuovo eddyburg e indicare le corrispondenze tra le vecchie e le nuove “cartelle”. A Ivan chiederemo di fornire un accesso di administrator a quanti vorranno collaborare (eventualmente a termine). A Ivan chiederemo anche di aiutarci a individuare e addestrare nel Continente qualcuno che possa aiutarlo a risolvere le questioni più urgenti nella gestione della struttura informatica del sito, a partire dal completamento del programma iniziale (Andrea ha già espresso la sua disponibilità).

2. Per rendere più efficace eddyburg e agevolare l’allargamento delle persone le quali, condividendo principi e obiettivi del sito, possano collaborare alla sua redazione si è convenuto sulla proposta di aumentare la sinergia tra il sito e la scuola. Nei dieci anni trascorsi la scuola (la costruzione di ciascuna delle edizioni e la “digestione” successiva per la formazione dei libri) ha preceduto il successivo lavoro del sito aiutando a individuare i temi ai quali dedicare il lavoro di ricerca e di preparazione dei testi da pubblicare. Nella discussione è emerso che che il lavoro post-scuola non ha prodotto quanto si poteva sperare: al di là della preparazione dei testi per la pubblicazione, pochi sono stati i successivi contributi.

3. E’ emersa la necessità di individuare un ‘progetto’ più circoscritto e con obiettivi più specifici con il quale stimolare contributi, discussioni, e attraverso il quale alimentare anche la scuola. E’ stato osservato da più persone (anche per email) che inviare degli scritti a eddyburg senza un tema/obiettivo preciso non sollecita a scrivere. Al tal fine si è avanzata la proposta, da applicare per ora in via sperimentale, di definire un progetto con un suo tema e obiettivi e un suo spazio preciso sul sito.

4. Ci si è anche chiesti, con lo stimolo di Paula, quale fosse l’obiettivo della scuola e di eddyburg. Cioè se la nostra produzione di conoscenza (critica, proposte, opinioni, etc.) abbia il solo obiettivo di essere condivisa e messa a disposizione di chi vuole, oppure se si voglia andare un po’ oltre e provare a far si’ che quanto prodotto possa in qualche modo produrre a sua volta delle ricadute: come è avvenuto, ad esempio, nella formazione e presentazione della “legge di eddyburg” in risposta alla legge Lupi e in seguito alla scuola sul tema del consumo di suolo . Abbiamo tutti convenuto che il secondo obiettivo sarebbe molto desiderato e che l’allargamento del lavoro comune e dei suoi attori è l’unico strumento che può consentire di trasformare il desiderio in un obiettivo concreto.

5. Da un ragionamento successivo all’incontro è nata nei sottoscritti l’idea, che qui proponiamo, di raggiungere gli obiettivi di cui ai precedenti punti invertendo il rapporto tra sito e scuola: individuato un tema (o più temi o sottotemi) ai quali dedicare le prossime attività della scuola, si potrebbe adoperare il sito come strumento per la predisposizione di articoli, raccolta di materiali, svolgimento di ricerche, dibattito interno ed esterno sulla cui base svolgere i seminari/scuole di eddyburg siano essi di breve durata (1-2 gg) o vere sessioni di scuola estiva (3-6gg). Per proseguire, come promesso, il lavoro sulla pianificazione d’area vasta si sono già individuate alcune persone in grado di lavorare e disponibili a farlo, sia tra i “vecchi” che tra i “nuovi”.

6. Per avviare la sperimentazione del progetto che si comincia a configurare progetto e di quello risolvere i problemi di cui al punto 1 si è convenuto di realizzare una specie cartella/sito, curata, redatta da e messa in pagina da un gruppo di redattori dotato di autonomia di decisione, cui affidare il compito di lavorare per la preparazione della iniziativa (o delle iniziative) sul tema prescelto. La cartella dovrebbe essere collocata nel nuovo archivio di eddyburg, nella “scatola” scuola di eddyburg, e dovrebbe raggiungibile, per ora, anche da un link nello spazio della HP “segnalazioni” (dove dovranno essere ripristinati i link ai siti Zone onlus e Mall, appena quest’ultimo sarà ripartito. [Eddy è in dubbio se dare la visibilità sulla HP a tutti i file prodotti per questa cartella, e propende per il no.]. Questa cartella potrebbe rappresentare un “focus” tematico da proporre di volta in volta e sul quale aprire un dibattito e invitare contributi mirati. A questo scopo andrebbe individuato il tema e una sua breve descrizione per definirne i confini e le questioni che si vorrebbero affrontare.

7. A proposito di contenuti abbiamo considerato che le nove edizioni della scuola legano in un’unica collana i temi nodali di un’analisi critica delle trasformazioni dell’Italia nel corso di un processo che nel suo complesso non ci piace. Dal consumo di suolo (2005), alla città pubblica (2006), al paesaggio (2007), agli spazi pubblici (2008), al rapporto tra urbanistica ed economia (2010 e 2011), ai movimenti (2012) all’area vasta (2013) abbiamo studiato e ragionato sulle questioni nodali dello sviluppo distorto del nostro territorio, sia come habitat della società che come patrimonio della civiltà umana. Ne abbiamo messo in evidenza, spesso in anticipo su altre componenti dell’intellettualità, le ombre e – sempre che è stato possibile – le luci: i germi di un possibile futuro. Ora è forse venuto il momento di tirare le somme del “nostro” decennio assumendo un’ottica propositiva, come abbiamo fatto in altre occasioni. Forse è il caso di porre il tema “l’Italia che vogliamo” e di esporre il nostro immaginario: magari approfondendo il lavoro dell’”area vasta” e allargandolo nelle due direzioni dell’interscalarità e dell’integrazione intersettoriale, come emerso dai workshop. Non abbandonando il saggio mix di strategia e tattica, di utopia e realismo, che deve essere presente in ogni ragionamento che voglia concorrere nella trasformazione del territorio.

8. Sulla questione finanziaria, molto noiosa ma essenziale per la sopravvivenza di eddyburg e l’avvio di qualsivoglia progetto, sono state avanzate e discusse proposte su cui è necessario lavorare, sulla base delle informazioni e degli indirizzi proposti nel documento di base e delle integrazioni fornite da Ilaria, sebbene non sia ancora chiaro chi ci lavorerà. Tra le proposte,
(a) ripristinare la scuola con tassa d’iscrizione, il che presuppone la collaborazione di qualcuno che si assuma volontaristicamente l’onere di occuparsi della parte amministrativa della gestione.
(b) anche a questo fine, esplorare la possibilità di registrare eddyburg/Zone onlus come ente di formazione, per poter fornire crediti formativi ai frequentanti della scuola
(c) individuare sponsor affidabili dal punto di vista della coerenza con i principi e gli obiettivi di eddyburg
(d) cercare molti piccoli (o meno piccoli) contributi volontari costituendo un gruppetto di persone che impieghino la loro creatività, e una parte del loro tempo, per affiancare Ilaria e Mauro nell’organizzazione e azione anche materiale di iniziative.

Eddy, Ilaria, Mauro
Sezano-Venezia, 21 ottobre 2013
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