La perla di cemento
Giorgio Mottola
Il pm Alfredo Greco: «Da anni proviamo a bloccare la lottizzazione, ma per questo tipo di reati la prescrizione arriva prestissimo». Terra, 23 ottobre 2010
Arrivò il giorno in cui mezzo paese si scoprì abusivo. Per trent’anni a Palinuro, in provincia di Salerno, si è costruito senza autorizzazione in riva al mare. La procura di Vallo della Lucania ha disposto ieri il sequestro di 15 ettari nel piccolo paese della costiera cilentana. Una superficie pari a circa 40 campi da calcio, in prossimità del mare. Anche se il piano regolatore non le prevedeva, sono sorte villette, appartamenti per le vacanze e piccole abitazioni. In tutto, sono stati sequestrati 120 immobili, per un valore complessivo di circa 12 milioni di euro. Una speculazione edilizia che riguarda soprattutto piccoli proprietari, sono 81 gli indagati, la maggior parte residenti nel Comune di Centola, di cui Palinuro è frazione. Il sindaco Romano Speranza prende le difese dei suoi concittadini: «In questa zona ci sono troppi vincoli. È quasi impossibile costruire. Ora c’è stato questo sequestro fatto con tanto clamore, ma negli ultimi 30 anni dove sono state la magistratura e la sovrintendenza?».

Gli abusi sono iniziati più o meno nel 1980. Prima, nell’area posta sotto sequestro, sorgeva un villaggio del Club mediterannée. Il tour operator francese si era insediato a Palinuro nel 1954 e l’aveva lanciata come meta del turismo di massa. E dal momento che le leggi regionali vietavano la cementificazione vicino al mare, il vil-laggio turistico, che si estendeva per oltre 15 ettari, era costituito esclusivamente da tukul, capanne di legno e paglia. Nel 1980, però, il Club mediterranée non ha più rinnovato il contratto di affitto di quei terreni. I proprietari si erano resi conto che per loro era molto più conveniente costruire che non affittare. E quindi hanno cominciato a trasformare i tukul in ville.

In questo modo, è partita la speculazione. Ovviamente, non avrebbe potuto avere dimensioni così devastanti per il territorio se non ci fosse stata la connivenza delle istituzioni locali, che per trent’anni chiuso tutti e due gli occhi. Infatti anche Speranza, che nel negli anni ’80 si è battuto per fare rimanere il Club mediterranée a Palinuro, ammette: «Se ci sono tali brutture nel nostro paese non è perché siamo stati colonizzati dai marziani. Siamo noi stessi gli artefici del nostro sottosviluppo». Ilprimo cittadino, però, nonostante il sequestro, ci tiene ad aprire una polemica sui vincoli paesaggistici, secondo lui troppo rigidi: « Io combatto ogni giorno con la Sovrintendenza e con il Parco per le licenze edilizie. Ho dovuto fare i salti mortali per farmi autorizzare la costruzione di un piccolo parco giochi. Se le regole sono troppo rigorose, nell’opinione della gente, un abuso minimo finisce con l’essere equiparato a uno grande».

Non la pensa sicuramente così Alfredo Greco, il pm della Procura di Vallo che ha chiesto il sequestro. A Terra, spiega: «Quell’area è stata devastata. Da anni la magistratura prova a bloccare la lottizzazione abusiva, ma purtroppo per questo tipo di reato la prescrizione arriva prestissimo. In tutti i procedimenti giudiziari avviati in passato non si è mai arrivati a una sentenza passata in giudicato».
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