Piana, i "ribelli" non arretrano "Non ci vendiamo per un tram"
Massimo Vanni
Continua il braccio di ferro per sostituire l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola (nuova pista) alla pluuridecennale attesa del Parco della piana. La Repubblica, 24 aprile 2011
Aeroporto, niente scambi con la tramvia. Sulla pista parallela non ci sono compensazioni che tengano: «Se Manciulli e Rossi vogliono discutere di tramvia bene. Benissimo. Ma sia chiaro che con l´aeroporto e il parco non c´entra nulla». Dalla vetta della discarica di Case Passerini con vista sui terreni della pista parallela, i sindaci della Piana restituiscono l´offerta al mittente: «Per la tramvia non ci vendiamo».

Era stato il segretario regionale Pd Andrea Manciulli a dirlo all´assemblea a Sesto, mercoledì scorso: «Il primo problema della Piana è il traffico». Non l´aeroporto, aveva detto il segretario, facendo intendere di esser lì ad anticipare una proposta del governatore Enrico Rossi. E i sindaci della Piana, al sopralluogo organizzato dal sindaco di Sesto Gianni Gianassi per «dimostrare che la pista parallela cancellerebbe tutto», gli hanno risposto. «Anche Mubarak ha fatto finta di nulla ma poi ha dovuto accettare il dialogo. Sarebbe intelligente mettersi a discutere», gli dice il sindaco di Campi Adriano Chini. Il presidente toscano Rossi come Mubarak dunque? «Finora il dialogo non c´è stato, la tramvia è sicuramente un bisogno, ma non può essere messa sulla bilancia. Che modo è?», insiste Chini. «Aeroporto e parco con la tramvia non c´entrano», sostiene anche il sindaco di Calenzano Alessio Biagioli.

I sindaci della Piana ricordano che la discarica sta lì a testimoniare che loro non sono i sindaci del no: «Ci sono qua oltre 2 milioni di metri cubi di rifiuti proveniente anche da Firenze». E che sono stati eletti con la promessa del parco e del termovalorizzatore: «Abbiamo fatto la campagna elettorale in ottemperanza con quanto deciso dalla Regione. E i "ribelli" adesso sono quelli che vogliono cancellare tutto con un colpo di spugna», dicono i sindaci della Piana muovendo il braccio per indicare i terreni che dovrebbero essere asfaltati per far posto alla pista. Sul fianco destro dell´autostrada A11, con le spalle a Firenze, fino all´altezza del distributore. Direzione Prato, in bocca all´ex Motel Agip di Firenze nord: «E´ chiaro che la pista parallela cancellerebbe una volta per tutte il parco».

«Dobbiamo capire meglio di cosa parliamo, vediamo il piano industriale. Problemi, mi pare, ce ne sono», dice il presidente della Provincia Andrea Barducci. «Questo è un nuovo aeroporto», scuote la testa la consigliera regionale Pd Daniela Lastri. «La guerra interna del Pd impedisce un esame sereno e il vero rischio è che alla fine non si decida nulla», incalza il collega dell´Udc Marco Carraresi. Mentre anche il consigliere Pd Paolo Bambagioni appare perplesso. Soprattutto per il voto che sarà chiamato ad esprimere: «Votare la variante al Pit? Sono aperto, ma per ora vedo buone ragioni per non farla, aspetto di vedere quelle a favore».

"La pista non c´entra". "Guardate quanto spazio"

Gianassi e Giani, ovvero i mondi paralleli del PdÈ stato il sindaco di Sesto a volere la visita: assenti le giunte fiorentina e pratese Se si sposterà il Fosso Reale la Firenze-Mare dovrà essere alzata di sette metri

«Guardate l´autostrada: la striscia d´asfalto della pista arriverebbe fino all´altezza del distributore. E altri 2-300 metri se ne andrebbero per la fascia di salvaguardia. Qui la pista non c´entra», dice il sindaco di Sesto Gianni Gianassi. «Avete visto quanto spazio? Più vedo la Piana e più mi convinco, il parco ci sta anche con la pista», ribatte il presidente del Consiglio comunale e consigliere regionale Eugenio Giani.

