Campania, l'ondata di cemento
Paolo Biondani
Continua la battaglia contro il ddl della Regione Campania che pone a rischio di cementificazione selvaggia anche le poche aree ancora tutelate. L'Espresso on-line, 26 settembre 2012 (m.p.g.)
La Campania rischia una nuova cementificazione selvaggia. Mentre dal Lazio alla Lombardia, dal Molise alla Sicilia, un'ondata di scandali riconferma la degenerazione affaristico-clientelare del regionalismo, a Napoli la maggioranza di centro-destra che fa capo al governatore Stefano Caldoro e all'ex sottosegretario Nicola Cosentino (inquisito per camorra) ha tentato proprio oggi di varare una legge regionale che prevede l'abolizione delle più importanti norme per la difesa dell'ambiente e del paesaggio: con le nuove regole, basterebbe il via libera dei politici di un singolo comune per autorizzare, in deroga a tutte le leggi nazionali, nuove speculazioni edilizie perfino nelle aree più pericolose, come la zona rossa a rischio di eruzione che circonda il Vesuvio.

Contro questa deregulation del cemento in Campania si sono mobilitati i vertici nazionali di Italia Nostra, Fai, Legambiente e altre associazioni, con un documento unitario, mentre continua la raccolta di firme tra i cittadini in calce a un appello già sottoscritto da decine tra i più prestigiosi urbanisti e intellettuali italiani, come Settis, Salzano, De Lucia, Asor Rosa, Bevilacqua, Emiliani e molti altri.

L'approvazione della nuova legge, già saltata il 18 settembre, è stata rimessa in calendario a sorpresa nella seduta di oggi del consiglio regionale, dove è stata rinviata solo per problemi di tempo: la discussione infatti è stata interamente assorbita dal tema dei costi della politica, diventato scottante dopo le dimissioni della giunta Polverini e l'apertura di indagini anche in Campania.

Il varo della legge-scandalo sul paesaggio sembrava scongiurata dopo l'ultimo infortunio politico: l'assessore regionale all'urbanistica aveva parlato di un'intesa raggiunta con lo Stato, in particolare con i tecnici dei Beni Culturali, ma è stato platealmente sconfessato dal ministro Lorenzo Ornaghi, appoggiato anche dai colleghi Passera e Catania. Con una nota ufficiale, diffusa attraverso la direzione ai beni paesaggistici guidata da Gregorio Angelini, il ministro Ornaghi ha infatti contestato severamente il disegno di legge della Campania e ha avvertito la giunta regionale che, in caso di approvazione, le nuove norme verrebbero impugnate dal governo Monti davanti alla Corte Costituzionale.

Oltre ad autorizzare una specie di piano casa nella zona di massimo rischio attorno al Vesuvio, la nuova legge campana sul paesaggio prevede l'abolizione dei vincoli che hanno finora salvato dal cemento ciò che resta di territori fragili e bellissimi come la Costiera Amalfitana e autorizzerebbe nuove speculazioni edilizie perfino nelle zone archeologiche delle antiche città greche e romane come Elea (oggi Velia). "L'Espresso" aveva denunciato la pericolosità della nuova legge già con un articolo del 29 marzo scorso.

Oltre al Pd e alla sinistra, contro la nuova legge si è schierata anche una parte dell'Udc. Ma in Campania la maggioranza di centro-destra ha i numeri per approvarla, salvo ripensamenti, già al prossimo consiglio.

Sul sito dell'Espresso on line, è possibile lasciare commenti su questa vicenda, invitiamo i lettori di eddyburg a farlo.

L'appello delle Associazioni lo trovate qui.

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