Confesercenti: “Sia definito un Piano urbanistico commerciale”
Eddyburg
Dopo il tracollo della viabilità romana per le offerte speciali di elettronica, ci si ricorda del rapporto tra funzioni e territorio. Affaritaliani, 28 ottobre 2011, con postilla . (f.b.)
Il presidente di Confesercenti, Valter Giammaria, riguardo il caos dovuto all’apertura del megastore di via Riano, ha dichiarato: “La Confesercenti provinciale di Roma stigmatizza e si fa interprete del disagio della città e delle imprese per quanto è accaduto nella giornata di ieri a Roma Nord in occasione dell'apertura di una grande struttura di vendita in zona Ponte Milvio. La Confesercenti chiede al sindaco e all'assessore al commercio Davide Bordoni, di conoscere come è stato possibile trasformare una superficie destinata alla riqualificazione del mercato rionale e dove in precedenza operava una struttura commerciale con più attività presenti, in questo tipo di struttura di vendita.

La riqualificazione dei mercati rionali è un argomento che riteniamo importante per l'economia della città e non può divenire occasione per snaturare l'obiettivo principale facendone strumento per ulteriori spazi alla grande distribuzione. Inoltre riteniamo che l'evento di inaugurazione e quanto è accaduto con il blocco dell'intero quadrante della città sia un fatto grave che non può essere risolto con delle semplici scuse. Ciò dimostra quello che da anni Confesercenti ribadisce in seno alle Conferenze di Servizi in cui chiediamo che sia sempre verificata la compatibilità di queste grandi strutture con il contesto di viabilità dell'area urbana in cui queste vengono attivate: accessibilità, parcheggi, fruibilità”.

Confesercerti “ribadisce la necessità di arrivare al più presto alla definizione del Piano Urbanistico Commerciale del Comune di Roma, bloccando, da subito e per almeno due anni il rilascio di nuove autorizzazioni per grandi superfici, anche perché la crescita in maniera selvaggia e senza programmazione di grande distribuzione contribuisce alla chiusura di migliaia di piccole e medie attività con la conseguente perdita di posti di lavoro, cosa a cui stiamo assistendo in questi anni nella nostra città”.

postilla
Non per voler fare a tutti i costi il bastian contrario, ma non pare proprio che alla intuizione di un problema sia seguita in questo caso una risposta adeguata: se programmare meglio il rapporto tra forma urbana e flussi generati dal consumo significa blocco di autorizzazioni, e in sostanza l'ennesima guerriglia tra esercizi locali e grandi catene, non si andrà proprio da nessuna parte, salvo forse sui tempi medi desertificare ulteriormente le zone centrali e favorire la crescita dei complessi ad orientamento automobilistico esterni e il relativo spreco di superfici. Nel caso specifico, ma non solo, il problema è stato creato dal rapporto perverso tra consumi e mobilità: come già Veltroni aveva platealmente dimostrato di non capire (faremo la metropolitana per andare ai centri commerciali) esiste un legame indissolubile tra formati commerciali, tipo di spesa, mobilità privata. Ed è su questo fronte che occorrerebbe intervenire, magari anche attraverso cose che sembrano non avere alcun rapporto diretto col territorio, magari usando intelligentemente le stesse "nuove tecnologie" che applicate al solo svuotamente del portafoglio, o a santificare chissà perché Steve Jobs, sfruttiamo tanto male (f.b.)

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