E´ quasi mezzogiorno e la carovana di sindaci, amministratori e politici è sulla sommità della discarica di Case Passerini, la collina dei rifiuti che torreggia sul lembo di terra più conteso della storia politica fiorentina. Al sopralluogo «sul campo» voluto dallo stesso Gianassi mancano solo la giunta fiorentina e quella pratese. E sotto il cielo grigio di questo fine settimana pasquale, svettano sullo «skyline» della città la cupola del Duomo e il Palagiustizia ad un tiro di schioppo.

Quasi non si avverte l´olezzo perforante che nei giorni ventosi veleggia fino a Novoli. Si avverte invece l´odore acre dello scontro di casa Pd. La Piana, Prato le due Province da una parte, la Regione e Palazzo Vecchio dall´altra. Nero e bianco, perfino davanti allo stesso quadro. Qualcosa di più però di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Perché comunque la si veda, realizzare la pista parallela è un´opera faraonica. Per il conto economico che comporta.

Per fare la pista si dovrebbero espropriare ben 120 ettari di terreno privato. In pratica, l´intero fabbisogno. A quale prezzo? Il Polo scientifico di Sesto, che si trova proprio sopra la pista futuribile, si è visto chiedere 200 euro al metro per la cassa di espansione idraulica. Ma l´esproprio è solo l´inizio.

C´è da spostare lo svincolo autostradale per Sesto. E c´è, soprattutto, da spostare il Fosso Reale. Che non in realtà un fosso ma un canale pensile a 6 metri dal livello del suolo. E visto che oggi attraversa l´autostrada più o meno a metà della lunghezza della ipotetica pista parallela dovrebbe essere portato più a nord. Con la conseguenza di dover innalzare di almeno 7 metri l´attuale carreggiata dell´autostrada, cioè dell´imbocco della Firenze Mare. Non è finita. C´è da spostare la stessa cassa d´espansione idraulica del Polo scientifico, situata proprio sulla direzione della pista. E c´è da spostare anche l´oasi della Querciola, dove i Cavalieri migrano arrivando puntualmente il 13-14 marzo di ogni anno per poi ripartire a fine agosto. Per non parlare dell´oasi di Focognano, che verrebbe asfaltata. Ma chi paga? Chi tira fuori i soldi?

Secondo i conti fatti dall´assessore all´urbanistica di Signa Paolo Pecile (che è stato anche amministratore dell´aeroporto), c´è bisogno di qualcosa come 220 milioni di euro. Una cifra enorme. Che, stante le difficoltà finanziarie del pubblico, non potrà che arrivare dal privato. Ma quale se lo stesso Pecile, davanti alla commissione regionale, ha fatto presente che l´attuale società di gestione non è in grado di sostenere più di 30-40 milioni d´indebitamento?

Eppoi: «Ammesso che ci sia un privato disposto a tirar fuori questi soldi, quanti milioni di passeggeri dovrebbe movimentare Peretola per coprire l´investimento?», chiedono i sindaci della Piana, Alessio Biagioli (Calenzano), Adriano Chini (Campi), Alberto Cristianini (Signa) e Gianassi. Rinnovando la richiesta di un piano industriale centrato sulla pista parallela per capire di cosa e di quanto parliamo. «Senza il piano industriale rischiamo di fare solo una discussione astratta», mandano a dire al governatore Enrico Rossi. Una vera e propria sfida, visto che a stare ai conti dell´assessore Pecile, gli unici fin qui presentati, l´aeroporto di Firenze avrebbe bisogno per rientrare dagli investimenti di un numero di passeggeri di gran lunga superiore al bacino potenziale della Toscana centrale.

Le difficoltà urbanistiche, la complessità delle opere, i soldi: «Sapete come andrà a finire? E´ dagli anni ´90 che abbiamo detto di voler fare il termovalorizzatore», dice Gianassi indicando l´area sottostante la discarica destinata ad accogliere l´impianto e il camino di 70 metri. Ma non prima del 2016-2017: «Immaginatevi dunque se si vuole realizzare un´opera come la pista parallela che non ha neppure il consenso delle amministrazioni - conclude Gianassi - la storia italiana dice che non si farà mai».

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