Ecco come muore il Parco dell'Appia Antica
Eddyburg
Un’ulteriore denuncia dei rischi che incombono sulla regina viarum, 26 luglio 2012 (m.p.g.)
Sembra incredibile, eppure tra i dieci parchi italiani più belli e di pregio, e allo stesso tempo più a rischio, c’è anche il Parco dell’Appia Antica a Roma. Un‘area verde di rara bellezza, dove secoli di storia e di cultura si incontrano dando vita ad un paesaggio e ad un’atmosfera difficili da dimenticare, e che però l’incuria dell’uomo ha consegnato all’abusivismo e alla speculazione edilizia. La denuncia arriva da Italia Nostra, l’associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, che ha stilato il dossier “Paesaggi Sensibili” sui parchi e le aree protetto più a rischio. Il Parco dell’Appia Antica ha come cardine l’asse della Via Appia, lungo la quale si snodano insediamenti antichi di diverse epoche, ville, villaggi, tenute agricole, centri di culto, oltre a luoghi attrezzati per la sosta del viaggio e per il commercio, e alla serie ininterrotta di sepolcri pagani e di cimiteri cristiani. Un patrimonio paesaggistico e monumentale, artistico e storico che andrebbe salvaguardato e amministrato con coscienza e che invece sconta la mancanza di progettualità e di una normativa d’uso del territorio e del patrimonio immobiliare esistente che avesse anche l’obiettivo di una maggiore fruizione pubblica. Un parco minacciato da costruzioni private, costruzioni abusive “legittimate - si legge nel dossier - dalle tre leggi sui condoni edilizi con procedure che hanno escluso, nella quasi totalità dei casi, i pareri delle Soprintendenze di Stato, in assenza di ogni valutazione di merito, con ignoranza e superficialità imperdonabili”.“La situazione generale - spiega Rita Paris, la studiosa del Mibac che ha curato il dossier sull’Appia Antica - minaccia ogni giorno di volgere al peggio, anche per l’agguerrito fronte di chi ha inteso e intende utilizzare questo straordinario pezzo di storia a fini privati, come mostrano i tanti monumenti inglobati in ville o altro genere di manufatti moderni”. Cosa fare, allora, per salvare il Parco? Secondo gli esperti, la prima cosa è un progetto di ampia portata e condivisione, che punti “ad affermare e valorizzare il concetto che l’Appia deve essere intesa nella sua integralità, insieme alla parte di campagna che la comprende, quale patrimonio culturale da salvaguardare”. Poi serve “una nuova strategia per il ripristino di uno stato di legalità, ponendo fine al perdurare dell’abusivismo. Risolvere come trattare i casi più eclatanti di condoni rilasciati in zone di elevatissimo interesse archeologico, d’intesa tra le due Soprintendenze competenti territorialmente”. “II Ministero - conclude Italia Nostra - si deve impegnare a definire un programma pluriennale, da attuare d’intesa con la Regione, il Comune e l’Ente Parco, nonché con tutti gli altri enti e privati che a vario titolo possano essere coinvolti”.

Sullo stesso tema
Maria Pia Guermandi
Privilegio. Questa la sensazione che si provava l'altra sera sull'Appia antica. Era una delle serate del Festival che da alcuni anni Rita Paris, direttrice del Parco Archeologico, organizza a luglio: "dal tramonto all'Appia" (segue)
Anna Maria Bianchi Missaglia
Emergenza cultura, 1 luglio 2018. L'Appia Antica è sia un'area archeologica sia un'area naturale protetta. La Regione Lazio sta per approvare il piano del parco naturale, ma senza coordinarlo - come invece dovrebbe - con il piano paesaggistico. (m.b.)
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg