La memoria smarrita di Velia e le certezze di Taglialatela
Nino Daniele
L’abolizione della legge di tutela sul sito archeologico come ultimo sfregio al paesaggio e alla cultura. La Repubblica, ed. Napoli, 28 marzo 2012 (m.p.g.)
Elea, la città dei filosofi, è un luogo sacro (etimologicamente: appartenente agli dei) del pensiero e della cultura occidentali. Nota la definizione che Platone assegnò a Parmenide l’eleate: «Padre venerando e terribile della filosofia». Quella città ci consegna un primato e un dovere di salvaguardia nei confronti dell’umanità intera e della nostra stessa identità.
Ma nessun timore l’antico filosofo incute all’assessore regionale Marcello Taglialatela. Del resto la definizione di Platone era riferita alle minacce che il poema di Parmenide e i paradossi di Zenone facevano incombere sulle certezze ingenue del pensare.
Taglialatela invece ha una ben fondata certezza e considera la tutela e la valorizzazione del territorio e del paesaggio intorno all’area archeologica inutile. Memore del paradosso zenoniano che lo spazio non esiste, perché salvaguardarlo? Si deve essere detto l’assessore.
Più della minaccia filosofica potè sull’assessore la pressione di un ceto amministrativo gretto e miope che, non pago di aver disseminato una plaga stupenda di orridi edificati dal bagnasciuga alla collina, ha deciso di portare l’attacco anche all’ultimo miglio.
La legge regionale per Elea-Velia, come quella di Zanotti Bianco per Paestum, apponeva un vincolo di tutela per un chilometro intorno al sito degli scavi e si proponeva l’obbiettivo di una riqualificazione. Per potere offrire ai visitatori e agli stessi abitanti un luogo consono ai valori che lo contraddistinguono e non sfigurato dalla barbarie speculativa che ha già compromesso senza rimedio un tratto di costa cilentana anch’essa dono degli dèi.
Forse anche in questo caso si saranno detti meglio un tutto omogeneo anche se brutto che introdurre la discontinuità dialettica della bellezza.
Solo un pensiero ingenuo poteva ritenere che una legge per i piani paesaggistici avesse come scopo la tutela del paesaggio e la valorizzazione dei siti culturali e storici.
Non aveva fatto i conti con «il padre venerando e terribile» dell’urbanistica campana e con la città degli edificatori che alacremente sanno produrre rovine.
Un pensiero ingenuo che inutilmente si affanna tra studio del passato e progettazione del futuro per consegnare alle generazioni che verranno l’opportunità di una eredità immensa di civiltà. Edificato l’ultimo miglio lo spazio sarà pieno: di una colpa imperdonabile.
Ma perché farsene un cruccio se il tempo non esiste e la memoria à già smarrita?
Sullo stesso tema
Roberto Di Sanzo
Punito un eccesso d'impudenza in Campania. La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità della disposizione del piano casa della Campania che estendeva la sanatoria a interventi realizzati senza permesso, ma conformi al piano casa.
Vincenzo Iurillo
«Cancellate una serie di norme e vincoli sulle aree protette, a cominciare da quella della costiera sorrentina e amalfitana. Consentiti incrementi di volumetrie persino nelle zone rosse a rischio Vesuvio se finalizzate alla stabilità e al risparmio energetico degli edifici». Il Fatto Quotidiano, 31 luglio 2014
Enrico Fierro
L’Istituto Superiore di sanità: «in Campania il più grande disastro ambientale d’Italia, con 2mila ettari inquinati». Camorristi, sviluppisti, politicanti uniti nella lotta alla salute e alla bellezza.
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2022 Eddyburg